12 Porte
Settimanale di cultura e informazione religiosa

12 Porte
Settimanale di cultura e informazione religiosa

«12 Porte» è trasmesso da «Nettuno Tv» (LCN 99) ogni giovedì alle ore 21.00

 

 

Puntata del 24 aprile 2014

1. Le campane del ’34

È l’antica arte campanaria bolognese a darvi il saluto e l’augurio per la Pasqua, Pasqua che abbiamo celebrato, ma che si prolunga nella liturgia della Chiesa fino a Pentecoste. Le straordinarie immagini che avete appena visto le abbiamo pescate nella grande rete: documentano il suono dei doppi bolognesi nel 1934. Per dare un’idea, in quell’anno il Bologna calcio vinse la Coppa Europea, Gugliemo Marconi riceve la laurea ad honorem in fisica dalla nostra università e il Re Vittorio Emanuele III la linea della direttissima con il suo tunnel di 18 chilometri, che fu per molti decenni il tunnel più lungo d’Europa.

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2. In Coena Domini

Ma veniamo subito alle celebrazioni pasquale che si sono rinnovate nella settimana santa. Riprendiamo dalla sera di giovedì santo, quando il Cardinale ha presieduto la Messa della Cena del Signore.

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3. I riti della Sancta Jerusalem

E ripercorriamo la lunga giornata del Venerdì di Passione cominciando dalla suggestiva celebrazione che si è tenuta a Santo Stefano, con la processione del Cristo morto e la deposizione nel Sepolcro della Sancta Jerusalem.

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4. Liturgia della Passione in Cattedrale

In Cattedrale, l’Arcivescovo ha presieduto la solenne liturgia della Passione del Signore, con l’adorazione della croce.

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5. La Via Crucis all’Osservanza

Tantissimi bolognesi hanno seguito, nella serata di Venerdì santo, il Cardinale e i frati francescani, nella Via Crucis cittadina che, come antica tradizione, compie il ripido percorso dell’Osservanza.

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6. Veglia pasquale con sorpresa

La giornata di sabato santo è stata caratterizzata, come i giorni precedenti da una grande affluenza al sacramento della confessione, dalla preghiera della liturgia delle Ore in cattedrale e in Santo Stefano. Nella tarda serata è iniziato il lungo rito della veglia pasquale, iniziato con la benedizione del fuoco, veglia pasquale che ha avuto quest’anno un commovente fuori programma.

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7. Bologna ricorda papa Giovanni

Domenica avrà dunque luogo l’attesissima canonizzazione dei beati Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Il nostro Arcivescovo concelebrerà con Papa Francesco la Messa in Piazza San Pietro e invita tutti i bolognesi ad essere presenti alla Messa di ringraziamento che avrà luogo martedì 29 aprile, alle 17.30 in Cattedrale. La figura e l’opera di papa Giovanni è stata ricordata in una serata promossa dalla Fondazione per le scienze religiose a lui intitolata.

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8. San Petronio chiama Bologna

Chi passa in Piazza Maggiore ha già potuto vedere gran parte della facciata ormai libera dalle impalcature. L’opera di restauro della basilica ha ancora bisogno della solidarietà dei bolognesi.

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9. Acqua, Spirito, Sangue nella preghiera

Domenica in albis, domenica che Giovanni Paolo II ha consacrato alla Divina Misericordia e che vedrà lo stesso papa, insieme a Giovanni XXIII giungere alla massima glorificazione della santità canonica. Ma noi diamo uno sguardo – come nostra consuetudine – alla orazione liturgica di questa domenica, che è tratta senza variazioni dal messale visigotico, l’antico rito della penisola iberica, che sopravvive nella cattedrale di Toledo. L’orazione si apre, provvidenzialmente con un riferimento alla eterna misericordia di Dio, che la chiesa sperimenta proprio nella celebrazione della Pasqua. Ecco una versione letterale dell’orazione: Dio di misericordia sempiterna, che con lo stesso ritornare delle feste pasquali accendi la fede del popolo a te consacrato, aumenta la grazia che ci hai dato, perché tutti comprendano con degna intelligenza da quale lavacro sono stati purificati, da quale Spirito sono stati rigenerati, da quale sangue sono stati redenti. Davvero una sintesi vertiginosa del vivere cristiano, che noi riconosciamo facilmente nei grandi sacramenti della fede: il battesimo, la cresima e l’eucaristia. Ma è bene ricordare come questi tre segni – acqua, spirito, sangue – prima ancora che riti liturgici sono un rimando molto concreto a una persona fin nella più concreta fisicità del suo corpo. Per questo è necessaria una grazia speciale (chiediamo, infatti, che Dio aumenti la grazia che ci ha dato) per poter comprendere con una intelligenza che sia degna di tanto dono. Intelligenza e meraviglia, dunque e, forse, ancor prima la meraviglia dell’intelligenza. Tre verbi mettono in risalto l’efficacia di questi segni nella nostra vita: purificare, rigenerare, riscattare. La meraviglia cresce se si considera che questi effetti derivano dalla morte di Cristo e ci liberano dalla nostra stessa morte. Lo possiamo capire così: purificati dalla morte. Rigenerati dalla morte. Riscattati dalla morte… Siamo un popolo di scampati, siamo stati guardati con misericordia, siamo stati segnati nel profondo, abbiamo una nuova identità, che è l’identità stessa del Figlio di Dio. Siamo un popolo consacrato a Dio. In noi circola la sua vita, la sua acqua, il suo spirito, il suo sangue. Il semplice ritornare annuale delle feste pasquali, con i riti austeri e solenni che abbiamo rivissuto, ha la forza di accendere la fede del popolo dei credenti. La accende nei catecumeni, che, deposte le albe candide, da oggi siedono a pieno titolo nell’assemblea dei credenti. La ravviva in tutti i cristiani, che riprendono dall’inizio il loro cammino di fede, come fossero bambini appena nati. Meraviglia, dunque, ma anche intelligenza, comprensione, ragionevolezza. La fede rischia di spegnersi e di inaridire se viene meno la meraviglia, ma è l’intelligenza che ha il compito di ricollegare sempre i segni della fede alla passione, morte e risurrezione di Cristo. Il catecumenato è finito, ma non è finita la catechesi perché non sé affievolisca fede e non si spenga nella nostra vita la carità di Cristo.

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