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Ogni giovedì un appuntamento per imparare la parlata petroniana

Un corso di «bulgnais»

Serra: «Vogliamo ridar forza alla nostra lingua»


 

(C.S.) Presso il Teatro degli Alemanni, via Mazzini 65, è iniziato il primo Corso di bolognese. Tenuto da Roberto Serra, giovane, ma già ferratissimo nel dialetto petroniano, che da sempre parla in famiglia, il corso, intitolato «Al bulgnais par chi viza e chi lavura» proseguirà fino al 9 maggio (sempre giovedì, sempre alle 21). Al «profesur» abbiamo fatto alcune domande.

Questa è una città di professori, ma un corso di dialetto bolognese ancora mancava?

In effetti si è assistito a tanti incontri sul bolognese, ma dedicati a modi di dire o ad aspetti culturali: nessuno aveva provato ad insegnarne le regole e le strutture linguistiche, e questa lacuna è stata avvertita dalla gente. Questo desiderio latente è emerso dal nostro «St Bulgnais» (tutto in bolognese): hanno iniziato ad arrivare ogni giorno, a Daniele Vitali e a me, richieste di persone interessate ad imparare una lingua così bella e musicale. È importante sottolineare che la richiesta è venuta dalla gente: da bolognesi «doc» che non conoscono la parlata petroniana, o da chi proviene da altre provincie ma vuole conoscere la cultura della propria città adottiva. Così è nata l'idea: fortunatamente abbiamo trovato il prezioso appoggio del Teatro Alemanni (Enrico Pagani) e del Club Il Diapason (Aldo Jani), nonché la disponibilità degli ospiti che interverranno (L. Lepri, F. Carpani, R. Danielli, C. Astolfi, P. Foschi, A. Pallotti). È bastato inserire nella Prémma Pgina (Home-Page) del St l'annuncio di un Corso di Bolognese, per veder arrivare numerosissime adesioni: in breve abbiamo raggiunto il limite (prefissatoci per esigenze didattiche) di 35 partecipanti! La stragrande maggioranza, inoltre è costituita da giovani con passione «pr al bulgnais» e tanta voglia di arrivare a parlarlo correntemente: ciò ci riempie di speranza, e ci fa credere nella possibilità di ridare un soffio di vitalità alla nostra lingua. Abbiamo poi già in programma un'altra edizione dello stesso livello per i tanti che stavolta sono rimasti fuori, nonché un corso intermedio.

Quali sono le cose più curiose che possono capitare parlando, insegnando e studiando il bolognese?

Il bolognese appassiona e diverte, è una lingua a 360°: può essere usato per ridere o per la poesia e i sentimenti, ed è adatto anche per i concetti moderni. Più volte ci viene chiesto come tradurremmo certi termini recenti: nel St c'è la pagina dei neologismi, in cui ad esempio il mouse diventa «al pundghén», mentre nell'ottimo dizionario Lepri - Vitali l'hot dog diventa un «panén con susizòt trésst»! Di episodi curiosi ne capitano però ad ogni lezione: la più grande soddisfazione è stata quando un «allievo» ha corretto una mia svista grafica alla lavagna, segno che non è per nulla difficile imparare a scrivere bene il bolognese! Speriamo, dunque, di riuscire a soddisfare quel grande desiderio che c'è nella nostra città di ridare nuova forza alla sua lingua: è una delle priorità nella riscoperta della «petronianità» che da tutti viene auspicata. Perché una cosa è dire «Bologna» ...ma dire «Bulaggna» riempie il cuore!

Per qualsiasi informazione sul corso o sul bolognese, o per iscriversi fin d'ora al Corso autunnale: Roberto Serra, tel. 3471106730); St Bulgnais: www.geocities.com/vitalda/bulgnais.html

 


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