Puntata del 14 giugno 2012

1. Corpus Domini diocesano

Motivi precauzionali hanno indotto l’Arcivescovo a optare per il cortile dell’opera salesiana, come sede della celebrazione diocesana del Corpus Domini, che quest’anno ha avuto una speciale intenzione di preghiera per le comunità colpite dal sisma.

Guarda il video

Scarica il video

 

2. Il Corpo di Cristo nel terremoto

Nella domenica del Corpus Domini, il Papa Benedetto XVI ha ricordato, commosso, le comunità colpite dal recente sisma. Anche il Corpo Eucaristico del Signore è rimasto, in alcuni casi, sepolto sotto le macerie.

Guarda il video

Scarica il video

 

3. Clero

Nelle ultime settimane ci sono stati alcuni avvicendamenti nel clero della diocesi a servizio delle parrocchie.

Guarda il video

Scarica il video

 

4. Bolognesi alla Macerata Loreto

Menella Marullo ha seguito per noi il gruppo dei pellegrini bolognesi che hanno partecipato al pellegrinaggio notturno della Macerata-Loreto.

Guarda il video

Scarica il video

 

5. La Madonna del terremoto

La città di Bologna, interessata varie volte nella storia dai terremoti, ha espresso in diverse forme la sua devozione alla Vergine e ai Santi in occasione di queste calamità.

Guarda il video

Scarica il video

 

6. San Carlo nel sisma

La parrocchia di San Carlo è stata colpita particolarmente dal fenomeno della liquefazione del suolo. Il parroco, don Giancarlo, è a fianco della sua gente in queste giornate terribili.

Guarda il video

Scarica il video

 

7. Le comunità di Cento nel terremoto

Ampio reportage sulla situazione delle parrocchie della città di Cento colpite dal terremoto. C’è voglia di ricominciare e si parte dai giovani, mentre c’è preoccupazione per le Chiese danneggiate.

Guarda il video

Scarica il video

 

8. Il seme cresce

Due brevi parabole, tratte dal capitolo 4 del Vangelo di Marco costituiscono la pagina evangelica della 11ma domenica del tempo ordinario. Subito prima – lo ricordo per contestualizzare – la lunga parabola del seminatore, con la richiesta di spiegazioni da parte dei discepoli e l’esortazione di Gesù a non nascondere la luce della fede, perché il suo vangelo è destinato a tutti gli uomini, senza esclusioni. Oggi abbiamo la parabola del seme, che si sviluppa, cresce e matura da solo nel terreno; e quella del piccolo granello di senape, che arriva a diventare il più grande degli arbusti. E come al solito, le parabole con le quali Gesù svela i misteri del Regno di Dio sembrano elementari e facili a un primo ascolto, ma poi provocano e devono provocare una ricerca profonda. San Giovanni Cristostomo ci offre una lettura interessante. In fondo, dice, con la grande parabola del seminatore (il seme che cade nei terreni diversi), i discepoli potrebbero essersi spaventati: ben i tre quarti della semente sono andati sprecati, un risultato fallimentare che può scoraggiare. E se guardiamo come vanno le cose, siamo tutti tentati di scoraggiarci. Ora invece con queste due parabole Gesù invita a confidare nell’opera di Dio. Primo: non datevi pena di fronte agli apparenti fallimenti dell’opera di Dio. Se il seme posto nel terreno fosse continuamente spiato, manipolato non potrebbe portare il suo frutto, che ha bisogno invece di tempo, di buio e di quiete. È il seme che ha in sé la forza di portare frutto e ha solo bisogno di essere accolto in un terreno disponibile. Forse con la parabola Gesù vuole anche aiutarci a non avere timore del comportamento di Dio, che pare a volte lontano, assente, incurante; è come il seminatore: “dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce”. Insomma, il credente non deve mai giungere a conclusioni inopportune. Il giudizio su quando è il tempo in cui raccogliere i frutti appartiene solo a Dio. L’altro passaggio è appunto quel del granello di senape. Se il Regno di Dio è la vita di Dio nella nostra vita, allora in realtà il chicco di senape è proprio lui, il Signore Gesù, che ha assunto la debolezza della nostra natura umana, fino ad essere deposto esanime nel cuore del terra. E così è diventato causa di rifugio e di salvezza, per tutti quelli che credono in lui. Sono tempi difficili quelli che viviamo, come sempre: oggi siamo insidiati dal senso di precarietà che ci ha portato il terremoto; da una crisi economica che sembra senza fine e da una perdita di credibilità di molte istituzioni, anche ecclesiastiche. Ma il mondo, la Chiesa e ciascuno di noi, un salvatore ce l’ha già, ed è colui che ha dato la vita per noi.

Guarda il video

Scarica il video