http://www.avvenire.it/

 


Nuova iniziativa concertistica

Matesic e Teglia suonano Vierne


 

(C.S.) Parte sabato prossimo un'iniziativa concertistica dell'Associazione Organisti per la Liturgia di Bologna. Dal 24 gennaio, su alcuni organi bolognesi e della provincia, Wladimir Matesic, docente presso l'Associazione stessa, ed Elisa Teglia, (nella foto)che ha conseguito il diploma d'organo dopo aver studiato in quest'istituzione, eseguiranno le sei Sinfonie per organo di Louis Vierne. Nell'interessante proposta i due organisti si alterneranno alle consolles degli organi della parrocchia di Crevalcore (S. Silvestro), 24 e 31 gennaio; della chiesa di S. Giovanni Battista a Persiceto, 14 e 21 febbraio, e nella chiesa della SS. Annunziata a Porta Procula a Bologna, 6 e 13 marzo. I primi quattro concerti avranno inizio alle ore 17, il 6 e il 13 marzo alle ore 17,30.

«L'iniziativa, spiega il maestro Matesic, è nata da una mia idea come un progetto culturale dedicato al grande musicista e compositore. Da sempre m'interesso alla letteratura organistica francese dell'Ottocento e ho trasmesso questa passione ad Elisa Teglia, per vari anni mia allieva, che ha oggi intrapreso una brillante carriera. Così, per la prima volta in Italia, eseguiamo solo in due quest'opera monumentale. La proporremo su organi adatti a questo repertorio, con uno spessore di colore e di suono assai vicino a quello che andava in voga nell'Ottocento in Francia».

Chi era Louis Vierne? «Nato a Poitiers nel 1870 con gravi disturbi alla vista, Vierne rappresenta» secondo Elisa Teglia «l'apice del tardo romanticismo francese. Con le sue sei sinfonie scrisse pagine miliari per lo sviluppo dell'estetica dell'organo sinfonico. Organista della Cattedrale parigina di Notre-Dame dal 1900 al 1937, egli fu soprattutto un ispirato commentatore dei solenni uffici liturgici che ivi si tenevano. Le austere vòlte di quella Basilica gli suggerirono le possenti architetture sonore delle sue sinfonie. Dall'opus 14, del 1899, fino all'opus 59, del 1931, il suo linguaggio si caratterizza per un infittimento progressivo delle trame cromatiche che si uniscono ad un'elaborazione tematica sempre più caratteristica».

«Vierne, a chiusura dei suoi «Souvenirs», esplicita» aggiunge il Maestro Matesic «quanto fu importante il suo titolariato a Notre-Dame per la sua attività compositiva. In un passo, che può anche esser considerato il suo testamento spirituale, scrisse: «Il magico strumento, del quale sono il felice titolare da trentasette anni, ha giocato nella mia vita artistica e intellettuale un ruolo preponderante. È nel suo ambiente che io ho scritto quel che ho scritto e in cui mi sono fatto un'estetica di «organista di cattedrale», sforzandomi di adattarmi alla sua maestà sonora, nel quadro grandioso della basilica, con i suoi grandi ricordi religiosi e nazionali che vi sono legati. All'alta missione che mi è stata affidata credo di aver messo tutta la fedeltà e la sincerità del mio cuore d'artista e di credente».

L'ingresso ai concerti è libero.

 


Torna all'indice degli Articoli di Domenica 18 gennaio 2004