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Domenica Messa solenne

S. Antonio di Padova, la Basilica bolognese «compie» un secolo


 

(C.U.) Ha cent'anni la Basilica dedicata, a Bologna, a S. Antonio di Padova: il Santuario fuori Porta S. Stefano che tutti i bolognesi conoscono, anche perché quasi sempre associato al nome dell'altra istituzione che, per una singolare coincidenza, celebra anche lei quest'anno un anniversario, i cinquant'anni: l'Antoniano.

La Basilica come si diceva ha invece il doppio di età, anche se nasce dalla stessa «fonte»: i Frati minori francescani. Furono loro infatti a voler costruire una chiesa in onore di S. Antonio, accanto al loro convento da poco terminato: nel 1900 infatti era stato inaugurato il convento costruito nella zona dell'allora «Foro Boario» (attuale viale Oriani), su un terreno acquistato nel 1896 dopo che trent'anni prima i francescani stessi erano stati allontanati, in base alle leggi cavouriane, dal convento dell'Annunziata, poi trasformato in caserma. Il fatto poi di dedicarla a S. Antonio derivava dal legame fra il Santo e Bologna: vi visse negli anni 1223-1224, come Ministro provinciale dei frati e loro Maestro di teologia, con l'approvazione di S. Francesco.

La chiesa fu progettata dall'ingegner Carlo Barberi, che aveva già lavorato per i frati a Modena; la prima pietra fu posta il 3 settembre 1903 e la consacrazione avvenne il 17 ottobre 1904: a compierla fu il vescovo monsignor Luigi Canali, già Ministro generale dei Frati minori. E proprio a un secolo esatto da quel giorno, domenica prossima, l'evento sarà ricordato con una Messa solenne concelebrata alle 12, presieduta da monsignor Antonio Riboldi, vescovo emerito di Acerra. La domenica successiva il cardinale Giacomo Biffi, arcivescovo emerito, amministrerà il sacramento della Cresima ad un gruppo di ragazzi della parrocchia. Nel corso del mese, poi, prenderà il via un lavoro urgente all'interno della Basilica: il restauro delle grondaie.

E un altro grande lavoro che è già in corso, e che si pone nell'ambito delle celebrazioni del centenario, è il restauro dell'affresco di Antonio Maria Nardi «Il trionfo dell'Immacolata» che copre interamente l'interno della facciata della Basilica. Il restauro è compiuto da Silvia Reggianini sotto la supervisione della Sovrintendenza. L'affresco fa parte di un ciclo dipinto dal Nardi fra il 1934 e il 1938 e che comprende, nella navata centrale, gli episodi salienti della vita del «Santo dei miracoli», appunto S. Antonio: affreschi che i frati vollero per completare la decorazione della chiesa. Così come avevano voluto, nel 1927, la costruzione del bel campanile che svetta accanto alla Basilica.

 


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