Congresso ragazzi

Congresso ragazzi

«Ascoltati», questo il titolo, sarà un pomeriggio di gioco, frutto del lavoro di équipe di Pastorale giovanile e Acr sul tema dell’ascolto
Si avvicina il tempo del Sinodo dei e per i giovani, e questo tempo ultimo di preparazione ci chiede di muoverci sullo stile dell’ascolto dei giovani, così come ci invitava il Papa nella proclamazione del Sinodo, durante la veglia della Gmg dello scorso anno. «Un Sinodo dal quale nessun giovane deve sentirsi escluso! Questo è il Sinodo dei giovani, e noi tutti vogliamo ascoltarci. Ogni giovane ha qualcosa da dire agli altri, ha qualcosa da dire agli adulti, ha qualcosa da dire ai preti, alle suore, ai vescovi e al Papa! Tutti abbiamo bisogno di ascoltare voi». E’ ormai entrata di diritto a far parte della fascia giovanile anche quella età di mezzo che è la preadolescenza, troppo trascurata e ultimamente sempre più al centro della riflessione ecclesiale e sociale.



Al centro di formazione professionale salesiano la manifestazione coinvolge un’ottantina di allievi tutto quello che non è ben definito e in crescita, è un età che spaventa sempre un po’ il mondo adulto che tende a voler controllare più che a promuovere. Da qui nasce il desiderio di ascoltare anche i preadolescenti partendo da quelli delle nostre comunità. Il Congresso Ragazzi, chiamato «Ascoltati», sarà sabato 14, in Piazza Maggiore dalle 15 alle 18.30. E’ un pomeriggio di gioco, frutto del lavoro condiviso da equipe di Pg e Azione cattolica dei Ragazzi, sul tema dell’ascolto; sarà anche un’occasione per i gruppi medie per conoscersi e farsi conoscere. La giornata si aprirà con un video formato dai video che le parrocchie che parteciperanno hanno preparato, un modo per farsi conoscere e per sentire che ci sono tanti ragazzi in cammino, insieme con la voglia di darsi una mano, accompagnati da educatori desiderosi di esser per loro un segno della cura e della premura di tutta la Chiesa. A seguire un gioco in giro per Bologna, anch’esso tutto incentrato sull’ascolto. L’Arcivescovo raccoglierà, alla conclusione della giornata, i frutti dell’ascolto in gioco. Il desiderio è che entrambi siano momenti di comunione e ascolto reciproco, e che ciò che sta a cuore ai nostri ragazzi possa emergere e ricevere ascolto e accoglienza. Il nome della giornata «Ascoltati», gioca sugli accenti; è occasione per sentirsi ascoltati: la Chiesa non considera questi ragazzi semplici presenze passive, ma considera fecondo il loro apporto; è un’occasione per i ragazzi per imparare a guardarsi dentro e a sentire che c’è un modo da comprendere e da far emergere in ciò che c’è di più bello e più vero.