Incontro annuale Cuamm

Incontro annuale Cuamm

Medici con l’Africa Cuamm è la prima organizzazione italiana che si spende per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane.
Don Dante Carraro, direttore di «Medici con l’Africa – Cuamm» spiega così il significato e l’importanza dell’«Annual Meeting» che Cuamm terrà sabato 10 novembre dalle 10.30 nel Teatro Auditorium Manzoni. «Il principale tema che tratteremo – spiega – sarà il programma “Prima le mamme e i bambini” che abbiamo lanciato due anni fa per garantire un futuro sicuro alle mamme e la cura dei neonati in 8 Paesi dell’Africa sudsahariana (Angola, Etiopia, Mozambico, Tanzania, Sierra Leone, Sud Sudan, Tanzania e Uganda). Per questo operiamo in dieci ospedali con il loro territorio di riferimento. È un programma che dura 5 anni e in questi l’impegno che ci siamo dati è raggiungere 320mila mamme assistite e accompagnate al parto e altrettanti neonati. L’incontro di Bologna quindi ci serve a dare conto alla gente che crede in noi e ci sostiene e alle istituzioni con cui collaboriamo, dei risultati ottenuti. Perché crediamo fermamente in un’azione fatta di risultati concreti e misurabili». «Il nostro obiettivo – dice ancora don Carraro – è garantire un parto sicuro alla mamma e la cura del neonato; e se il parto si complica, garantire la possibilità per queste dieci strutture ospedaliere di praticare il taglio cesareo; altrimenti si rischia la morte del bambino, della mamma o di entrambi. E anche quando il parto si complica con delle gravi emorragie, occorre poter fare una trasfusione di sangue, altrimenti quella mamma la perdi. È un dato riconosciuto da tutta la comunità internazionale, che vede nella mortalità materna, cioè da parto e nella mortalità infantile, specie quella del neonato, il più grave “collo di bottiglia” della sanità nei Paesi poveri. Per questo come Cuamm abbiamo deciso di focalizzare il nostro intervento su mamme e bambini, che sono le due fasce di popolazione più vulnerabili, più fragili e più povere». Don Carraro sottolinea anche che «in Africa, i due pilastri su cui bisogna lavorare sono: la scuola, primaria e secondaria, e la sanità, che deve garantire almeno i presidi sanitari di base: le emergenze ostetriche, la cura del neonato, specie nel primo mese di vita, nel quale più facilmente va incontro a infezioni e morte». Il direttore del Cuamm spiega anche che la Ong che guida, per il proprio impegno, ha fatto «una scelta di campo: di tutti i continenti abbiamo scelto l’Africa e in particolare quella Sub Sahariana; qui poiabbiamo scelto l’”ultimo miglio” del sistema sanitario: il dramma di una sanità che ancora manca dei servizi di base. Per questo ci chiamiamo Medici “con” e non “per” l’Africa: perché nella nostra azione c’è un crescere reciproco. Io quando vado lì, conosco e capisco di più la cultura del posto, la geografia, le condizioni di vita, i costumi di quel posto: questo mi insegnano i nostri colleghi locali. Da parte nostra, tentiamo di consegnare loro competenze e conoscenze che abbiamo in Europa: è uno scambio, è crescere insieme, affrontando insieme le difficoltà». «In quei dieci ospedali in cui abbiamo attivato il nostro programma per mamme e bambini – conclude don Carraro – facciamo ogni giorno formazione del personale locale sul lavoro. Abbiamo anche tre scuole per formazione di infermieri professionali e ostetriche. Pensiamo che ci sono Paesi come il Sud Sudan che non hanno un solo ginecologo, e un’ostetrica ogni ventimila mamme. Per questo abbiamo aperto qui una la scuola per ostetriche e l’anno scorso si sono diplomate le prime venti».