Incontro de

Incontro de "Gli amici di San Petronio" su "Chiesa e migranti: la sfida dell'accoglienza. Il Decreto Minniti e l'invito di papa Francesco"

«Accogliere, proteggere, promuovere e integrare»: queste le parole chiave indicate dal Pontefice durante il Forum su migrazioni e pace, lo scorso febbraio, in riferimento alla risposta comune da dare di fronte ai flussi migratori contemporanei che costituiscono il più vasto movimento di persone di tutti i tempi.
«Accogliere, proteggere, promuovere e integrare»: queste le parole chiave indicate dal Pontefice durante il Forum su migrazioni e pace, lo scorso febbraio, in riferimento alla risposta comune da dare di fronte ai flussi migratori contemporanei che costituiscono il più vasto movimento di persone di tutti i tempi.
Un'occasione di riflessione e di approfondimento su un tema così importante e così presente nella nostra realtà quotidiana è data dall'incontro pubblico promosso dall'associazione Amici di San Petronio: «Chiesa e migranti, la sfida dell'accoglienza; il decreto Minniti e l'invito di Papa Francesco».
Questi gli argomenti che verranno affrontati mercoledì prossimo alle 18, nell'Aula Magna dell'Istituto Veritatis Splendor (Via Riva di Reno 55, Bologna). Interverranno monsignor Matteo Zuppi , arcivescovo di Bologna, monsignor Giancarlo Perego, arcivescovo di Ferrara, e monsignor Oreste Leonardi dell'associazione Amici di San Petronio. È previsto uno spazio finale per le domande e gli interventi del pubblico presente. «Di ritorno dalla visita in Svezia, sull'aereo, il Papa ha risposto ad alcune domande dei giornalisti – racconta Lisa Marzari degli Amici di San Petronio – il primo argomento ha avuto come oggetto migranti e rifugiati, e quanto il Papa ha detto ha suscitato molte discussioni: "Ci vuole anche la prudenza dei governanti, che devono essere molto aperti a riceverli, ma anche fare il calcolo di come poterli sistemare, perché un rifugiato non lo si deve solo ricevere, ma lo si deve integrare"». «Anch'io sono nato in una famiglia di migranti – ha continuato il Pontefice – mio papà, i miei nonni, come tanti altri italiani, sono partiti per l'Argentina e hanno conosciuto la sorte di chi resta senza nulla.
Anch'io avrei potuto essere tra gli "scartati' di oggi". Papa Francesco, che ha affermato che "si deve distinguere tra migrante e rifugiato. Il migrante deve essere trattato con certe regole, migrare è un diritto ma un diritto molto regolato. Invece un rifugiato viene da una situazione di guerra, fame, angoscia terribile.
Un rifugiato ha bisogno di più cura, di più lavoro, e anche in questo la Svezia ha sempre dato un esempio ... Fare imparare la lingua, integrare nella cultura. Non dobbiamo spaventarci per l'integrazione delle culture perché l'Europa è stata fatta con una integrazione continua delle culture, di tante culture. Cosa penso dei Paesi che chiudono le frontiere? Credo che in teoria non si possa chiudere il cuore a un rifugiato. Ma c'è anche la prudenza dei governanti che credo debbano essere molto aperti nel riceverli ma anche fare un calcolo di come poterli sistemare. Perché un rifugiato non lo si deve solo ricevere ma lo si deve integrare. E se un Paese ha una capacità di integrazione faccia quanto può, sempre con il cuore aperto...
Quando un rifugiato o un migrante non è integrato, si ghettizza, entra in un ghetto, e una cultura che non si sviluppa in un rapporto con un'altra cultura entra in conflitto, e questo è pericoloso. Il consigliere più buono, la prudenza. In Svezia hanno qualche difficoltà, perché vengono in tanti e non si fa in tempo a sistemarli, a trovare scuola, casa, lavoro, a far imparare la lingua … tanti oggi guardano alla Svezia perché ne conoscono l'accoglienza, ma non c'è il tempo necessario per sistemare tutti». Nell'incontro di mercoledì prossimo si cercherà di capire meglio cosa significhi «accogliere con prudenza», secondo l'invito del Papa, e lo si farà in rapporto al recente Decreto Minniti, che segna una decisa svolta nel nostro sistema di accoglienza dei migranti e dei richiedenti asilo.
Una realtà nuova con cui la Chiesa è chiamata a rispondere e confrontarsi. Le parole di papa Francesco e il decreto Minniti al centro delle riflessioni sull'«accogliere con prudenza»