Stemma

Nello scudo dello stemma sono raffigurati il libro dei Vangeli, il simbolo del fiume e la croce costantiniana. Il libro è aperto alla citazione di Gv 4,34–35: «Levate oculos vestros ad messem». Gesù al pozzo di Giacobbe con la samaritana raggiunto dai discepoli dice loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. Voi non dite forse: "Ancora quattro mesi e poi viene la mietitura"? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura». Il fiume è simbolo universale. Qui evoca il Tevere e la Roma di Matteo Zuppi. Ma il segno dell'acqua e del fiume percorre la Sacra Scrittura da Genesi ad Apocalisse. La Croce con l'Alfa e l'Omega è segno evocativo di Cristo crocifisso e risorto, principio e fine di tutte le cose. Questa croce sovrasta l'arco trionfale della Basilica di Santa Maria in Trastevere in Roma; qui Matteo Zuppi ha vissuto gran parte della formazione e del ministero sacerdotale. Lo scudo dello stemma, sormontato dalla croce a due braccia, è circondato dal cappello arcivescovile (quattro ordini di nappe). Sotto lo scudo è raffigurato il Pallio Metropolitano: l'Arcivescovo di Bologna è Metropolita della Provincia Ecclesiastica che comprende anche le Diocesi di Ferrara– Comacchio, Imola e Faenza–Modigliana.

Il cartiglio sottostante riporta il motto episcopale scelto da Mons. Zuppi: «Gaudium Domini fortitudo vestra». La gioia del Signore è la vostra forza. Sono le parole di Neemia, nella Gerusalemme ancora in rovina, al termine della grande liturgia della parola che sancisce la rinascita del popolo ritornato dall'esilio: «Andate, mangiate carni grasse e bevete vini dolci e mandate porzioni a quelli che nulla hanno di preparato, perché questo giorno è consacrato al Signore nostro; non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza». (Ne 8,10)