Dati generali

GLI ATTI DI STRAORDINARIA AMMINISTRAZIONE PER GLI ENTI ECCLESIASTICI

  • 27 giugno 2015

GLI ATTI DI STRAORDINARIA AMMINISTRAZIONE PER GLI ENTI ECCLESIASTICI SOTTOPOSTI ALLA VIGILANZA DELL'ORDINARIO DIOCESANO DI BOLOGNA L'ordinamento canonico stabilisce che gli atti che eccedono i limiti e le modalità dell'amministrazione ordinaria possono essere validamente posti dagli Enti ecclesiastici, comprese le parrocchie, solo dopo avere ottenuto l'autorizzazione scritta dell'autorità ecclesiastica competente. In forza dell'art. 7, comma 5 dell'Accordo di revisione del Concordato Lateranense (Cfr. Legge 121/85) e dell'art. 18 della Legge 222/85, i controlli canonici hanno rilevanza anche per la validità e l'efficacia degli atti nell'ordinamento civile. Perché la parrocchia possa procedere correttamente in questo ambito è necessario identificare con precisione quali siano gli atti di straordinaria amministrazione e quale sia il soggetto competente ad autorizzarli.

Gli atti di straordinaria amministrazione sono definiti dal Codice di Diritto Canonico, integrato dalle delibere CEI e dal Decreto del Vescovo diocesano emesso a norma del can. 1281, § 2. In data 15 Novembre 2012 il Cardinale Arcivescovo ha firmato il nuovo Decreto di Determinazione degli Atti di straordinaria amministrazione per gli Enti Ecclesiastici soggetti all'Autorità dell'Arcivescovo di Bologna, entrati in vigore dal 1 Gennaio 2013. INOLTRE SI PRECISA CHE: ai sensi dei Canoni 1291 e 1292 devono essere autorizzati dal Vescovo, con il consenso del Consiglio Diocesano degli Affari Economici e del Collegio dei Consultori, gli atti di alienazione di beni che costituiscono il patrimonio stabile (IMA, n. 53) e il cui valore sia superiore alla somma minima determinata dalla CEI (Delibera n. 20), nonché qualsiasi atto che possa peggiorare lo stato patrimoniale della Parrocchia (can. 1295). La Delibera CEI n. 20, aggiornata il 27 marzo 1999, fissa rispettivamente fino a € 250.000,00 l’importo per l’autorizzazione personale del Vescovo; da € 250.000,00 a € 1.000.000,00 l’autorizzazione richiede anche l’assenso del CDAE e del Collegio dei Consultori; oltre € 1.000.000 occorre anche in Rescritto della Santa Sede. Il canone 1281 precisa che è necessario il permesso scritto dell’Ordinario Diocesano per gli atti che oltrepassano i limiti e le modalità dell’amministrazione ordinaria, la cui determinazione spetta al Vescovo, udito il CDAE (can. 1281 §2). La sanzione di invalidità prevista dal citato canone 1281 ha efficacia anche nell’ordinamento civile, in forza della Legge 121 del 25 Marzo 1985 che recita all’art. 7 comma 5: “L'amministrazione dei beni appartenenti agli enti ecclesiastici é soggetta ai controlli previsti dal diritto canonico. Gli acquisti di questi enti sono pero soggetti anche ai controlli previsti dalle leggi italiane per gli acquisti delle persone giuridiche”; ed in forza della Legge 20 maggio 1985, n. 222 che all’art. 18 dispone: “ai fini dell’invalidità o inefficacia di negozi giuridici posti in essere da enti ecclesiastici non possono essere opposte a terzi, che non ne fossero a conoscenza, le limitazioni dei poteri di rappresentanza o l’omissione di controlli canonici che non risultino dal codice di diritto canonico o dal registro delle persone giuridiche”.

RENDICONTO ALL'ORDINARIO DIOCESANO

  • 26 giugno 2015

Il rendiconto Amministrativo Parrocchiale deve essere presentato ogni anno all'Ufficio Amministrativo dell’Arcidiocesi di Bologna ENTRO il 31 MAGGIO dell'anno successivo al Rendiconto che si prende in esame. Una retta amministrazione dei beni ecclesiastici non può comunque sottrarsi alle esigenze di una sana organizzazione, che il codice riassume nei seguenti adempimenti: 1) redazione del verbale di consegna e riconsegna dei beni, compresi quelli culturali, con relativo inventario (Cfr can. 1283, 2°); 2) accensione di idonee garanzie contro i rischi (assicurazioni) (Cfr can. 1284 § 2, 1°); 3) tenuta delle scritture contabili (Cfr can. 1284 § 2, 7°); 4) presentazione dello stato di previsione (Cfr can. 1284 § 3); 5) presentazione del rendiconto annuale all’ordinario del luogo (Cfr cann. 1284 § 2, 8°; 1287 § 1) e, secondo le norme del diritto particolare, del rendiconto ai fedeli delle offerte da loro ricevute (cfr can. 1287 § 2); 6) catalogazione e conservazione dei documenti (archivio) (Cfr can. 1284, § 2, 9°). Sono indicazioni molto semplici, che appartengono alla comune tecnica dell'organizzazione amministrativa. Se osservate diligentemente, possono costituire un valido strumento per comprovare l'onestà degli amministratori nonché una concreta forma di rispetto nei confronti della comunità che ha offerto i beni amministrati. Gli stessi rendiconti costituiscono forme di rilevazione indispensabili: a) per consentire all'autorità ecclesiastica competente e, nelle forme previste dal diritto particolare, ai fedeli di verificare, con il risultato finanziario, l'impiego dei beni e delle contribuzioni della carità ecclesiale; b) per correggere tempestivamente situazioni complesse o rischiose; c) per realizzare una gestione più saggia, equilibrata e condivisa; d) per inserire l’economia delle parrocchie e degli altri enti, ove occorra, nel quadro più vasto dell'economia diocesana e delle Chiese sorelle, per affrontare insieme problemi di giustizia e di carità e per programmare razionalmente e prudentemente validi piani pastorali. (CEI – Istruzione in materia amministrativa 2005 – n°59)

COME IMPOSTARE L'ARCHIVIO AMMINISTRATIVO PARROCCHIALE

  • 18 maggio 2012

E’ necessario che ogni Parrocchia abbia un Archivio Amministrativo che sia aggiornato e nel quale vi si possano trovare in modo immediato tutti i dati e i documenti relativi ai diversi aspetti materiali che coinvolgono l’Ente Ecclesiastico. Il Legale Rappresentante è responsabile dell’Archivio e può essere coadiuvato da persone (dipendenti o volontari) che lo aiutino nella gestione dei vari aspetti.

La Parrocchia nei suoi aspetti istituzionali di Religione e Culto non è tenuta ad una contabilità sottoposta a controllo fiscale, ma è tenuta a conservare in modo ordinato le fatture che le sono state intestate a motivo di acquisti o servizi ricevuti. Diversamente se la Parrocchia possiede attività con Partita IVA, è tenuta a tenere una contabilità secondo i criteri fiscali e per tale attività può essere sottoposta a controllo fiscale. E’ comunque indispensabile che ogni Ente Ecclesiastico abbia ordinato l’archivio amministrativo e conservi una contabilità aggiornata e corretta in quanto è sottoposta al controllo da parte dell’Ordinario Diocesano al quale ogni anno è tenuta a presentare il Rendiconto. In ogni Archivio Amministrativo Parrocchiale devono essere presenti e aggiornati i seguenti libri o documenti: 1. Libro delle Proprietà contenente: Visure catastali, Estratto di mappa, Planimetrie catastali 2. Libro di Contabilità: prima nota di Entrate e Uscite 3. Raccoglitore dei Rendiconti amministrativi consegnati all’Ordinario Diocesano 4. Dati inerenti ai conti correnti (si conservino anche le ricevute bancarie delle operazioni) 5. Documenti di eventuali investimenti o di crediti bancari 6. Raccoglitore delle Fatture: diviso per ogni anno civile 7. Libro-catalogo dei Beni Culturali e di eventuali Decreto di Vincolo o Dichiarazioni di non vincolo da parte del Ministero 8. Libro dei Dipendenti 9. Raccoglitore delle Dichiarazioni dei Redditi (se ne conservi copia anche in Parrocchia e non solo dal Commercialista consulente dell’Ente) 10. Per ogni bene dato in locazione si abbia una cartella dove si conserva: copia del contratto, Decreto canonico, estremi catastali, comunicazioni date o ricevute 11. Raccoglitore dell’ICI e di altre Imposte 12. Documenti di modifiche o costruzioni edilizie (permessi, dichiarazioni di abitabilità, ecc) 13. Documenti inerenti impianti elettrici (progetti e certificazioni) 14. Documenti inerenti impianti termici (progetti, certificazioni e relative certificazioni di prove dei fumi) – Dove richiesto si conservi anche certificazioni ISPESL e CPI 15. Documenti inerenti ad altra impiantistica presente (es. ascensori) 16. Documenti che certificano l’idoneità di macchinari o mezzi utilizzati (scale, ponteggi, ecc) 17. Documenti inerenti gli estintori 18. Documenti inerenti porte REI 19. Libro dei Verbali del Consiglio Parrocchiale Affari Economici 20. Libro dei Verbali del Consiglio Pastorale Parrocchiale 21. Registro dell’Archivio - riguardante la tutela dei dati secondo la Legge sulla Privacy 22. Raccoglitore delle Polizze Assicurative ed eventuali denunce di sinistri 23. Libro con i dati dei fornitori, consulenti, collaboratori, membri dei vari consigli parrocchiali 24. Autocertificazione della Valutazione dei rischi da conservare aggiornata vidimata dalla Curia come da Modello a disposizione in Curia. La contabilità della Parrocchia può essere conservata attraverso il programma informatico SIPA-NET come predisposto dall’Arcidiocesi di Bologna. Il programma permette l’elaborazione automatica e la relativa stampa del rendiconto amministrativo da consegnare all’Ordinario. Il programma informatico SIPA-NET può essere richiesto gratuitamente a UNITELM Via Cernaia, 84 35142 Padova Tel. +39 049.848.18.11 Fax +39 049.848.18.51

    PROCEDURE COMUNI A TUTTI GLI ATTI DI AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA

    • 07 giugno 2011

    Contratti preliminari e contratti verbali Al fine di ottenere da parte dell'Ordinario la licenza a porre atti di straordinaria amministrazione, il parroco deve presentare apposita domanda contenente l'indicazione e i motivi dell'atto da autorizzare, corredata dalla documentazione di volta in volta necessaria. E' necessario che, prima di ottenere l'autorizzazione scritta, la parrocchia non si impegni con contratti preliminari. Essi, anche qualora prevedessero come specifica condizione per la loro validità l'ottenimento delle prescritte autorizzazioni, rischiano di creare difficoltà alla parrocchia in caso di diniego della licenza canonica o di subordine della stessa a condizioni non previste nel preliminare, anche in considerazione del fatto che la sottoscrizione di un contratto di questo tipo prevede solitamente il versamento di acconti. La certezza della presenza della volontà delle parti di sottoscrivere un contratto di cui la parrocchia chiede l'autorizzazione potrà essere data da impegni unilaterali della controparte (ad es., in caso di alienazione, la parrocchia allegherà all'istanza copia della promessa unilaterale di acquisto del terzo interessato).

    Nell'ambito degli atti di amministrazione straordinaria vanno esclusi i contratti verbali: l'autorità competente, infatti, deve avere la certezza dell'atto che autorizza; inoltre, è essenziale che la parrocchia, in quanto ente amministrato da parroci che variano nel tempo, abbia documentazione scritta degli impegni assunti e dei propri diritti. Inoltre il Can. 1284 così recita: §1. Tutti gli amministratori sono tenuti ad attendere alle loro funzioni con la diligenza di un buon padre di famiglia. §2. Devono pertanto: 1) vigilare affinché i beni affidati alla loro cura in qualsiasi modo non vadano distrutti o subiscano danneggiamenti, stipulando allo scopo, se necessario, contratti di assicurazione; 2) curare che sia messa al sicuro la proprietà dei beni ecclesiastici in modi validi civilmente; 3) osservare le disposizioni canoniche e civili o quelle imposte dal fondatore o dal donatore o dalla legittima autorità e badare soprattutto che dall'inosservanza delle leggi civili non derivi danno alla Chiesa; 4) esigere accuratamente e a tempo debito i redditi dei beni e i proventi, conservandoli poi in modo sicuro dopo la riscossione ed impiegandoli secondo le intenzioni del fondatore o le norme legittime; 5) pagare nel tempo stabilito gli interessi dovuti a causa di un mutuo o d'ipoteca e curare opportunamente la restituzione dello stesso capitale; 6) impiegare, con il consenso dell'Ordinario, il denaro eccedente le spese e che possa essere collocato utilmente, per le finalità della Chiesa o dell'istituto; 7) tenere bene in ordine i libri delle entrate e delle uscite; 8) redigere il rendiconto amministrativo al termine di ogni anno; 9) catalogare adeguatamente documenti e strumenti, sui quali si fondano i diritti della Chiesa o dell'istituto circa i beni, conservandoli in un archivio conveniente ed idoneo; depositare poi gli originali, ove si possa fare comodamente, nell'archivio della curia. §3. Si raccomanda vivamente agli amministratori di redigere ogni anno il preventivo delle entrate e delle uscite; si lascia poi al diritto particolare imporlo e determinarne le modalità di presentazione.