lettera pastorale per la chiusura del Giubileo del 2000

Bologna, Cattedrale
08-12-2000

L’Anno Santo, l’anno del Grande Giubileo, si avvia al suo termine. E noi, ammirando la straordinaria abbondanza di luce e di grazia che in questi mesi ha impreziosito la vita ecclesiale, sentiamo crescere sempre più forte in noi la gratitudine verso il “Datore di ogni buon regalo e di ogni dono perfetto” (cfr. Gc 1,17).

Siamo stati coinvolti in una eccezionale esperienza di amore e di gioia: l’amore ravvivato e reso più consapevole verso il Signore Gesù, il centro e il senso di ogni esistenza, l’unico Salvatore dell’intera famiglia umana, il Signore irrecusabile della storia e dei cuori; e la gioia della nostra appartenenza alla “nazione santa”, al “popolo che Dio si è acquistato” (cfr. 1 Pt 2,9), la Chiesa Cattolica che è la sposa fedele di Cristo, la nostra madre carissima e il “sacramento universale di salvezza” (Lumen gentium 48).

Moltitudini di uomini e di donne, nell’atteggiamento umile e pio dei pellegrini, sono convenute a Roma da ogni angolo della terra a onorare la tomba del Principe degli apostoli e ad ascoltare la parola di verità del Successore di Pietro. E anche la nostra cattedrale è stata continuamente affollata dal popolo dei credenti provenienti dall’intero territorio bolognese, ed è lietamente risonata delle loro implorazioni e dei loro canti. Ne siamo stati tutti consolati e tutti siamo stati rianimati nella speranza cristiana.

Speciale riconoscenza va al papa Giovanni Paolo II – ispiratore appassionato e intelligente programmatore di questo indimenticabile evento – che quasi ogni giorno abbiamo contemplato nella generosa e infaticabile donazione di sé. Personalmente sento anche il dovere di esprimere calda e sincera gratitudine a quanti nella nostra diocesi, in diverse forme e con diverse collaborazioni, si sono adoperati per il buon esito delle varie celebrazioni giubilari.

L’Anno Santo bolognese troverà il suo approdo e il suo sigillo in una solenne manifestazione conclusiva. Noi lo vogliamo coronare con la stessa pubblica manifestazione di fede con la quale l’abbiamo fiduciosamente aperto nel pomeriggio del Natale 1999.

La comunità diocesana è perciò convocata per la sera di venerdì 5 gennaio, vigilia dell’Epifanìa, per le ore 20, alla basilica di San Petronio. La processione si snoderà dal tempio del Patrono alla cattedrale di San Pietro, dove con la solenne liturgia eucaristica il nostro Giubileo arriverà al suo compimento.

Una serata di meditazione e di godimento spirituale arricchirà poi la fine di questo memorabile Anno Santo, venerdì 12 gennaio alle ore 21, quando sarà offerta nella cattedrale di San Pietro l’audizione di un oratorio sul mistero dell’Incarnazione: è dovuto alla fede e all’arte musicale del Padre Pellegrino Santucci, che l’ha composto proprio per aiutarci nella intensa e gioiosa comprensione del bimillenario dell’unigenito Figlio di Dio che entra irrevocabilmente nella vicenda umana.

“A colui che in tutto ha potere di fare

molto più di quanto possiamo domandare o pensare,

secondo la potenza che già opera in noi,

a lui la gloria nella Chiesa e in Cristo Gesù

per tutte le generazioni nei secoli dei secoli! Amen”

(Ef 3,20-21).

+ Giacomo card. Biffi

Bologna, 8 dicembre 2000

Solennità dell’Immacolata Concezione

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