Meditazione al Rosario del 17 aprile 2020

Bologna, monastero delle Carmelitane

La preghiera è speranza. La preghiera aiuta e nutre la speranza. Sperare non è, lo sappiamo, un ottimismo consolatorio, per sfuggire al turbamento causato dalla realtà e dai tanti problemi, a volte davvero così severi come quelli che stiamo vivendo, ai quali non sappiamo trovare risposte e che sembrano interminabili.

La speranza non evita il male. Anzi, è speranza proprio perché si confronta con il suo nemico, la disperazione o la più gentile rassegnazione, con le conseguenze che queste portano. L’ottimismo quando si scontra con le difficoltà, si arrende subito, ci lascia nudi, senza difese e spesso con ancora più grande amarezza.

Pasqua riaccende tutte le speranze, ci rende capaci di affrontare il presente, perché chi spera non si fa ingannare dal male, dalla sua suggestione che ci rende vittimisti e rinunciatari. Se non abbiamo speranza quando dobbiamo affrontare un cammino ci sentiamo incerti, facilmente perduti mentre se sappiamo che arriveremo resistiamo e ci aiutiamo gli uni gli altri. La Pasqua rende noi, contraddittori, peccatori e increduli come i primi discepoli, testimoni di futuro.

Gesù è la speranza e ha sempre speranza, anche nell’angoscia più grande quando si affida alla volontà del Padre. Ha speranza e per questo parlava a tutti e per tutti, dal peccatore più perduto al fariseo più coriaceo e respingente. Suscita speranza in tanti malati che al solo nome si sentono crescere le forze.

E’ la speranza del disperato più grande, il ladro crocifisso con lui, che gli affida la speranza che si era riaccesa in lui. Gesù non si rassegna mai e fino all’ultimo ci aspetta e ci viene a cercare, semina con abbondanza il seme della sua parola, con una speranza esagerata, perché desidera che diamo frutti.

L’amore di Dio resiste a grandi prove, non viene meno con facilità. L’amore di Dio sopporta tutto e l’amore di Gesù si fa sentire forti soprattutto nella debolezza, proprio quando se ne abbiamo bisogno. Spesso con le persone si verifica l’opposto. “Prendono spunto dalle debolezze dell’altro per volgergli le spalle. Dio direbbe: hai tante debolezze che credo tu abbia un particolare bisogno di me e ti amo in modo speciale”, scriveva il Cardinale Martini. Si, Gesù è la nostra speranza. “Siate lieti nella speranza, costanti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera” (Rom. 12,12). 

17/04/2020
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