Messa di Pentecoste

Bologna, cattedrale
31-05-2020

”L’amore di Dio è stato effuso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito, che ha stabilito in noi la sua dimora”( Rm 5,5). Sì, lo Spirito di Dio, il suo amore, quello che ha risuscitato Gesù, abita in noi. L’apostolo non parla di perfetti, che hanno superato tutti gli esami ai quali i farisei di ogni tempo sottopongono gli altri credendo così di difendere la verità, vedendo solo il male e allontanando da Dio e dal suo amore, che è la verità. “A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune”.

Ognuno è un dono, sempre, anche quando pensa di non valere nulla e gli altri, per poco amore, non lo sanno riconoscere. Quella persona unica che è ognuno di noi serve per il bene comune. Se servo a me stesso, finisco davvero per non servire a nulla e per sciupare il dono che sono. Perché l’amore resta se lo uso per gli altri. Lo perdo se cerco la mia ricompensa: lo debbo solo e sempre regalare!

Il nostro cuore misero, peccatore, incerto, si riempie dell’amore di Dio e lo può riflettere agli altri. Un padre del deserto diceva: ”Quando ci scambiamo l’abbraccio di pace ho visto lo Spirito Santo sulla bocca dei fratelli”. L’amore si diffonde se rispondiamo all’amore con l’amore, impegna e coinvolge tutto di noi ed è spirituale e materiale. Per questo Sant’Agostino arrivava a dire “Ama e fa’ ciò che vuoi” e anche “Ama e dì quello che vuoi”, che poi significa anche realizzare la propria volontà ed essere liberi.

L’amore non ci fa sentire a posto o maturare diritti perché abbiamo fatto qualcosa, perché l’amore dona tutto, fa compiere il proprio dovere ma lo supera sempre! Il Signore lo capiamo solo se ci apriamo al suo amore. Siamo noi il cenacolo dove scende lo Spirito che forma un corpo solo – perché l’amore unisce – di Giudei o Greci, schiavi o liberi, tutti dissetati da un solo amore. Nella pandemia ci siamo scoperti noi uomini deboli e abbiamo scoperto gli altri uomini come noi.

Tutti abbiamo compreso la scelta di Dio di prendere su di sé questa condizione di vulnerabilità, di non essere onnipotente ma limitato dalla morte. Lasciamoci amare dal Signore, riconoscenti per la grazia di essere suoi, per la sua preferenza che ci ha chiamato da un qualsiasi angolo del mondo e ci ha dato la certezza che la nostra vita è bella e che nel seme c’è sempre un fiore che può sbocciare.

E’ un amore universale per tutti, perché l’amore cristiano mi fa riconoscere in ognuno Dio e il mio prossimo. Come potremo chiuderci in frontiere e stabilire classifiche tra le persone e i popoli? Lo Spirito entra nella nostra umanità debole e confusa come è, disorientata e resistente, timorosa e presuntuosa, docile e diffidente, alla ricerca di parole vere perché bisognosa di aiuto e che non sa farsi aiutare, che ripete gli stessi peccati perché la carne è debole eppure è tempio di Dio. E’ lo Spirito che ci rende perfetti, non il nostro crederci a posto che ci dona lo Spirito.

Le settimane scorse siamo stati uniti spiritualmente tra noi nonostante l’isolamento. Oggi capiamo che il legame che ci unisce a Dio e tra di noi è un legame di amore. Qualcuno lo ha riscoperto dopo tanti anni, altri hanno capito in modo nuovo e sorprendente quello che era diventato vecchio e scontato. Non avere paura dell’amore di Dio! Non ti porta via nulla! Non lo meriti, ma meritalo amando il prossimo che vedi.

Lo Spirito, l’amore, non si impone perché lo puoi scegliere solo tu, lo puoi prendere sul serio solo tu, dipende da te rispondere amando. Sant’Ignazio diceva: «fa come se tutto dipendesse da voi, sapendo che in realtà tutto dipende da Dio». Lo Spirito non limita la tua libertà ma ti libera dalla solitudine perché ti unisce al suo corpo. Non chiede sacrifici ma ti spinge a fare tante cose per gli altri e a non avere paura di farlo, anzi caso mai di non farlo! L’amore non causa tristezza, ma dona gioia intima, profonda, che nessuno può portare via.

E’ proprio quello che cercavi, quello di cui hai bisogno tu e il prossimo, di tanti che si abituano a vivere isolati e rabbiosi: amore. Affidati allo Spirito anche se ti porta dove non sai: ti darà le risposte che oggi non hai e non farà mancare nulla di quello che ti serve. Non resistere con la pigrizia peggiore, quella interiore, per cui finisci per sciuparlo. Non disprezzarlo cercando amori a poco prezzo, che ti sembrano più facili e quindi pensi più veri: l’amore del mondo inganna, attrae e abbandona, diventa un mercato, finisci per amare quello che ti conviene e se non tu non convieni più ti abbandona. Certo, l’amore di Dio è esigente, perché vero, personale, totale, non può essere mediocre.

E’ quello di Gesù. E lo Spirito ci rende grandi di cuore, tutti. Il cristiano è uno che ha un cuore grande. Lo Spirito è gioia come solo l’amore può dare. Non pensare sia ingenuità perché è ingenuo e sconsiderato vivere senza un amore vero, ridurlo a istinto, a consumo di esperienze, a passione spesso indotta. Certo, l’amore è ingenuo tanto che sembra impossibile da vivere eppure è astuto perché vuole combattere e vincere il suo nemico, l‘unico nemico, il male.

L’amore vince sempre e realizza il già nel quale vediamo oggi la nostra vittoria, anche se mancherà sempre di qualcosa fino al suo compimento. Per questo lo Spirito rigenera sempre, crea, dona vita e la trasforma. Il virus ci ha fatto accorgere di come si vive male e di come questo isola e spegne la vita e la voglia di vivere. Dio continua a chiamare una famiglia di fratelli e sorelle, peccatori, increduli fino alla fine che riempie del suo amore perché siano forti e parlino tra loro e verso tutti la stessa lingua, la sua.

Prima stavano chiusi perché passavano il tempo a parlare di sé ma senza gli altri, a cercare di stare bene senza fare stare bene, finendo per dividersi, pieni di paure e alla ricerca di un coraggio che non bastava mai o non arrivava. Si guardavano addosso e pensavano piani auto-centrati sui meccanismi interni, basati su quello che avevano o serviva a loro non al mondo.

Lo Spirito Santo, l’amore di Dio “ruppe tutti i loro specchi” e iniziarono ad uscire e a parlare perché pieni di amore. Parlano di Gesù e tutti li capiscono perché Gesù parla al cuore e tutti hanno bisogno di Dio e di un vero amore umano. Lo abbiamo visto in queste settimane come tutti hanno bisogno di amore per vincere l’isolamento, non quello tecnico che ci è richiesto, ma quello del rancore, del pensare a sé, dell’indifferenza, del pregiudizio, delle parole violente, del vivere senza speranza.

L’isolamento vero è non avere comprensione perché ignoranti e non indulgenti e umani verso gli altri. Le nostre comunità si stanno ritrovando e vorrei che le scoprissimo di nuovo, che le guardassimo pieni di amore, che le amassimo e servissimo con tutto noi stessi, per rispondere a Gesù e aiutarlo a vincere i tanti virus che rovinano la vita. Vorrei che non tornassimo quelli di prima, ma scoprendo il dono che siamo e vedendo l’isolamento che c’è e il bisogno di amore ci mettiamo al servizio di Dio e degli uomini. Vorrei che quei contatti che abbiamo avuto digitali diventino relazioni, amicizie, ricerche, incontro, cammino. Vorrei che dopo questa pandemia che ci ha mostrato la forza del male, siamo consapevoli del dono di questa casa che è la Chiesa e la nostra comunità e ci mettiamo a servire per dare consolazione a tanti cuori feriti.

In questi anni a Pentecoste ho sempre chiesto allo Spirito di inviare due doni a me e a noi e a tutta la stanza del mondo e agli uomini che la abitano con noi. Il primo anno chiesi l’unità e la gioia. Poi la fiducia e l’umiltà. In seguito la mitezza e l’amabilità, la forza e la bontà.

Questo anno chiedo il dono della speranza, perché senza naufraghiamo, ci accontentiamo di quello che serve a noi e non generiamo vita, prendiamo per buono il sottile pessimismo che spegne ogni cosa nuova e fa credere che niente cambierà e tutto è impossibile. Il secondo è la gratuità, perché solo questa libera dall’ossessione di cercare il proprio interesse che ci rende rozzi, volgari, idolatri delle cose. L’amore è sempre solo gratuito, non richiesto e senza ricompensa.

Signore, abbiamo affrontato tutti la tribolazione e l’esperienza dolorosa della malattia e tanti portano nascoste nel cuore le ferite subite, le paure che diventano angosce, il turbamento che genera paura. Manda il tuo Spirito che libera dall’isolamento, dall’amore per noi stessi, dalla rassegnazione che uccide l’amore, tanto che sciupiamo la sua forza e non ci accorgiamo che cambia il mondo.

Con Te, Signore, non farò nessuna fatica, perché per grande che questa sia sarò sempre pieno della tua gioia. Signore, Tu sai che il nostro cuore è piccolo, egoista, infedele, pauroso. Tu lo sai che cerchiamo barriere e confini entro cui misurarci e pensare di essere sicuri. Il tuo amore riempie il nostro cuore e ci apre all’interesse per tutto quello che è umano. Tu sei la nostra pace e la nostra gioia. Pieni del tuo amore saremo fratelli tra noi e con tutti, ti pregheremo, ascolteremo la tua Parola, serviremo i poveri, ameremo il prossimo. E tutto sarà amore.

 

 

 

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