Ordinazione di un diacono candidato al presbiterato

27-09-2020

Dedicare la vita al Signore e scegliere di lavorare nella sua vigna! Molti di fronte ad una scelta come questa pensano che significhi avere scarsa considerazione della propria vita, tanto da perderla seguendo una strada talmente esigente che è come non dare valore a se stessi e a quello che si è e che si ha.

Qualcuno arriva a dire addirittura che sceglie di dedicare la vita al Signore chi non sa cosa farci della sua o non ne ha trovata altra! Pensavano così anche di San Francesco, la cui scelta di vivere il Vangelo e di viverlo sine glossa, cioè senza aggiunte, senza astuzie, privi delle mille interpretazioni per cui c’è sempre un’altra possibilità, sembrava dissennata. San Francesco viveva tutto il Vangelo perché il Vangelo non chiede sacrifici ma amore e lui cercava proprio quello.

Segue Gesù e si lega a Lui perché amava la gioia, non la tristezza. L’amore quando è tale non ha riserve e misure. Era ricco e perse la ricchezza per scoprire la bellezza della vita e del creato. Abbandonò le armature da cavaliere perché non aveva più paura e divenne uomo vero, fortissimo tanto da affrontare il lupo, da far fare la pace ai nemici e da vincere la morte, disarmandola, perché la chiamava sorella.

Perse la considerazione di suo padre e di tanti della sua città ma in cambio ebbe tanti amici, anzi tutti gli diventavano amici perché tutti fratelli. Era libero dalle rivalità o dalle vanagloria, che tante divisioni fanno crescere e ci rendono pieni di amarezze che a volte diventano rancori. Direi per te: lasci l’ingegneria elettronica e scopri una corrente diversa che illumina tutto e fa muovere tutto, il cielo e le stelle. Come si fa? L’apostolo in modo molto concreto dice: “ciascuno consideri gli altri superiori a se stesso”. Perché? Vuol dire che non conto niente? No, è che se io amo voglio che l’altro stia bene e penso prima a lui che a me o meglio pensare a lui è pensare a me.

Così avviene nell’amore. Quando uno ama vuole sempre che l’amato venga prima perché così dopo sto bene anche io! Dedicare la vita al Signore vuol dire trovare tanto amore, non perderlo, perché chi ama il Signore scopre il prossimo. Quando amiamo il Signore portiamo i pesi nostri e degli altri, ci sacrifichiamo volentieri perché solo per amore si affrontano le difficoltà. Ecco perché legarsi al Signore!

Caro Simone oggi ci aiuti tutti a sentire vero e bello l’invito di questo padre a tutte le età e in tutte le condizioni ci chiede di andare a lavorare nella sua vigna. A te nel ministero del diaconato e, a Dio piacendo, anche in quello del presbiterato.

Se obbediamo a Lui siamo liberi! La libertà la dobbiamo trovare e questo a volte è faticoso, perché dobbiamo capire la nostra volontà, capire di cosa io “ho voglia” e dire il proprio sì in modo personale, interiore. Il padre non obbliga nessuno, non ricatta, non impone e non corrompe. Lascia liberi.

Quel figlio capisce la volontà del padre e la passione per la sua e nostra vigna. Come il fratello giovane della parabola del padre misericordioso anche questo inizialmente vuole andare lontano dal padre, si pensava altrove perché pensava che andando a lavorare nella vigna avrebbe perso qualche altra possibilità.

Ecco, oggi Simone ascolti per te questo invito di Dio, scegliendo di diventargli conforme, proprio come un innamorato che vuole completarsi con la persona amata. E oggi con te capiamo di nuovo e con entusiasmo perché il Padre ci manda a lavorare nella sua vigna, che è questa chiesa e questo mondo, perché chi ama la Chiesa ama la città degli uomini. Ama questa madre che ti ha generato nella fede, difendila, servila e non servirtene, aiutala a diventare attraente perché spendente dell’amore di Cristo possa combattere

il male che tante pandemia genera e con queste tanta sofferenza. Sentiti sempre a casa, perché è la tua casa; non viverla mai da estraneo ma anche non farne mai una proprietà. E’ tua perché la ami e la servi. Amala con un cuore casto perché al primo posto c’è Lui e quindi un cuore pieno di tante persone, con l’amore trasparente di Cristo, gratuito, senza alcun interesse. Così farai risplendere sempre il primato di Dio.

Sii obbediente a lei perché non farà altro che dirti di seguire quello che Cristo dice. L’obbedienza è ascolto della volontà di Dio e ti farà sempre trovare e ritrovare la tua. Rendila ricca del tuo amore e per questo sii povero degli idoli del benessere per rendere ricchi tanti. La povertà è il superamento di ogni egoismo nella logica del Vangelo che insegna a confidare nella Provvidenza di Dio.

Oggi ci ricordi che la nostra gioia è lavorare per la vigna! Se siamo familiari di Gesù lo saremo anche con i poveri. Se serviamo questo altare prepareremo il tabernacolo dell’amore nei cuori più spezzati e bisognosi! Se annunciamo il Vangelo, scopriremo gli ultimi, gli amici di Gesù. Per questo ti stenderai per terra e assieme invocheremo il Signore per te, perché ti dia la grazia e la gioia di servire. Prostrati sempre davanti al fratello e al povero, e sarai capaci di non adorare l’idolatria dell’orgoglio o del potere del mondo. Non siamo dei single, ma dei padri, dei fratelli, dei figli.

Insegnami la dolcezza ispirandomi la carità, insegnami la disciplina dandomi la pazienza e insegnami la scienza illuminandomi la mente”. (En. in ps. 118, 17, 4)  Come diceva San Filippo Neri: “in veritate liberi, in caritate servi, in utraque laeti”: liberi nella verità, servi nella carità, e nella matura composizione di entrambe sperimentiamo la gioia.

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