S. Em. Card. Matteo Maria Zuppi
Prima domenica di Quaresima

Bologna, cattedrale
21-02-2021

“Il tempo è compiuto”! Ecco il senso della Quaresima. E’ un tempo che ci aiuta a entrare nel tempo, nella storia che viviamo, che sembra oggi travolgerci, in questo tempo che modifica profondamente le nostre abitudini, che ci pone tante domande, che sembra senza fine.

La Quaresima ci aiuta a capire spiritualmente quello che stiamo vivendo, perché sia un’opportunità per cambiare, perché non ci passi addosso come tante immagini o emozioni che ci lasciano sempre uguali a noi stessi. Gesù non è una presenza astratta, senza tempo e senza spazio, un’entità lontana, irraggiungibile.

Viviamo giorni così difficili, sospesi, pieni di paure e di domande che non trovano risposta. Se usciamo da quel “andrà tutto bene” e vediamo in faccia la realtà quante sofferenze! Ci misuriamo con la vita vera. La pandemia ci ha reso vulnerabili perché avevamo dimenticato di esserlo, ingannati dal consumismo che fa credere onnipotenti e fa chiudere nella nostra isola.

La pandemia ci ricorda brutalmente che sospesi lo siamo sempre, come siamo sempre alla ricerca di futuro, di risposte, di pienezza. E la fatica che stiamo vivendo per uscire dalla pandemia, questa ricaduta, i problemi che si ripresentano e irridono il superficiale ottimismo e una superficiale irresponsabilità, ci ricordano che la lotta contro il male non si vince una volta sola, perché si ripresenta.

L’ultima tentazione di Gesù fu come la prima: salva te stesso, fai vedere chi sei, pensa a te e non agli uomini che ami e che ti tradiscono! L’inganno del benessere ci rende in realtà più esposti al male, che sembra un’esagerazione, innocuo, facilmente vincibile! L’isolamento ha rivelato tanta solitudine e fragilità e ne ha prodotto anche altra, perché ha spezzato tanti legami, a impedito incontri, tenerezza, vicinanza. 

Quante persone malate sono rimaste sole per settimane e molte di loro ci hanno lasciato senza che abbiamo potuto accompagnarle come avremmo desiderato. E questa è una ferita amara, che ci pesa tantissimo nel cuore. Quanto deserto nei cuori degli anziani ai quali manca il vero farmaco indispensabile, quello che dovrebbe essere sempre garantito, che è l’amore fraterno.

Quanto deserto di vita in mezzo al mare attraversato da fragilissime imbarcazione cariche di profughi, senza protezione, senza soccorsi. Quanto deserto di speranza nel mondo del lavoro, pieno di incertezza, di prospettive instabili, con tanta desolazione che disorienta. 

Gesù va proprio nel deserto! Non evita il male, non si rifugia in un paradiso ben protetto dove sentirsi sicuro e da dove guardare con distacco chi è fuori. Gesù affronta il male per noi e ci porta con sé.

Convertitevi. Ecco l’invito gioioso della Quaresima. Guardate Lui, non continuate come prima, non andate avanti per inerzia, non rimandate, non accontentatevi! Conversione è scoprire nella pandemia della vita la presenza di Gesù che bussa alla porta del cuore.

Non è un esercizio di perfezione, come amavano i farisei che erano attentissimi al male che pensavano venisse da fuori e rispettavano la legge ma non la pienezza della legge, la misericordia e il suo autore, Gesù. Il male viene da dentro, non da fuori, dice Gesù.

Dobbiamo curare la nostra anima, guarendola da ciò che la rovina, la indurisce, la rende superficiale, vanesia, possessiva, alla fine inutile. La Quaresima è prepararsi con gioia ad un incontro di amore, aprire il cuore chiuso, liberarsi dalla paura, cercare la famosa rivoluzione copernicana dall’ego al prossimo, l’unica che ci fa capire chi siamo e ci fa trovare il nostro io. In questa pandemia abbiamo compreso la forza del male che colpisce tutti, senza distinzioni, non solo alcuni.

E’ subdola, sembra innocua, tanto che finiamo per assecondarla proprio perché non la sappiamo distinguere. Il senso della Quaresima è solo questo: conoscere Gesù, imparare ad ascoltarlo, a prenderlo sul serio, ma non come un obbligo o un guaritore, ma come il mistero di Dio che si fa amicizia e presenza. Gesù è la nuova ed eterna alleanza, l’arco che unisce il cielo alla terra e viceversa, che protegge la nostra fragile barca dal diluvio.

Gesù è venuto a portare l’annuncio alle nostre anime prigioniere del loro stesso limite. Chi scopre Gesù scopre i fratelli, gli angeli da servire e da cui essere serviti. L’evangelista Marco non ci dice quali sono, al contrario degli altri vangeli, come per aiutarci a trovare le nostre e a capirle oggi.

Quella più temibile è “si salvi chi può, cioè io”. In questo tempo abbiamo la tentazione di riprendere la bulimia consumistica o perdere l’opportunità per cambiare vivendo come sempre. Ecco, questa è la Quaresima: un tempo per capire quello che abbiamo vissuto e scegliere di combattere il male che riduce la vita ad un deserto desolato e senza speranza, perché possa rifiorire e diventare luogo di vita e di amore.

Il deserto si popola di angeli che servono. Il servizio ci rende angeli e se cambiamo troviamo dentro di noi quell’immagine di Dio che ci fa servire il prossimo, senza distinzioni. Mettiamo a servizio il dono che siamo. Lo scopriamo solo se lo spendiamo per gli altri. 

Il servizio, allora sia la prima opera della quaresima. Gratuito come l’amore, perché è amore che si umilia e diventa concreto. Non ci sia un giorno in cui non facciamo qualcosa per il prossimo. E il servizio è sempre di piccoli gesti, non di grandi dichiarazioni. Cerca di vedere la gioia nel prossimo. Il poco, se condiviso con amore, non finisce mai, ma si trasforma in riserva di vita e di felicità.

La nostra elemosina, piccola o grande che sia, offerta con gioia e semplicità, dona tanto. Elemosina è anche il regalo del tempo, della visita, dell’interesse, della fiducia che dono a chi è solo. Elemosina è che qualcuno può contare su di te, sente la tua fiducia, sperimenta la tua vicinanza. Elemosina è prendersi cura di chi si trova in condizioni di sofferenza, abbandono o angoscia a causa della pandemia. Il regno di Dio è vicino.

Anzi, lo vedi negli angeli che servono e lo fai vedere servendo come un angelo la sofferenza di qualcuno. Così il deserto inizia a diventare il giardino che Dio ha creato e che il male e l’uomo ha rovinato. 

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