lunedì 12 gennaio

La Messa di congedo di monsignor Vincenzo Zarri

L'omelia dell'arcivescovo e la cronaca della celebrazione in Cattedrale

Lunedì 12 in Cattedrale il cardinale Matteo Zuppi ha celebrato la Messa di congedo per monsignor Vincenzo Zarri, Vescovo emerito di Forlì-Bertinoro e già Ausiliare di Bologna.


La liturgia è stata concelebrata anche da monsignor Livio Corazza, vescovo di Forlì-Bertinoro, e monsignor Lino Pizzi, vescovo emerito di Forlì-Bertinoro, monsignor Antonio Sozzo, Nunzio apostolico, monsignor Erio Castellucci, Arcivescovo di Modena-Nonantola e Vescovo di Carpi, monsignor Andrea Turazzi, Vescovo emerito San Marino-Montefeltro, e monsignor Giovanni Mosciatti, Vescovo di Imola. Inoltre, hanno concelebrato anche monsignor Roberto Parisini, Vicario Generale per l’Amministrazione, don Angelo Baldassarri, Vicario generale per la Sinodalità, e monsignor Giovanni Silvagni, Moderatore della Curia.
Presenti alla liturgia anche la sorella di monsignor Zarri, Luisa, insieme ad alcuni familiari.
All’inizio della celebrazione monsignor Corazza ha dato lettura del telegramma giunto dalla Santa Sede a firma del cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, nel quale si legge:

«Informato della scomparsa del venerando Vescovo Mons. Vincenzo Zarri, il Santo Padre Leone XIV partecipa spiritualmente al lutto che colpisce codesta continuità diocesana che lo ebbe Pastore premuroso e paterno, come pure quella di Bologna di cui fu apprezzato presbitero e zelante Vescovo ausiliare. Il Sommo Pontefice, nel ricordare il solerte ministero ecclesiale del benemerito Presule, implora dal Signore, per intercessione della Vergine Maria, il premio eterno
promesso ai fedeli servitori del Vangelo e di cuore imparte la Benedizione apostolica a quanti ne piangono la dipartita e ai presenti tutti al rito esequiale».

Leggi l’integrale dell’omelia dell’Arcivescovo nella Messa di congedo per Mons. Vincenzo Zarri

È seguito il messaggio di don Baldassarri, che fu uno dei tanti ragazzi a ricevere il Sacramento della Confermazione dalle mani di monsignor Zarri. «La nostra diocesi  – ha dettoaccoglie oggi nella Cattedrale il Vescovo Vincenzo per l’ultimo saluto e lo congeda dopo il suo lungo servizio, di più di 70 anni.  Salutiamo e ringraziamo per la loro presenza il Vescovo Livio Corazza e i sacerdoti forlivesi che lo accompagnano; si uniscono alla concelebrazione con l’Arcivescovo mons. Sozzo e mons. Ghirelli. È un momento speciale per benedire il Signore della vita del modo con cui Vincenzo ha risposto con fede alla sua vocazione cristiana e ha vissuto il ministero ordinato con grande spirito di servizio alla comunità diocesana. Presbitero di questa diocesi dal 1952, qui fu parroco dal 1970 al 1976, dopo un lungo servizio al Seminario Arcivescovile;  qui fu consacrato vescovo il 29 giugno 1976, per affiancare gli Arcivescovi Poma, Manfredini e Biffi per 12 anni;  qui ordinò i primi diaconi permanenti nel 1984;  da qui salutò la diocesi nel 1988 prima di assumere il servizio di vescovo di Forlì-Bertinoro; ritornato in diocesi di Bologna nel 2006, qui ha svolto prevalentemente il suo ministero di confessore.  La Chiesa di Bologna, e in particolare il nostro seminario e il presbiterio, deve tanto al Vescovo Vincenzo, per la sua testimonianza di fede e la sua paternità, per i molteplici servizi vissuti con dedizione, competenza, disponibilità e in tutta umiltà, con una grande attenzione ai preti e alle comunità più lontane.  In migliaia abbiamo ricevuto da lui il dono della Cresima e siamo stati invitati da mons. Vincenzo a metterlo a frutto, rispondendo con generosità alla chiamata che il Signore rivolge a tutti. È il dono che ancora chiediamo al Signore per tutti noi, mentre lo affidiamo alla sua misericordia».

«Il vescovo Zarri – ha detto il cardinal Zuppi in un passaggio dell’omelia – ha servito la Chiesa assumendosi tante responsabilità vissute però senza alcuna supponenza, senza farsi un’idea troppo alta di sé. Le ha vissute come un dono immeritato, affrontandole senza risparmiare energie. Monsignor Zarri ha sempre mantenuto uno stile umile e spirituale, mai distante dalla concretezza della vita e per questo fermo e libero, esigente e comprensivo, vicino ma sempre per aiutare a guardare in alto e a mettersi a servizio nella grande messe del mondo».

Qui il video integrale dell’omelia

Questo contenuto non è disponibile per via delle tue sui cookie

Martedì 13 nella Cattedrale della Santa Croce di Forlì, il vescovo Livio Corazza ha presieduto la liturgia funebre al termine della quale la salma di monsignor Zarri è stata tumulata nello stesso Duomo.

La Messa è stata concelebrata da monsignor Lorenzo Ghizzoni, arcivescovo di Ravenna-Cervia, monsignor Claudio Stagni, vescovo emerito di Faenza-Modigliana, monsignor Mario Toso, vescovo di Faenza-Modigliana, monsignor Lino Pizzi, vescovo emerito di Forlì-Bertinoro, e monsignor Domenico Beneventi, vescovo di San Marino-Montefeltro.

Presente anche una delegazione della Chiesa di Bologna composta da don Angelo Baldassarri, Vicario generale per la Sinodalità, monsignor Giovanni Silvagni, Moderatore della Curia, monsignor Gianluigi Nuvoli, già economo diocesano, monsignor Juan Andrés Caniato, direttore regionale «Migrante», monsignor Gino Strazzari Canonico onorario della Metropolitana, e il canonico Angelo Lai. Alle esequie ha partecipato anche Alessandro Rondoni, direttore dell’Ufficio diocesano per le Comunicazioni sociali e direttore dell’Ufficio comunicazioni della Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna.

Di seguito, l’omelia pronunciata dal Vescovo di Forlì-Bertinoro, monsignor Livio Corazza:

Ho imparato a conoscere, un po’ alla volta, mons. Zarri.

A conoscerlo attraverso gli scritti, ma soprattutto attraverso le sue scelte e le persone che me ne parlavano.

Ho imparato non solo a conoscerlo, ma ad apprezzarlo. La sua figura emergeva sempre di più ogni giorno che passava. Rileggendo quanto scrive San Pietro a proposito dei pastori della Chiesa, mi sembra davvero che questo corrisponda al profilo di mons. Zarri: “Pascete il gregge di Dio volentieri, come piace a Dio, con animo generoso, facendovi modelli del gregge”.

Credo che un’eco della sua persona sia arrivata fino al Papa se, nel messaggio il Papa definisce Zarri che ci ha inviato il Card. Parolin, suo Segretario di Stato, nell’evidenziare il pastore mons. Zarri, premuroso e paterno.

Premuroso e paterno mi pare davvero una bella sintesi.

La premura e la paternità si sono espresse in alcuni tratti che lo hanno contraddistinto in vita, e di questi tratti vorrei sottolinearne solo tre.

Mons. Zarri è stato un pastore dallo stile sinodale (una parola usata molto negli ultimi anni, fino quasi ad inflazionarla). Papa Leone individua, nello stile sinodale, una caratteristica che deve avere ogni vescovo, tanto da definirla una virtù indispensabile a partire dall’arte del dialogo “come stile e metodo nelle relazioni, che si esplica anche nella gestione della sinodalità nella Chiesa particolare”. Sinodalità come dimensione della vita ecclesiale che apre a nuove strade e a nuove iniziative. Rimane ancora nella memoria e nella vita pastorale delle nostre comunità forlivesi il sinodo diocesano della fine degli anni novanta, proposto e guidato da Mons. Zarri. È stata un’esperienza anticipatrice, penetrata nelle nostre comunità, confermata dalla pastorale di mons. Pizzi. Ora ne raccogliamo i frutti e, nello stesso tempo, siamo incoraggiati a continuare a seminare.

Mons. Zarri è stato un uomo di comunione.

Lo stile sinodale ha come fine la comunione. Invocando l’intercessione di Maria e dei Santi Pietro e Paolo, papa Leone chiedeva per i vescovi: “Aiutino a essere uomini di comunione, a promuovere sempre l’unità nel presbiterio diocesano, e che ogni presbitero, nessuno escluso, possa sperimentare la paternità, la fraternità e l’amicizia del Vescovo. Questo spirito di comunione incoraggia i presbiteri nel loro impegno pastorale e fa crescere nell’unità la Chiesa particolare”.

Posso dire, raccogliendo tante testimonianze, che il vescovo Vincenzo è stato un uomo di comunione. E, per essere tale, ha dovuto esercitare la virtù della pazienza e mantenere sempre aperta la via del dialogo, del confronto, con lungimiranza.

Durante il suo ministero ha incontrato persone importanti, dal carattere molto forte e determinato. Ne ricordo solo due su tutti: don Francesco Ricci e Annalena Tonelli. Infine mons. Zarri era un uomo di preghiera come ha espresso fino all’ultimo anche nel suo testamento spiritale.

Infine, la preghiera.

Parlando del vescovo come uomo di fede, papa Leone XIV indicava come riferimento Mosè, colui che vide l’invisibile. Pensiamo alle volte in cui Mosè intercede per il popolo al cospetto di Dio. Ecco: il Vescovo nella sua Chiesa è l’intercessore, perché lo Spirito mantiene viva nel suo cuore la fiamma della fede.

In questi giorni, come negli anni passati, le proposte che ci aiutano a pregare di più e meglio sono accolte nella nostra comunità diocesana con disponibilità e partecipazione.

Ai vescovi Papa Francesco chiedeva di pregare di più!

A proposito della preghiera, mi ha colpito una significativa coincidenza: mons. Vincenzo Zarri si è morto venerdì scorso, poco dopo le 5 della mattina. Il primo salmo delle lodi del venerdì, di ogni venerdì, è il salmo 50: “Pietà di me o Dio secondo la tua misericordia”. Mi ha colpito questa coincidenza. Al termine del suo testamento spirituale (datato il 6 gennaio 2021), Mons. Zarri cita il versetto 11 del salmo 50: “Distogli lo sguardo dai miei peccati, cancella tutte le mie colpe”. È come se si fosse unito, per l’ultima volta, alla preghiera di lode di tutta la Chiesa. Loda il Signore invocando la misericordia per sé e per il mondo intero.

Nella richiesta di perdono, il fedele riconosce e loda la grande misericordia di Dio.

È un tratto, questo della centralità della preghiera, che poche volte sottolineiamo al momento delle esequie. Eppure, negli impegni richiesti ai vescovi, ai presbiteri, e ai diaconi al momento dell’ordinazione, viene chiesto di pregare. Anzi, di unire preghiera e misericordia. Accenno qui solo alla richiesta fatta ai candidati presbiteri: “Volete, insieme con noi implorare la divina misericordia per il popolo a voi affidato, dedicandovi assiduamente alla preghiera, come ha comandato il Signore?”Nelle preghiere invochiamo, come dono che racchiude ogni dono, la misericordia divina.

Il testamento spirituale, dopo la citazione del salmo 50, si conclude con queste parole. “Confido nella tua infinita misericordia, o Padre, e nell’intercessione della Beata Vergine Maria, Madre del Redentore, Madre di misericordia.”  Sono le ultimissime parole del pastore Zarri nel suo testamento spirituale.

Mons. Zarri era un sacerdote fedele e zelante; durante la sua lunga vita e nelle sue ultime parole suggerisce anche a noi di confidare nella misericordia e nell’intercessione di Maria.

Al termine della santa messa affideremo Mons. Zarri a Maria, Madre di Cristo e Madre della Chiesa, deponendo la sua salma nel Santuario della Madonna del Fuoco, che da quasi 600 anni i forlivesi venerano come loro protettrice.

La sua presenza incoraggerà i pastori, tutti gli educatori e tutti coloro che hanno delle responsabilità ecclesiali, sociali e politiche ad essere uomini e donne di comunione e di pace, ad amare e servire la Chiesa e il popolo di Dio con amore e dedizione.

Caro confratello Vescovo, tu che sei stato premuroso e paterno in vita, guidaci ancora con il tuo esempio e la tua saggezza, con la tua umiltà e gentilezza e aiutaci a riscoprire, anche in questi tempi difficili, la gioia di essere cristiani e di servire il popolo di Dio per il quale il nostro Signore ha dato la vita. Ti abbiamo preparato un posto nella nostra Cattedrale, in verità è il Signore che ha preparato un posto per tutti noi dove ci troveremo insieme, per sempre. Così sia!

Infine mons. Zarri era un uomo di preghiera come ha espresso fino all’ultimo anche nel suo testamento spirituale.

Credit_photo: Giovanni Amati

condividi su