Saluto nel Rito di Commiato alla Messa Esequiale in suffragio di Norma Mascellani

Bologna
10-12-2009

Prima di concludere questa S. Messa esequiale con la preghiera di commiato, svolgo il gradito compito di manifestare la partecipazione del Cardinale Arcivescovo Carlo Caffarra e della Chiesa bolognese al lutto dei familiari, attraverso la preghiera di suffragio per Norma Mascellani, che si è addormentata nella pace di Cristo.

Nella mia veste di Presidente, esprimo anche la partecipazione e il cordoglio dell’attuale Consiglio di Amministrazione della Fondazione “Cardinale Giacomo Lercaro”, che, in occasione del 100° compleanno di Norma, ha voluto dedicarle una mostra, in uno spazio appositamente allestito, presso la Galleria d’Arte Moderna “Raccolta Lercaro”. Qui, con la sapiente e qualificata direzione di Padre Andrea Dall’Asta S.J., sta prendendo forma stabile l’intento del Cardinale Lercaro e di Mons. Fraccaroli di proporre alla città itinerari di fruizione artistica capaci di elevare lo spirito umano verso le alte vette della “trascendenza”.

In tale contesto, l’arte pittorica di Norma Mascellani occupa una parte eminente, perché le sue immagini, “semplici e familiari”, stimolano alla contemplazione dell’Infinito. La stessa “coltre di nebbia” (così l’ha definita il prof. Riccomini), che spesso avvolge i soggetti delle sue opere, specialmente la Basilica di S. Luca e il Colle della Guardia, ci conduce al testo del Profeta Isaia:

«Egli strapperà su questo monte
il velo che copriva la faccia
di tutti i popoli
e la coltre che copriva tutte le genti.
Eliminerà la morte per sempre;
il Signore Dio asciugherà le lacrime
su ogni volto» (265, 7-8).

È il messaggio di speranza consegnato da Norma Mascellani alla nostra città, giustamente attenta alle “dinamiche collettive”, ma spesso distratta nei confronti del mistero profondo nascosto in ogni persona. Come ha detto ieri l’altro Benedetto XVI in Piazza di Spagna a Roma: “Vediamo tutto in superficie. Le persone diventano dei corpi, e quei corpi perdono l’anima, diventano cose, oggetti senza volto, scambiabili e consumabili».

La pittura di Norma Mascellani ci aiuta a non soccombere tra le nubi della “città del caos” (Is 24, 10), perché  con la luce tenue che domina le sue opere, mostra il sopraggiungere di “un nuovo cielo e una nuova terra” nello splendore della Gerusalemme celeste, dove la nostra gioia non avrà fine (Cf. Ap 21).

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