15 febbraio

La giornata del malato: celebrazione lourdiana

La Chiesa di Bologna desidera essere vicino ai sofferenti e alle famiglie dei malati

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Una serie di iniziative liturgiche e pastorali ha accompagnato in diocesi la Giornata Mondiale del Malato..

La Messa conclusiva  è stata celebrata dal cardinale Zuppi nella basilica di San Paolo Maggiore, santuario lourdano diocesano. Risale al 1881 la tradizione di tenere solenni celebrazioni in onore della Madonna di Lourdes nella basilica retta dai padri barnabiti: due anni prima, Giovanni Acquaderni vi aveva fatto allestire una cappella in cui era stata collocata una statua proveniente dai Pirenei, una delle prime immagini giunte in Italia dal luogo delle apparizioni, tanto che la cappella che riproduce la grotta di Massabielle, ebbe il riconoscimento di Santuario diocesano della Vergine di Lourdes.

Numerosi ammalati cronici e disabili hanno potuto partecipare alla celebrazione che ha visto la presenza del personale Unitalsi e del Centro volontari della sofferenza. La malattia – scrive Magda Mazzetti, direttrice dell’Ufficio di pastorale della salute – è una grande prova per ogni uomo, per la società, per il nostro Servizio Sanitario Nazionale, per la Chiesa e per le nostre comunità cristiane. La Chiesa di Bologna ha scelto la prossimità ai sofferenti, alle famiglie che vivono la fatica di assistere un anziano, che sperimentano la separazione della morte. Questo avviene attraverso i cappellani ospedalieri, i volontari, i caregivers, i familiari dei malati, degli anziani, delle persone disabili, tutti gli operatori sanitari che prestano il loro lavoro nei luoghi di cura: sono una schiera infinita di collaboratori del Buon Samaritano

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