Mercoledì 25 febbraio il dialogo tra l’Arcivescovo e Luca Misculin, giornalista del “Post”
L’equipe della Pastorale universitaria, impegnata in prima linea nell’organizzazione e realizzazione delle serate de “Le notti di Nicodemo” ha pensato per il secondo incontro di mercoledì 25 febbraio in Cattedrale alle ore 20.45 la presenza sul palco di Luca Misculin. Il giornalista del “Post” esperto di migrazione e di storia dell’Europa e del Mediterraneo, si metterà in dialogo con l’Arcivescovo per declinare la parola come incontro nelle relazioni internazionali.
Sarà l’occasione per capire come e quanto la parola possa indirizzare alla pace e alla giustizia i rapporti tra i popoli. E ben si capisce quanto il tema sia tristemente attuale e cruciale per il destino delle nostre società, pensando in modo particolare alle giovani generazioni e alle fasce più deboli che spesso non hanno voce. Attore in prima persona in scenari diplomatici anche molto delicati, il cardinale Zuppi nel primo dialogo ospitato in Cattedrale ha sottolineato come la parola sia un invito ad andare verso l’altro, uscendo dalla sfera intima e personale ed allargando lo sguardo su dinamiche più ampie, nelle quali essa stessa può rivestire un ruolo importante. Un appuntamento da non perdere, quindi, in Cattedrale in quel cuore della notte che aprì la via del dialogo tra Nicodemo e Gesù.
La quinta edizione de “Le notti di Nicodemo”, ciclo di incontri voluto dal Cardinale Arcivescovo Matteo Zuppi, ha intrattenuto mercoledì 11 febbraio circa trecento persone nella Cattedrale di Bologna, per una sera trasformata in “salotto buono” della città. Gradevoli e profondi protagonisti sono stati il poeta Andrew Faber e la psicoterapeuta Laura Pirotta, due che con le parole ci sanno fare, e che ci hanno aiutato a declinare in chiave interpersonale il claim di questa edizione “La parola si fa incontro”. A dare lo spunto iniziale, il versetto del Vangelo di Luca in cui Gesù indica come propria madre e fratelli coloro che ascoltano e mettono in pratica la Parola di Dio. “Una verità scomoda”, inizia Pirotta, “è che tante volte ci si ferma al primo punto, ascoltare, senza passare al mettere in pratica: è un bias cognitivo ricorrente, per superarlo dobbiamo pensare di avere un seme in mano che, se non viene messo nel terreno buono al momento giusto, è destinato a morire anziché svilupparsi in tutte le sue potenzialità, perché la conoscenza non serve a nulla senza applicazione e competenza”. Andrew Faber sottolinea l’aspetto intimo del versetto, definito “un abbraccio, perché ci mette in una relazione confidenziale: sono parole che fanno da ponte e, in un periodo storico caratterizzato da tanta incomunicabilità, ci illuminano di immenso, ci scuotono da dentro”. “Un rapporto che diventa familiare con chiunque voglia ascoltare questa parola e metterla in pratica”, precisa il Cardinale Zuppi: “l’amicizia e l’amore creano legami senza fare selezione”.
Paolo Villani
Qui il servizio di 12Porte del primo incontro de “Le notti di Nicodemo” lo scorso 11 febbraio.



