9 marzo

La festa di Santa Caterina da Bologna

Il cardinale ha espresso un senso di gratitudine per i Missionari Identes che ora custodiscono il monastero

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Il 9 marzo nella memoria liturgica di Santa Caterina da Bologna, il cardinale Zuppi ha presieduto la Messa nella chiesa del Corpus Domini,

La chiesa custodisce il corpo incorrotto della Santa che è co-patrona della città di Bologna.
La celebrazione è stata segnata da un sentimento insieme di gratitudine e di attesa: il monastero, infatti, continua ad attendere una comunità di monache che ne porti avanti stabilmente la vita contemplativa iniziata proprio da Caterina nel XV secolo.
All’inizio dell’omelia il cardinale ha espresso con franchezza il sentimento che molti provano guardando a questo luogo così significativo per la spiritualità bolognese. «È un’angustia vedere questa casa senza le figlie di Chiara d’Assisi». Allo stesso tempo ha voluto riconoscere l’impegno dei missionari Identes che custodiscono il monastero e rendono possibile l’accoglienza dei fedeli e dei pellegrini. «Chiedo al Signore – ha detto – che presto possiamo trovare una comunità che dia nuova vita e speranza a questa casa».
Una speranza affidata proprio all’intercessione della santa bolognese.
All’inizio della celebrazione Zuppi ha invitato anche a pregare per una notizia drammatica appena arrivata dell’uccisione di un sacerdote maronita nel sud del Libano. La comunità si è così unita nella preghiera per il presbitero ucciso, per i cristiani maroniti e per tutto il Medio Oriente. Il cardinale ha ricordato come in quella terra molti cristiani siano rimasti proprio perché la presenza della loro comunità continui a essere un segno di speranza.
La preghiera si è così allargata «per il dono della pace», soprattutto in luoghi che portano ancora «le evidenti conseguenze della violenza e della guerra».

 

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