Il 17 marzo nella Cattedrale di San Pietro a Bologna, il Cardinale Zuppi ha presieduto la Messa concelebrata insieme ai cappellani militari. Alla Messa hanno preso parte numerose autorità civili e una folta rappresentanza delle Forze Armate e delle Forze di Polizia del territorio, insieme alle associazioni combattentistiche e d’arma, in un momento che ha unito fede, servizio e senso delle istituzioni.
Nell’omelia, il cardinale ha riconosciuto la specificità e la responsabilità del servizio svolto dagli uomini e dalle donne in uniforme, sottolineando come la loro missione sia, in profondità, una difesa della pace: “Voi siete quelli che più di tutti sanno che cosa significa difendere. La vostra è la difesa della pace, dello stare in pace”. In un contesto internazionale segnato da conflitti persistenti e da una “tempesta di guerre che non finiscono mai”,
Zuppi ha ricordato come proprio chi conosce la guerra sia anche colui che più ne avverte il peso e ne rifiuta la logica. Da qui il richiamo alla responsabilità condivisa di custodire strumenti di dialogo e cooperazione internazionale, oggi messi in discussione.
Guardando ai labari e alle insegne presenti in Cattedrale, Zuppi ha richiamato la memoria concreta delle vittime delle guerre: nomi, storie, vite donate. Una memoria che non è solo commemorazione, ma responsabilità per il presente. Ha poi evidenziato la pluralità dei compiti affidati alle Forze Armate e di Polizia: dalla sicurezza alla tutela della legalità, dalla presenza nelle carceri alla lotta alla criminalità, fino agli interventi umanitari e al soccorso in mare. Tutte espressioni di una “vera difesa” che si misura soprattutto nella protezione dei più deboli.
Nel tempo di Quaresima, lo sguardo si è infine aperto al significato della Pasqua: “La Pasqua significa la vita che ricomincia, che il bene vince”. Un messaggio che, ha sottolineato l’Arcivescovo, chiama ogni credente a non rassegnarsi al male, ma a combatterlo con la forza del bene, superando la logica che divide il mondo in “amici da difendere e nemici da combattere”.
A sottolineare il valore dell’incontro è stato anche don Marco Falcone, decano interforze per l’Emilia-Romagna: Un momento di raccoglimento che, alle porte della Pasqua, si è fatto anche impegno concreto: essere, ciascuno nel proprio ambito, operatori di pace in un tempo segnato da profonde tensioni, custodendo la speranza che “la vita rinasce” e che il bene, alla fine, vince.



