«Leggiamo sempre la Parola di Dio che fa scaldare il cuore – ha detto l’Arcivescovo nell’omelia -. Se spezziamo il pane in semplicità e letizia, come le prime comunità, vedremo e vedranno la presenza di Gesù. Le nostre liturgie siano la mensa di Emmaus dove gli occhi vedono l’invisibile nel pane spezzato. Pane che diventa visibile nell’amicizia, nella condivisione, nel servizio e inizia così il giorno che non conosce tramonto. Non si arriva alla verità senza l’amore, e non si arriva all’amore di Dio senza l’amore per l’uomo. Così quella sera diventa un’aurora».
«Il segreto è l’amore – ha aggiunto l’arcivescovo – quello che ci insegna Gesù che ci ama. Lui ci mostra come l’amore è più forte del male per liberarci dall’inganno che amare in fondo non serve a niente o serve poco. È l’invito di Gesù in questa Pasqua: sono con te, risorgo dai morti, sono il tuo Dio, sono colui che si è fatto Figlio. Svegliati, esci ritorna ad amare perché torna colui che da sempre ti cerca».
«La luce e la forza in tempi di tanta tristezza e tanto buio sia nei nostri cuori – ha detto al termine della celebrazione – e come i discepoli di Emmaus sappiamo testimoniare la speranza che apre il cammino di Gesù che ha vinto il male e la morte».
Qui il video con l’omelia dell’Arcivescovo


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