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Al tramonto della domenica di Pasqua il Cardinale Zuppi ha celebrato in San Pietro, la Messa vespertina..
La liturgia che richiama il cammino dei discepoli verso Emmaus prolunga la gioia della Pasqua dentro la concretezza della vita quotidiana, proprio come accade ai due discepoli del Vangelo: in cammino, ma segnati dalla delusione. Al centro dell’omelia, l’invito dell’apostolo Paolo: “Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù”. Un programma esigente, ha spiegato il Cardinale, che chiede di imparare a distinguere ciò che conta davvero da ciò che è destinato a passare. Cercare le cose del cielo non significa fuggire dalla terra, ma viverla meglio, senza sprecare la vita dietro ciò che è vano.
“È questa la testimonianza dei santi, come Francesco d’Assisi, che proprio cercando Dio hanno saputo riconoscere e amare ogni persona. Il segreto — ha ribadito Zuppi — è l’amore, l’unica forza capace di vincere il male e di liberare dall’inganno, sempre attuale, che amare sia inutile. Come i discepoli di Emmaus, anche oggi — ha osservato — rischiamo di lasciarci imprigionare dalla delusione: “Speravamo…”, dicono al passato. È la tentazione di chiudersi, di cercare sicurezza in un piccolo mondo, rinunciando alla speranza. Una dinamica che attraversa anche il nostro tempo, segnato spesso da disincanto e ripiegamento su sé stessi. Eppure, proprio su quella strada, Gesù si affianca e cammina con loro. Non si impone, non usa la forza, ma condivide il cammino, ascolta, spiega, riaccende il cuore.
È così — ha detto il Cardinale — che si impara a riconoscerlo: non con gli occhi, ma con il cuore. “L’essenziale è invisibile agli occhi”: è questa la chiave per vedere davvero. Gli occhi si aprono nello spezzare il pane, nell’Eucaristia, ma anche nella vita concreta fatta di amicizia, condivisione e servizio.
Da qui l’invito a non chiudersi nelle proprie “tane”, ma a diventare pellegrini, capaci di camminare insieme. Il cristiano, infatti, non è mai solo: è sempre fratello tra fratelli, parte di una comunità chiamata a essere casa accogliente e non recinto chiuso. La Pasqua, allora, continua ogni domenica e trasforma anche la sera in un’aurora. “Come i discepoli, che dopo aver riconosciuto il Signore tornano indietro, così anche i cristiani sono inviati a portare il Vangelo là dove ci sono delusione e paura. Perché — ha concluso Zuppi — non si arriva alla verità senza l’amore, e non si arriva all’amore di Dio senza l’amore per l’uomo. È questa la strada di Emmaus che continua oggi: un cammino in cui Cristo si fa compagno, accende il cuore e apre gli occhi alla speranza”.
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