Da sabato 30 maggio a martedì 2 giugno

Al campanile di Padulle si impara il servizio

Con riferimento all'enciclica del Papa, Zuppi ha fatto ricordato la necessità di custodire la centralità della persona umana

 

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Si è festeggiata nei giorni scorsi la 19ma edizione la Sagra del Campanile di Padulle.

La festa parrocchiale attorno alla torre campanaria ricostruita 20 anni fa è 
una occasione anche per riflettere quest’anno attorno ad una frase proverbiale di Papa Francesco: «La vita non serve se non si serve».
Protagonisti dell’incontro il giornalista e scrittore Mario Calabresi con il Cardinale Zuppi, che hanno dialogato davanti a una platea numerosa affrontando temi di grande attualità: la fatica, le relazioni e l’intelligenza artificiale. Partendo dall’ultimo libro di Calabresi, “Alzarsi all’alba”, i due ospiti hanno riflettuto sul valore del mattino come tempo di silenzio, preparazione e possibilità. Un’occasione per riscoprire anche il significato della fatica quotidiana, contro la cultura della prestazione e dell’eccellenza a ogni costo.
Calabresi ha ricordato come il valore di una persona non possa essere misurato soltanto dai risultati raggiunti, mentre il Cardinale Zuppi ha invitato a liberarsi dalla logica del successo per riscoprire la ricchezza delle relazioni.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla solitudine, una delle grandi sfide del nostro tempo, e al rapporto con le nuove tecnologie. Commentando la recente enciclica di Papa Leone dedicata all’intelligenza artificiale, Zuppi ha parlato della necessità di custodire la centralità della persona umana. Calabresi ha invece sottolineato il rischio di perdere il valore dell’esperienza e della ricerca personale quando tutto viene affidato a risposte immediate.
In conclusione, entrambi hanno richiamato il significato del servizio, ricordando l’esempio concreto di tanti uomini e donne che spendono la propria vita per gli altri: dai nonni che hanno costruito il futuro delle loro famiglie alle persone che ogni giorno si prendono cura dei propri cari. Una testimonianza accolta da lunghi applausi e conclusa con la consegna ai due ospiti del grembiule simbolo della festa.
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