Il parroco, don Giovanni Bonfiglioli: «È stato restaurato il tetto e rifatto l’assito, con l’aggiunta di catene di sicurezza»
È stato un lavoro lungo e complesso, ma finalmente si è concluso e ci sarà l’inaugurazione ufficiale: la facciata e il portico della chiesa di Santa Caterina di Strada Maggiore, assieme al tetto, sono stati restaurati e venerdì 2 luglio alle 19 l’arcivescovo Matteo Zuppi concelebrerà la Messa nella chiesa con il parroco don Giovanni Bonfiglioli. Subito dopo, il Cardinale benedirà una formella, opera dello scultore Luigi Enzo Mattei, che raffigura il defunto parroco monsignor Lino Goriup e assieme a lui il Curato d’Ars e Gesù che entra dalla porta. L’opera, realizzata in occasione della Decennale eucaristica, sarà posta nel luogo di accoglienza «Tenere mani», in via Torleone 1, una realtà della parrocchia che accoglie i familiari di degenti negli ospedali cittadini, voluta da monsignor Goriup. Infine, momento conviviale per tutti.
«I primi segni di problemi alla facciata ci sono stati già alla fine del 2018 – racconta don Bonfiglioli – quando un dito di una delle quattro statue che sovrastano il portico (che raffigurano santa Caterina, i santi Pietro e Paolo e santa Cecilia) è caduto sulla strada. Questa caduta, per fortuna senza conseguenze, ha rivelato che tutte le statue erano ammalorate. Si tratta di opere enormi, del peso ciascuna di circa una tonnellata, in terracotta e sorrette da perni di ferro: vi erano pezzi rotti e pericolanti, i perni erano ossidati: era necessario quindi un restauro complessivo. Inoltre, già da molto tempo, fin da quando era parroco monsignor Luigi Guaraldi, si sapeva che il tetto aveva bisogno di riparazioni: quando sono arrivato io, a fine 2020, ha cominciato a piovere dentro».
«Il lavoro è stato rallentato dalla scoperta di vari problemi, e anche, purtroppo, dalla morte improvvisa, nel giugno 2020, di monsignor Goriup, a cui io sono succeduto – prosegue il parroco -. Si è deciso di lasciare le statue al loro posto, perché troppo pesanti per essere spostate in sicurezza; sono state consolidate e restaurate, unificate nel colore e rivestite di un film protettivo. È stato restaurato il tetto e rifatto l’assito, con l’aggiunta di catene di sicurezza. Inoltre, si è scoperto che il portico antistante è posteriore alla chiesa: quest’ultimo è del 1800, mentre la chiesa del 1600, perciò sono state aggiunte delle catene interne per legarlo in modo più sicuro alla struttura. Tutti i lavori sono stati diretti e coordinati dall’ingegner Michele Naldi». «La spesa è stata notevole – conclude don Bonfiglioli – ma abbiamo avuto un sostegno molto grande dalla diocesi e anche un contributo dai fondi dell’8xmille che vengono dalla Cei».
Chiara Unguendoli

