Il funerale sarà celebrato venerdì 10 alle 11 a Bolognano mentre l’8 maggio sarà celebrato il Trigesimo nella chiesa del Suffragio
L’Arcivescovo Matteo Maria Zuppi, il presbiterio e la Diocesi di Bologna si uniscono alla comunità dei Padri Dehoniani nella preghiera di suffragio per padre Francesco Duci, di anni 98, tornato alla Casa del Padre mercoledì 8 aprile presso la comunità di Bolognano (TN), dove attualmente risiedeva.
La Messa esequiale sarà celebrata venerdì 10, alle 11, presso la comunità di Bolognano. A Bologna sarà celebrata la Messa di Trigesimo venerdì 8 maggio, alle ore 18.30, nella chiesa di Santa Maria del Suffragio.
Nato a Bueggio di Vilminore (BG) il 4 febbraio 1928, era stato ordinato presbitero il 3 luglio 1955. Dopo avere studiato all’Università Gregoriana a Roma, durante tutta la sua vita ha insegnato teologia dogmatica e fondamentale allo scolasticato dehoniano di Bologna, allo STAB e in altri centri di teologia per seminaristi e laici.
È autore di diversi studi pregevoli, in particolare due opere di cristologia: “Gesù detto il Cristo. Introduzione a Gesù della storia e della fede” e “Colui che hanno trafitto. Dalla Trinità al Cuore di Cristo”.
Professore unanimemente apprezzato per la vastità della sua cultura e la chiarezza del suo insegnamento, è stato un confratello molto stimato per il suo attaccamento alla Congregazione dehoniana, la sua cordialità, la sua discrezione e la profondità della sua vita sacerdotale e religiosa in seno alla comunità di Bologna dove ha vissuto gran parte della sua missione.
Religioso dehoniano, figura autorevole e riservata: per oltre quarant’anni ha insegnato teologia dogmatica e fondamentale presso lo Studentato delle Missioni di Bologna, lasciando il ricordo di un maestro capace di coniugare rigore, fede e umanità.
Nato il 4 febbraio 1928 a Bueggio di Vilminore, in provincia di Bergamo, entrò giovanissimo nella Congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù. Ordinato sacerdote il 3 luglio 1955, conseguì la licenza in teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e dal 1958 fu stabilmente a Bologna, città alla quale ha legato gran parte della sua vita religiosa e accademica.
Accanto all’insegnamento, padre Duci svolse numerosi incarichi nella comunità dehoniana e nella vita culturale ed ecclesiale: fu prefetto degli studi, bibliotecario, consigliere e segretario provinciale; insegnò inoltre presso lo Studio Teologico di Bologna e gli Istituti di Scienze Religiose di Bologna e Imola. Collaborò a lungo anche con riviste come Il Regno e Settimana.
La sua teologia fu sempre profondamente legata alla vita della Chiesa e alla ricerca spirituale. In una delle espressioni che meglio ne riassumono il profilo, amava dire: «Ho imparato a far l’alunno di me stesso», frase che restituisce bene il tratto di un uomo di studio rimasto umile fino alla fine.
Negli ultimi anni, segnati dalla fragilità della salute, aveva trovato nella comunità di Bolognano un nuovo spazio di fraternità e serenità. Anche in quella stagione più fragile della vita ha saputo custodire il gusto delle relazioni semplici, dei momenti condivisi, della gioia quotidiana. Guardava a quel tempo non come a un declino, ma come a un’ opportunità di comunione ricevuta e donata. Di lui resta così l’immagine di un sacerdote e di un maestro che, fino alla fine, ha continuato ad abitare la vita con gratitudine, mitezza e fiducia.


