Aveva 87 anni

È morto don Racilio Elmi

Giovedì 20 Agosto alle ore 10.30 i funerali nella chiesa parrocchiale di Lizzano in Belvedere

Lunedì 17 agosto, all’età di 87 anni è morto  il canonico Racilio Elmi.

Nato a Vigo di Camugnano il 30 maggio 1939 ed entrato giovanissimo nel seminario Arcivescovile, dopo gli studi teologici presso il Seminario Regionale di Bologna è stato ordinato presbitero dal Card. Arcivescovo Giacomo Lercaro il 25 luglio 1967. Assegnato come Vicario cooperatore ad Anzola dell’Emilia,  dal 1970 al 1978 è stato Parroco di Querciola e poi dal 1978 al 2022 a Lizzano in Belvedere, dove è rimasto ad abitare e a svolgere il servizio di officiante.
E’ stato inoltre Amministratore parrocchiale a Grecchia e Gabba (1979-83) e a Querciola (1983-93). Ha retto inoltre le parrocchie di Monte Acuto delle Alpi e di Pianaccio per pochi mesi nel 1986, prima della loro soppressione e aggregazione a Lizzano.   Dal 1971 al 1986 ha insegnato Religione nelle scuole Medie di Lizzano.
Dal 1982 al 1985 è stato Vicario Pastorale del Vicariato di Porretta.
Nel 1993 era stato nominato Canonico della Collegiata di S. Giovanni in Persiceto.
Da alcuni giorni don Racilio era ricoverato nell’ospedale di Porretta Terme, e nelle ultime ore era entrato in coma. È morto intorno alle ore 12 del 17 Agosto 2026, proprio nel giorno della festa di San Mamante, patrono di Lizzano in Belvedere.
La Messa esequiale, presieduta dal Vicario Generale per la sinodalità Don Angelo Baldassarri, è stata celebrata Giovedì 20 Agosto alle ore 10.30 nella chiesa parrocchiale di Lizzano in Belvedere. Poi la salma è stata deposta nel cimitero di Lizzano, accanto a quella del predecessore.
Mercoledì 19 agosto alle ore 15.30 la chiusura della bara in camera mortuaria Porretta; nel viaggio verso Lizzano la salma ha fatto una sosta davanti al santuario di Querciola ed è stata portata in chiesa a Lizzano dove alle ore 20.30 si è tenuta una veglia di preghiera.
«Ci uniamo come presbiterio, diaconi e chiesa diocesana  hanno scritto i Vicari Generali in una comunicazione rivolta ai sacerdoti e ai diaconi – nella preghiera per don Racilio insieme ai suoi famigliari e alle sue comunità parrocchiali».
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«Caro don Racilio, è un momento di grande commozione per noi ritrovarci con te a pregare in questa chiesa, in cui tu, per quasi 50 anni hai cercato insistentemente il tuo Dio e hai desiderato che sempre tutto fosse pronto e ben preparato perché la gente delle tue comunità e tutti coloro che qui arrivavano trovassero lo spazio per l’incontro con Dio, in cui essere consolati, illuminati, rafforzati per tornare nella vita con una gioia e un forza rinnovata». Così don Angelo Baldassarri, vicario generale per la Sinodalità, ha iniziato la sua omelia nella Messa funebre per monsignor Racilio Elmi, nella chiesa parrocchiale di Lizzano in Belvedere.

«Ciascuno di noi oggi, venendo a darti il saluto nella fede, è qui a pregare per te – ha proseguito – ma anche a chiedere a te, che ora in modo nuovo ci accompagni e ci sostenga nel nostro cammino. Don Racilio aveva la certezza che è in Dio creatore che possiamo imparare a vivere: lui ci ha fatti e da lui possiamo capire al meglio qual è la strada della vita. Il mondo è confuso perché pensa di fare meglio senza Dio, ma Dio non si arrende e come un Padre è sempre pronto per condurci nel cammino. Nel suo essere prete, si è immaginato educatore, che è chiamato ad accompagnare prendendo per mano a scoprire il rinnovamento di vita e del cuore che Dio può realizzare in ciascuno di noi. Un’esperienza che per noi diventa vicina e appassionante nella Chiesa».

Don Baldassarri ha poi ricordato don Racilio come «un prete stretto indissolubilmente alla sua gente, che voleva camminare e lavorare con gli altri preti. Coglieva ogni occasione per far catechesi, e ci ha parlato tantissimo con i suoi gesti. Ruolo del prete, diceva, è chiamare instancabilmente tutti, regalando a tutti la “veste da matrimonio” che viene dal perdono e dalle tante occasioni di grazia della Chiesa»

E ha concluso: «Caro don Racilio, preghiamo ora e pregheremo per te come tu tante volte hai pregato per la parte di comunità sempre più grande che aveva già attraversato il passaggio della morte. Ci consola la certezza di fede con cui hai vissuto questo passaggio, dandoci appuntamento da Dio e dicendoci: “Vi aspetto in Paradiso!”».

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