«Caro don Racilio, è un momento di grande commozione per noi ritrovarci con te a pregare in questa chiesa, in cui tu, per quasi 50 anni hai cercato insistentemente il tuo Dio e hai desiderato che sempre tutto fosse pronto e ben preparato perché la gente delle tue comunità e tutti coloro che qui arrivavano trovassero lo spazio per l’incontro con Dio, in cui essere consolati, illuminati, rafforzati per tornare nella vita con una gioia e un forza rinnovata». Così don Angelo Baldassarri, vicario generale per la Sinodalità, ha iniziato la sua omelia nella Messa funebre per monsignor Racilio Elmi, nella chiesa parrocchiale di Lizzano in Belvedere.
«Ciascuno di noi oggi, venendo a darti il saluto nella fede, è qui a pregare per te – ha proseguito – ma anche a chiedere a te, che ora in modo nuovo ci accompagni e ci sostenga nel nostro cammino. Don Racilio aveva la certezza che è in Dio creatore che possiamo imparare a vivere: lui ci ha fatti e da lui possiamo capire al meglio qual è la strada della vita. Il mondo è confuso perché pensa di fare meglio senza Dio, ma Dio non si arrende e come un Padre è sempre pronto per condurci nel cammino. Nel suo essere prete, si è immaginato educatore, che è chiamato ad accompagnare prendendo per mano a scoprire il rinnovamento di vita e del cuore che Dio può realizzare in ciascuno di noi. Un’esperienza che per noi diventa vicina e appassionante nella Chiesa».
Don Baldassarri ha poi ricordato don Racilio come «un prete stretto indissolubilmente alla sua gente, che voleva camminare e lavorare con gli altri preti. Coglieva ogni occasione per far catechesi, e ci ha parlato tantissimo con i suoi gesti. Ruolo del prete, diceva, è chiamare instancabilmente tutti, regalando a tutti la “veste da matrimonio” che viene dal perdono e dalle tante occasioni di grazia della Chiesa»
E ha concluso: «Caro don Racilio, preghiamo ora e pregheremo per te come tu tante volte hai pregato per la parte di comunità sempre più grande che aveva già attraversato il passaggio della morte. Ci consola la certezza di fede con cui hai vissuto questo passaggio, dandoci appuntamento da Dio e dicendoci: “Vi aspetto in Paradiso!”».

