Martedì 17 febbraio

Il messaggio dell’Arcivescovo per l’inizio della Quaresima

Zuppi: «Cerchiamo luce in tanto buio»

Fra le iniziative anche il Sussidio per l’ascolto quotidiano della Parola redatto dall’Ufficio catechistico diocesano

Di seguito il testo inviato dal cardinale Matteo Zuppi a tutta l’Arcidiocesi per l’inizio della Quaresima:

A tutta l’Arcidiocesi di Bologna

Carissimi,

inizia il cammino della Quaresima. Cerchiamo luce in tanto buio. Ci aiuta il messaggio di Papa Leone, il suo invito ad ascoltare, digiunare e a pensarsi insieme. Ne abbiamo bisogno per continuare ad essere pellegrini di speranza in un mondo così sofferente e impaurito, teatro di guerre terribili e senza fine. Non possiamo abituarci.

L’epoca della forza irride il dialogo e l’umile lavoro per la pace e la riconciliazione. La Quaresima ci permette di cambiare, di sfuggire alla globalizzazione dell’impotenza per cui sembra non sia possibile fare nulla. Cambiamo per essere cristiani disarmati e consapevoli, credenti che vivono e testimoniano l’amore che Cristo continua a generare nei loro cuori.

Con Papa Leone «ci interroga con particolare serietà, al termine dell’Anno giubilare, la ricerca spirituale dei nostri contemporanei, molto più ricca di quanto forse possiamo comprendere». Sono tanti «che in un mondo travagliato come il nostro, per molti aspetti respingente e pericoloso, sentono l’esigenza di andare, di cercare». (Leone XIV, 6 gennaio 2026) Ecco perché cambiare, a partire dal nostro cuore. Sento questo impegno, che è anzitutto personale, importante e decisivo anche nelle nostre comunità. Occorre liberarle da tutto ciò che indebolisce la comunione o la mette apertamente in discussione, fa crescere il pregiudizio, semina divisione, favorisce una lettura mondana e malevola della Chiesa, con categorie che non le appartengono, politiche o miseramente da pettegolezzo.

La Quaresima è il tempo opportuno per cercare l’unità, per riconciliarci, per liberarci dalla presunzione che fa giudicare senza amare o da credere di difendere la Chiesa offendendola, colpendola con livore o semplicemente isolandosi e sottraendosi dalla comunione. Non c’è pace senza unità.

Nel messaggio per la Quaresima – di cui riporto di seguito alcune citazioni – Papa Leone ci ha chiesto di ascoltare, di lasciarci raggiungere dalla Parola, accogliendola con docilità di spirito. È un invito che ci arriva nel pieno dell’anno che abbiamo dedicato proprio alla Parola «per prestare l’orecchio alla voce del Signore e rinnovare la decisione di seguire Cristo». Il Santo Padre incalza: «quest’anno vorrei richiamare l’attenzione, in primo luogo, sull’importanza di dare spazio alla Parola attraverso l’ascolto, poiché la disponibilità ad ascoltare è il primo segno con cui si manifesta il desiderio di entrare in relazione con l’altro».

Lasciamoci istruire oggi da Dio ad ascoltare come Lui, fino a riconoscere che «la condizione dei poveri rappresenta un grido che, nella storia dell’umanità, interpella costantemente la nostra vita, le nostre società, i sistemi politici ed economici e, non da ultimo, anche la Chiesa». Chi ascolta la Parola, ascolta il suo prossimo e la voce dei fratelli più piccoli di Gesù. Vi raccomando, a tal proposito, il sussidio del nostro Ufficio Catechistico, per un momento di ascolto quotidiano della Parola in questo Tempo di Quaresima, pensato anzitutto per le famiglie del catechismo, ma utile e prezioso per tutti: Clikka qui per il Sussidio

Il digiuno costituisce una pratica concreta che dispone all’accoglienza della Parola di Dio. Praticarlo rende più evidente ciò di cui abbiamo “fame” e ciò che riteniamo essenziale per il nostro sostentamento. Serve quindi a discernere e ordinare gli “appetiti”, a mantenere vigile la fame e la sete di giustizia, sottraendola alla rassegnazione, istruendola perché si faccia preghiera e responsabilità verso il prossimo. Papa Leone ha chiesto di digiunare dalle «parole che percuotono e feriscono il nostro prossimo. Cominciamo a disarmare il linguaggio, rinunciando alle parole taglienti, al giudizio immediato, al parlar male di chi è assente e non può difendersi, alle calunnie. Sforziamoci invece di imparare a misurare le parole e a coltivare la gentilezza: in famiglia, tra gli amici, nei luoghi di lavoro, nei social media, nei dibattiti politici, nei mezzi di comunicazione, nelle comunità cristiane. Allora tante parole di odio lasceranno il posto a parole di speranza e di pace».

La pace nel nostro cuore, tra di noi e nel mondo inizia da un cuore disarmato. Solo colui che ha un cuore libero può possedere la pace. La pace non è un fatto geografico ed esteriore; sono io che devo farmi uomo di pace. Per questo dobbiamo non sopportare alcuna violenza nel nostro cuore e nelle nostre relazioni. Disarmiamoci dalle parole offensive, scortesi, dai pregiudizi, dai modi ideologici che non lasciano spazio all’umanità altrui, dalla supponenza che respinge. «Se non ridurremo a monumenti le nostre chiese, se saranno case le nostre comunità, se resisteremo uniti alle lusinghe dei potenti, allora saremo la generazione dell’aurora» (Leone XIV, 6 gennaio 2026). Non il tramonto, ma l’aurora di un tempo nuovo.

Per dare un segno piccolo dell’insistenza necessaria per cambiare e per aiutarci a farlo personalmente, in un momento così decisivo per il mondo e per la Chiesa, chiederei di leggere in tutte le Messe domenicali che si celebrano in Diocesi queste due intenzioni di preghiera:

1. Perché cerchiamo la riconciliazione, perdoniamo e chiediamo perdono, liberiamo i cuori da ogni divisione, dal rancore, dalla diffidenza, dall’odio, perché le nostre comunità siano case di pace e di non violenza, dove nell’amore fraterno tutti possano vedere il riflesso dell’amore di Dio. Preghiamo.

2. Perché in questo mondo, che si abitua alla violenza e la giustifica, Dio liberi al più presto dalla bestemmia del fratello che alza le mani contro il suo fratello, doni la Pasqua della pace, vinca la violenza verso chiunque, specialmente i più deboli, asciughi le lacrime dalle vittime e perché i cristiani siano ovunque e con tutti operatori di pace e giustizia. Preghiamo. Interceda per noi Maria, Madre della Chiesa e Madre nostra, Regina della pace, perché la luce della Resurrezione sia lo spiraglio di luce che faccia sentire tutti infinitamente amati da Dio. Il Signore ci benedica.

+ Matteo M. Card. Zuppi

Arcivescovo

A questo link il Pdf con il messaggio dell’Arcivescovo

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