In Seminario si è svolto nei giorni scorsi un Convegno promosso dall’Ufficio per la Pastorale della salute.L’incontro dal titolo “La cura e l’accompagnamento spirituale in ospedale” è stato un evento formativo rivolto agli assistenti spirituali, ministri ordinati ed istituiti che operano nei luoghi di cura.
Diversi gli interventi che hanno offerto un importante contributo come quello della Dott.ssa. Chiara Gibertoni, Direttore generale dell’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola che ha partecipato non solo per il ruolo che occupa, ma, ha spiegato, anche in qualità di «donna che si occupa anche del bisogno Spirituale dei suoi Pazienti» e ritiene un dovere mettere a disposizione dei malati, dei familiari e di tutto il personale l’Assistenza Spirituale. Ha sottolineato il bisogno spirituale di tutti i lavoratori che operano nella Sanità, che nel Sacerdote o nel Ministro possono riconoscere una figura esterna, ma presente nel luogo di Cura e capace di fornire un conforto diverso da quello unicamente clinico.
Di rilievo anche l’intervento del Prof. Gianni Cervellera, Presidente dell’ Associazione Italiana di Pastorale Sanitaria, esperto di assistenza spirituale per le persone con disagio psichico che è parte dell’Equipe formativa dell’Ufficio nazionale di Pastorale della salute in qualità di «formatore dei formatori.
Presente al Convegno anche Padre Danio Mozzi , Camilliano, responsabile dell’assistenza spirituale dell’Istituto Rizzoli da pochi mesi; è arrivato nella nostra Diocesi come un dono prezioso, segno inequivocabile della premura del Signore per la nostra Chiesa e per chi, in questa terra, spesso arriva da lontano per trovare salute del corpo, lavoro e sicurezza per la sua famiglia, pace e conforto per i grandi dolori che porta nello Spirito e nella carne.
Il momento formativo si è concluso con l’intervento del Cardinale Zuppi che ha ricordato «gli assistenti spirituali svolgono un ruolo che è però di ogni cristiano: la Chiesa infatti non sarebbe tale, mancherebbe al suo mandato se non si prendesse cura di chi soffre, con passione e senza paura; curare chi soffre nel Corpo e nello Spirito, ma anche “curare chi ha il compito di prendersi cura”,



