Giovedì 19 febbraio, alle prime ore del mattino, l’Arcivescovo nel Santuario della Madonna di san Luca ha celebrato una Messa di riparazione in seguito al furto avvenuto nella Basilica nella notte tra il 17 e 18 febbraio.
Una celebrazione vissuta all’inizio del tempo di Quaresima, come risposta di fede e di speranza a un gesto che ha ferito profondamente il Santuario e l’intera comunità ecclesiale.
Erano presenti il Rettore del Santuario, monsignor Remo Resca, il Vicario generale per l’Amministrazione monsignor Roberto Parisini, la comunità del Seminario arcivescovile con monsignor Marco Bonfiglioli, e alcune decine di fedeli, raccolti in preghiera davanti all’immagine della Madonna.
Nell’omelia, il cardinale Zuppi ha invitato a guardare quanto accaduto alla luce del Vangelo, come un richiamo a ritrovare l’essenziale e a non lasciare che il male abbia l’ultima parola.
«Oggi ci ritroviamo davanti alla Sacra Immagine della Madonna – ha detto l’Arcivescovo in un passaggio dell’omelia – che ci aiuta sempre a sentire, a vedere, a contemplare la sua presenza. Di fronte a ciò che è accaduto, ne sentiamo ancora di più quanto essa sia preziosa. Di fronte a una violazione ci si sente perduti, vulnerabili: una delle tante conseguenze del male. Si prova un senso di abbandono, di prostrazione, di impotenza, come se la propria vita fosse stata violata, portata via. E invece proprio questa ferita ci fa riscoprire quanto è preziosa la bellezza che il male tenta di rovinare. Anche questa spoliazione ci interpella. Forse ci chiede se non dobbiamo essere noi a ornarla di più, con il gioiello della nostra vita. Questo è il vero ornamento di Maria: i frutti dell’amore che nascono dall’incontro con Gesù che lei ci mostra. Essere noi l’ornamento della nostra Madre, renderla bella e preziosa con le opere che lei ci affida verso i suoi figli, che sono i nostri fratelli e sorelle, specialmente i più piccoli».
«Arricchiamola con la bellezza di una vita interamente donata – ha aggiunto l’Arcivescovo – come ci suggerisce il Vangelo di Gesù, suo Figlio. Lo sguardo rivolto a lei ci aiuti sempre a contemplare i fratelli; nel suo amore infinito impariamo a riconoscere e ad accendere l’amore umano, quello che rende bella e preziosa la vita, la Chiesa, il nostro cammino. I veri gioielli siamo noi: con la cura per questa casa e per la casa di Maria, che è sempre la comunità dei fratelli e delle sorelle. Questa è anche la riparazione. Avere uno spirito di riparazione significa credere che l’amore ripara ciò che il male viola. Significa sperare che ogni ferita, anche profonda, possa essere guarita».
Al termine della celebrazione, il Cardinale è salito vicino all’Immagine della Madonna, vestita con la riza solenne, di solito utilizzata per la discesa in città.
Qui il comunicato stampa dell’Arcidiocesi in merito al furto al Santuario.
Di seguito l’omelia integrale dell’Arcivescovo pronunciata nella Messa al Santuario di San Luca giovedì 19 febbraio.









