Un incontro tra i Servizi diocesani della regione, alcuni giornalisti esperti e i vescovi Ghizzoni e Beneventi.
La Chiesa rafforza il suo impegno nella tutela dei minori e delle persone vulnerabili attraverso una strategia integrata che dialoga con il mondo della comunicazione e dei giornalisti. È il percorso intrapreso dal Servizio per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili (STM) dell’Emilia-Romagna durante l’incontro organizzato alla Fondazione Lercaro di Bologna, che ha visto un confronto tra quanti operano nei STM e alcuni giornalisti impegnati nelle diocesi per la comunicazione.
“Il nostro lavoro – ha spiegato Alessandro Rondoni, direttore dell’Ufficio Comunicazioni sociali della Ceer e dell’Arcidiocesi di Bologna e che ha collaborato con don Davalli per l’organizzazione del percorso – è al servizio di un’informazione che sa anche formare una nuova mentalità, una cultura della tutela, non solo dell’emergenza. Certo, ci sono casi spinosi da affrontare e la dignità umana va sempre preservata, servono trasparenza, coraggio e parole giuste, e comunicare il positivo e la ricchezza che la comunità offre anche in termini di fiducia. È il momento di comunicare senza indugi, forgiando un’alleanza solida tra il mondo della comunicazione e i Servizi diocesani. Oggi condividiamo la nostra esperienza per tracciare una rotta chiara: formare una consapevolezza diffusa sulla tutela, curare chi cura ed elevare la comunità a baluardo di sensibilità umana. Non è un io ma un noi che educa, una comunità educante, una comunità che educa a porte aperte”.
