In Cattedrale

Un candidato al diaconato permanente

L’Arcivescovo ha rivolto al candidato l’invito a coltivare a fondo la propria vocazione

Questo contenuto non è disponibile per via delle tue sui cookie

“Siamo chiamati ad essere santi non per merito, ma perché chiamati”.

Queste le parole del Cardinale Zuppi nell’omelia della messa celebrata domenica in Cattedrale per l’ammissione tra i candidati al diaconato di Mauro Varotto, della parrocchia di San Vincenzo de Paoli. Il Cardinale ha riflettuto sul brano del Vangelo in cui Giovanni Battista indica Gesù come “l’agnello di Dio”. L’immagine dell’agnello è in netto contrasto con “questa stagione della forza, anticristiana perché schiaccia i piccoli, divide, uccide la persona“. Giovanni Battista indica un agnello come la via del cielo”, ha detto ancora l’arcivescovo: “Gesù è un agnello e disarmato disarma. Viene incontro, non aspetta che siano gli altri a cercarlo”.

Il Cardinale ha denunciato con forza una cultura che “arriva a elogiare l’arte della guerra, costringendo ad esercitarsi in questa disprezzando l’arte cristiana e umana della pace, come fosse un sogno fuori dalla storia“. E ha esortato: “Scegliamo di andare incontro al prossimo con mitezza e umiltà, senza paura. C’è tanto bisogno di uomini così, sono questi che cambiano la terra e liberano dal male“.

Rivolgendosi a Mauro Varotto, Zuppi ha sottolineato che “il diacono serve. Gesù è il servo, tanto da mettersi il grembiule, perché questo è l’unico potere del cristiano“. Nella esortazione precedente il rito di ammissione, l’Arcivescovo ha rivolto al candidato l’invito a coltivare a fondo la propria vocazione, avvalendosi soprattutto di quei mezzi che la comunità mette a sua disposizione. Chiamato per nome da don Giuseppe Scotti, responsabile del diaconato permanente Mauro ha espresso davanti al vescovo e all’assemblea il proprio proposito. Sempre accanto a lui, la moglie Angela, che ha espresso il suo consenso al cammino verso l’ordine diaconale del suo sposo per il servizio alla comunità cristiana. Mauro 63 anni è originario della parrocchia di San Vincenzo de  Paoli, nella quale svolge il ministero di lettore istituito. Perito metalmeccanico, ha lavorato fino alla pensione, due anni fa. Sposato con Angela, ha tre figli e in parrocchia si impegna nella animazione liturgica, nel servizio Caritas e fa anche parte del comitato della zona pastorale.

condividi su