L’Arcivescovo ha guidato la Veglia diocesana delle Palme
La Veglia diocesana delle Palme, sabato 28 marzo, ha aperto la Settimana Santa che introduce le festività pasquali. Sul sagrato della Basilica di San Petronio, l’Arcivescovo, card. Matteo Zuppi, ha presieduto la benedizione degli ulivi. Centinaia di fedeli si sono ritrovati in Piazza Maggiore, partecipando poi alla processione con palme e rami d’ulivo che ha attraversato Piazza del Nettuno e via Indipendenza, fino a raggiungere la Cattedrale di San Pietro, dove si è svolta la Veglia delle Palme.
Tema della serata, “Il profumo della Pasqua”, filo conduttore di un momento intenso di preghiera, meditazione e canto. Al centro della veglia anche la Lectio divina proposta da don Fabrizio Marcello, biblista e docente della Fter, che ha aiutato i presenti ad entrare nel significato spirituale dei giorni santi con una meditazione sul Vangelo dell’unzione di Betania (Gv, 12, 1-11).
Nell’omelia, l’arcivescovo Zuppi ha richiamato l’immagine evangelica del profumo di Maria, segno di un amore che si dona senza misura: «Sentiamo anche noi questa sera il profumo di Maria, quello dell’amore che si spande e aiuta a credere nell’amore. Ne abbiamo bisogno». Un amore – ha sottolineato – più forte dell’angoscia e della paura, capace di accompagnare il cammino della Passione.
Scarica qui il testo completo dell’omelia dell’Arcivescovo
Nell’omelia, l’arcivescovo Zuppi ha richiamato l’immagine evangelica del profumo di Maria, segno di un amore che si dona senza misura: «Sentiamo anche noi questa sera il profumo di Maria, quello dell’amore che si spande e aiuta a credere nell’amore. Ne abbiamo bisogno». Un amore – ha sottolineato – più forte dell’angoscia e della paura, capace di accompagnare il cammino della Passione.
Scarica qui il testo completo dell’omelia dell’Arcivescovo
Il richiamo è stato a vivere questi giorni come tempo di scelta e conversione: «Sono giorni in cui farci toccare da un amore così grande e prezioso – ha detto – giorni di cambiamento, di lacrime asciugate, di croce e di resurrezione, di buio e di luce». Non un semplice ricordo, ma un incontro vivo: la Parola «non è un racconto», ma presenza che interpella e orienta la vita.
Il “profumo” di cui parla il Vangelo diventa così criterio per discernere: da una parte l’amore gratuito, dall’altra la logica del calcolo. E ha denunciato con forza le contraddizioni di un mondo che spreca risorse e vite, segnato da «odore di morte» nelle guerre, nelle violenze e nell’indifferenza.
Di fronte a tutto questo, il cristiano è chiamato a diffondere un altro profumo, quello dell’amore concreto: prendersi cura dei più fragili, dei poveri, di chi soffre. «Chi si prende cura, chi accompagna, chi protegge – ha ricordato – diventa riflesso dell’amore di Gesù».
Alla celebrazione erano presenti e due Vicari generali, don Angelo Baldassarri e mons. Roberto Parisini, insieme a don Davide Baraldi, Vicario Episcopale per il Settore Formazione Cristiana.
La fotogallery a cura di Elisa Bragaglia e Antonio Minnicelli





































