Il tema di quest’anno è «La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell’altro»
È ormai prossima la 34ª Giornata mondiale del Malato (Gmm), che si celebra l’11 febbraio, e vorrei parlarne in modo adeguato; per farlo, credo sia indispensabile entrare nel cuore del Vangelo ed imparare dalle parabole di Gesù quale fosse l’obiettivo che si era prefisso nella sua vita terrena. Certamente un aspetto fondamentale è questo: la Salvezza passa attraverso il prendersi cura gli uni degli altri. Il tema della Giornata del Malato di quest’anno è: «La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell’altro».
Bellissima la riflessione teologica preparata dall’Ufficio nazionale di Pastorale della Salute, che è stata inviata a tutti i parroci, ai cappellani ospedalieri e alle comunità religiose della Diocesi. Invito tutti a leggerla, perché potrebbe essere uno strumento prezioso di preghiera per le nostre comunità.
Vorrei delineare con voi il cammino che la nostra Chiesa locale sta compiendo nella ricerca di essere presenza efficace nel mondo della sofferenza.
La malattia è una grande prova per ogni uomo, per la società in cui viviamo, per il nostro Servizio sanitario nazionale, per la Chiesa e per le nostre comunità cristiane. Voglio sottolineare tutti questi ambiti perché sono di nostra competenza ed è dovere per ciascuno di noi fare una seria analisi del momento presente, esaminare i confini del problema e caricarci della ricerca delle possibili soluzioni. In qualità di persone cristiane, sappiamo di poter contare sulla grande forza della Comunità e sulla luce dello Spirito Santo che non mancherà di illuminarci e renderci efficaci, ogni volta che ci riuniamo per studiare, per pensare, per analizzare la situazione alla luce della Parola di Dio.
Alla comunità cristiana da sempre il mondo laico si rivolge per trovare sostegno e risposte al mistero del dolore. Su questo molto cammino è ancora da fare, ma un passo certo è in atto: la Chiesa di Bologna ha scelto la prossimità ai sofferenti, alle famiglie che vivono la fatica di assistere un anziano, che sperimentano la separazione della morte. Questo avviene attraverso l’aiuto dato dalle persone di buona volontà che si mettono a disposizione per stare accanto a chi soffre: i cappellani ospedalieri, i volontari, i caregivers, i familiari dei malati, degli anziani, delle persone disabili, tutti gli operatori sanitari che prestano il loro lavoro nei luoghi di cura: sono una schiera infinita di collaboratori del Buon Samaritano, sono locande improvvisate!
Il calendario degli appuntamenti per questa Giornata del Malato, come sempre, vuole coinvolgere varie comunità, varie Zone pastorali e più persone possibili con strumenti diversi. La «Lectio pauperum» resta un punto fisso dei nostri appuntamenti; un momento di preghiera in cui la vita di chi soffre e di chi cura viene accolta dall’assemblea come Parola di Dio al nostro tempo, efficace ed unica. Si terranno sabato 7 febbraio alle 15.30 a Dodici Morelli, nella Sala parrocchiale (via Dodici Morelli, 2 – Cento); domenica 8 febbraio in due sedi a Bologna, sempre alle 16: nella chiesa di San Michele in Bosco (piazzale San Michele in Bosco, 3) e nella parrocchia di Santa Teresa del Bambin Gesù (via A. Fiacchi, 6).
Le celebrazioni eucaristiche nei luoghi di cura saranno curate dai cappellani, in tutti gli ospedali dell’Ausl e nel policlinico universitario. Auspichiamo che anche nelle Cra e nelle case di riposo vi siano incontri con gli ospiti ed i familiari; restiamo a disposizione per collaborare alla riuscita ovunque. Il nostro Pastore, il cardinale Matteo Zuppi, presiederà la Veglia del 12 febbraio alle 20.45 nella chiesa del Cuore Immacolato di Maria (via G. Mameli, 5); siamo tutti invitati per alzare al Signore preghiere, lodi ed intercessioni. L’itinerario di preghiera si concluderà con la celebrazione eucaristica presieduta sempre dall’Arcivescovo e animata dall’Unitalsi domenica 15 febbraio alle 15 nella Basilica di San Paolo Maggiore.
Al termine di questa riflessione, una cosa mi pare particolarmente significativa: il prendersi cura di chi soffre è compito di ogni donna e uomo che desidera seguire Gesù. La nostra Chiesa ha, da sempre, un ruolo fondamentale in questo ambito e trova nella prossimità alla persona sofferente e a chi si avvicina alla morte, l’essenza del suo esistere ed il motivo di gioia vera.
Magda Mazzetti,
Direttrice dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute






