Domenica di Pasqua nelle prime ore del mattino, la Cattedrale si è riempita dei canti e dei colori della tradizione orientale..La numerosissima comunità ucraina è stata accolta per la celebrazione della Divina Liturgia della Risurrezione in rito bizantino. A presiedere la celebrazione è stato don Mykhailo Boiko, parroco della comunità di San Michele, in una liturgia intensa, segnata dalla gioia pasquale ma anche dal peso di una sofferenza ancora viva.
Al termine, prima della tradizionale benedizione dei cestini pasquali, è giunto il saluto del Cardinale Matteo Maria Zuppi, accolto con affetto dai fedeli. «È una grande gioia vedervi qui, in tanti — ha detto — perché la Cattedrale è la madre di tutte le chiese di Bologna. È una casa dove tutti ci sentiamo a casa». Parole semplici e profonde, che hanno voluto esprimere vicinanza e comunione, in un tempo segnato da una guerra che dura ormai da anni.
Il Cardinale ha richiamato con forza il dramma vissuto dal popolo ucraino: «Quattro anni di guerra, incredibile dolore, tante lacrime, tanta paura e incertezza». Ma dentro questo scenario ha indicato anche una luce: quella della Pasqua. «Il Signore è risorto — ha detto — perché il male sia sconfitto, perché ci sia la pace, perché l’odio sia vinto dal perdono». Un pensiero si è fatto poi concreto impegno. Zuppi ha ricordato la recente visita ad Assisi insieme all’ambasciatore ucraino presso la Santa Sede, per affidare a Francesco d’Assisi la preghiera per la pace. E ha espresso il desiderio di recarsi presto in Ucraina, in continuità con l’opera di Papa Francesco e di Papa Leone XIV, per sostenere ogni sforzo umanitario: dal ritorno dei prigionieri a quello dei bambini, fino alla restituzione delle salme.
«La vostra sofferenza è la nostra sofferenza — ha aggiunto — le vostre lacrime sono le nostre lacrime». Un legame che non è solo di solidarietà, ma di fraternità profonda. E infine, l’annuncio che è anche promessa: «La gioia ci sarà, perché ci sarà la pace». Un invito a crederci e a costruirla, a partire da ciascuno. Il saluto si è concluso con le parole della fede condivisa: «Cristo è risorto. Christos voskres». Un annuncio che, in cattedrale, è diventato insieme preghiera, speranza e impegno per la pace.
