Fino al 22 febbraio è ancora possibile visitare al Museo civico Medievale la mostra “Bartolomeo Cesi (1556-1629). Pittura del silenzio nell’età dei Carracci”.
A cavallo tra il cinquecento e seicento, mentre il panorama artistico bolognese fu dominato dalla rivoluzione naturalista dei Carracci. Il Cesi seppe imporre un linguaggio alternativo e vincente, rivolto in particolare a temi di carattere religioso, segnato dalla solennità e dalla contemplazione mistica. L’esposizione, nell’ambito delle iniziative del Giubileo 2025, è promossa dal Comune di Bologna e dall’Arcidiocesi di Bologna, con la partecipazione dei Musei nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna.
Ai nostri microfoni la professoressa Vera Fortunati, curatrice della mostra e tra i massimi esperti dell’arte di Bartolomeo Cesi.
