Mercoledì 11 in Cattedrale si è svolta la prima serata con il poeta Andrew Faber, la psicologa Laura Pirotta. Mercoledì 25 il dialogo fra l’Arcivescovo ed il giornalista Lucio Caracciolo
Anche quest’anno vengono proposte le «Notti di Nicodemo», un viaggio appassionato tra fede, cuore e ragione, dove le grandi domande dell’uomo si intrecciano con le voci più vibranti della cultura contemporanea. L’anno scorso le serate hanno posto l’attenzione sulla speranza. Quest’anno invece l’Arcivescovo dialogherà i mercoledì 11 e 25 febbraio alle 20.45 in Cattedrale sul tema della parola che genera un incontro personale e la pace a livello internazionale.
Don Davide Baraldi, vicario episcopale per la Formazione cristiana, presentando le serate, sottolinea il fatto che «il valore più importante della parola è quello di favorire la comunione tra le persone. Seguendo il tema pastorale dell’Anno della Parola, il cardinale Matteo Zuppi si confronterà con ospiti d’eccezione sul potere della parola: forza capace di generare incontri autentici e tesoro da riscoprire nelle relazioni personali nella prima serata, risorsa indispensabile per costruire ponti nelle relazioni internazionali nella seconda serata.
La parola che aiuta ad abitare il silenzio. La speranza che lenisce le sofferenze. La gentilezza, firma concreta per la pace da costruire ogni giorno. Custodire voce del verbo proteggere, coltivare, ascoltare. Sono alcuni passaggi chiave del primo incontro de «Le notti di Nicodemo» 2026 che si è svolto mercoledì scorso in Cattedrale, con il dialogo dell’Arcivescovo con il poeta Andrew Faber e la psicologa Laura Pirotta.
«La Parola si fa incontro interpersonale» è stato il tema del primo appuntamento degli incontri proposti dalla Chiesa di Bologna e animati
dall’Équipe dell’Ufficio diocesano per la Pastorale universitaria. «Qualche volta siamo distanti dal capire cosa c’è dentro il cuore dei giovani – ha affermato il cardinale Zuppi -. Credo che questo scambio, questo dialogo ci aiuterà a rispondere alle domande più vere, più profonde,
quelle per cui il Signore ci ha affidato la sua parola, perché diventi le nostre parole che parlano al cuore, che indicano la sua presenza nella nostra vita, che segnano la strada da seguire. Perché Lui si è fatto Parola per essere via, verità e vita».
Era presente don Davide Baraldi, vicario episcopale per la Formazione cristiana e promotore dell’iniziativa: «Vorremmo recuperare – ha detto – la potenza della parola e gli ospiti sono specialisti in questo. Andrew Faber usa la parola per la poesia e la poesia genera un incontro di sentimenti, di emozioni, anche a distanza. Tantissimi mi hanno detto di lui: “Io lo conosco senza averlo mai conosciuto”.
Laura Pirotta usa la parola nel suo lavoro di psicologa, nella terapia clinica e ci insegna che la parola può guarire, può attivare storie e vissuti». La poesia per capire meglio se stessi, la vita e gli altri. Parole che guariscono, che curano, che ascoltano, che creano ponti, che cullano e sanno dare un nome alle emozioni e fanno crescere, questo è il messaggio del poeta Andrew Faber: «La poesia è stato un incontro importante per la mia esistenza, qualcosa che mi ha cambiato la vita per sempre, a cui non rinuncerei. Spero di riuscire a trasmettere alle persone, soprattutto più giovani, questa passione». Il poeta ha anche letto in anteprima un suo componimento scritto per la serata e che parla di pace: «Fate il bene che potete ma non quello perfetto, quello possibile, quello che vi riesce anche nei giorni storti. Fate il bene quando siete di fretta, tenere una porta, rispondere con calma, non trattare male chi non c’entra niente con la vostra rabbia. Fate il bene anche quando non torna indietro che non è un investimento, è una direzione».
Laura Pirotta invece ha raccontato la sua esperienza da psicologa clinica: «Mi accorgo sempre di più che le per sone arrivano a me proprio perché non riescono più ad essere ascoltate. La parola passa prima di tutto dall’esserci per l’altro. Essere custodi della propria anima». È stato ripreso anche un passaggio del suo ultimo libro «Guarire le ferite dell’anima con Gesù» (edizioni San Paolo): «Quante volte di fronte alle difficoltà ti chiedi “perché proprio a me?”. È una domanda naturale che nasce dal dolore, ma se posta con fede e con apertura può trasformarsi in una chiave per comprendere il disegno di Dio. “Signore cosa vuoi comunicarmi attraverso questa prova? Cosa devo imparare?”».
A moderare la serata don Josè Yanzon e Ilaria Bassotti, dell’Équipe della Pastorale universitaria. Ilaria ha sottolineato: «Queste Notti sono state pensate ripensando all’incontro di Nicodemo con Gesù: un dialogo profondo». Per don José «È stata un’autentica e bellissima esperienza di lavoro, a partire alla preparazione con Faber e Pirotta».
Il prossimo incontro si terrà mercoledì 25 febbraio alle 20.45, sempre in Cattedrale. Il tema sarà «La Parla si fa incontro internazionale»: l’Arcivescovo, nel corso della serata, dialogherà con Lucio Caracciolo, fondatore e direttore della rivista di geopolitica internazionale «Limes».
Lunedì 16 alle 19 su Tv2000 andrà in onda un servizio di approfondimento della serata nella trasmissione «In Cammino».
Luca Tentori
Il secondo appuntamento è mercoledì 25 febbraio, sempre alle 20.45. Qui il tema sarà l’uso della parola per costruire la pace a livello internazionale. Anche questa è una situazione fortemente tradita e appesantita dall’uso distorto delle parole. Ne parleranno Lucio Caracciolo, fondatore e direttore della rivista «Limes», uno dei maggiori esperti italiani in geopolitica e le sue analisi affrontano i temi più scottanti del mondo da diversi punti di vista: geografico, politico, sociologico, giuridico, economico e diplomatico.






