Messa per il 100° della consacrazione del Santuario della Beata Vergine di Bonaria a Cagliari

Quanta gioia oggi anche per noi invitati a salire in questa bellissima stanza al piano superiore, discepoli del Signore riuniti intorno alla Madre alla quale siamo affidati e che ci è affidata! Questa casa ha unito tutte le Chiese della Sardegna e oggi io vivo e desidero che sentiate la comunione con le Chiese di tutto il nostro amato Paese. E penso ai tanti figli di questa terra che sono dovuti andare lontano e che oggi sono intimamente e spiritualmente insieme a noi. Quando stiamo con il Signore e con sua Madre il cuore trova pace e sempre si allarga. Contempliamo radunate qui le genti di tutto il Mare Nostrum, che vogliamo resti tale e ci aiuta a ritrovare il noi, abbattendo i muri, scegliendo le vie dell’incontro e del dialogo e non quelle drammatiche della forza e della guerra. Nostro, e per questo capace di proteggere la vita perché non può e non deve essere un cimitero dove troppe persone ancora scompaiono.

Il Mare Nostrum ci ricorda che non possiamo accettare la guerra come modo per risolvere i conflitti, e gli effetti collaterali come la condanna a morte di bambini, donne e uomini che diventano bersagli. La Sardegna di questo Mare Nostrum è un crocevia naturale e privilegiato, come attesta la vostra storia, e rappresenta anche il vostro futuro. Paolo VI disse che qui “convergono dal poligono mediterraneo le più antiche e le più varie linee etniche e storiche, ma voi ne costituite una sintesi quanto mai caratteristica e relativamente uniforme”. Nel centenario della dedicazione ringraziamo per il dono di questa casa, porto di protezione e di pace per tutti e aperto sul mondo, aria buona in tanto inquinamento di violenza e di odio. Ci sentiamo, spesso, perduti davanti a tanta confusione e complessità, che è come un mare che incute paura e che ci spinge a chiuderci, che fa crescere la diffidenza e l’inimicizia. Lasciamo che questa nostra Madre ci guardi con tenerezza: ci riconcilia con noi stessi, ci fa sentire figli e figli amati, sa capire il profondo del nostro cuore, anche quello che noi stessi facciamo fatica a esprimere.

Questa nostra Madre ci aiuta a riconoscere nel prossimo, chiunque esso sia, il suo figlio, anche lui affidatogli da Gesù e che è, quindi, nostro fratello. Il suo amore di Madre ci aiuta a brillare come stelle capaci di trasmettere luce perché ci incoraggia ad amare nel buio della solitudine e nel grigiore dell’indifferenza. E questo ci aiuta a scegliere, perché ci aiuta a donare, la vita è dono e solo il dono fa trovare a noi quello che cerchiamo e al prossimo quello di cui ha bisogno.  «Solo a partire da un “tu” l’”io” può trovare sé stesso. Solo se è accettato, l’“io” può accettare sé stesso. Chi non è amato non può neppure amare sé stesso», disse con sapienza Papa Benedetto XVI. A volte pensiamo che non possiamo far nulla. Non è vero. La pace inizia da noi e questa Madre disarma i nostri cuori, le nostre mani, i nostri giudizi, i rancori che a volte segnano tutta la vita. E vogliamo che oggi da questa casa di solo amore parta una grande forza di pace. Amare questa Madre significa aiutarla: non lasciamola sola! Lei è il riparo in un mare che si rivela terribile, minaccioso, imprevedibile, come è la vita scossa dalla forza del male. Aiutiamola perché i nostri cuori e le nostre comunità siano dei porti, perché, come diceva San Giovanni Crisostomo: “L’uomo misericordioso è un porto per chi è nel bisogno. Anche tu quando vedi un uomo che ha sofferto il naufragio della povertà, non giudicare, non chiedere conto della sua condotta, ma liberalo dalla sventura. L’amore sincero si dimostra non mangiando insieme, non parlandosi alla buona, non lodandosi a parole, ma osservando e preoccupandosi di ciò che è utile al prossimo, sorreggendo chi è caduto, cercando il bene del prossimo più del proprio. L’amore non guarda ai propri interessi, ma prima che ai propri guarda a quelli del prossimo, per vedere, attraverso quelli, i propri”.

Il libro degli Atti ci riporta i nomi di chi era presente in quella stanza. La Chiesa non è anonima e l’amore rende ogni nome una persona e l’altro il mio prossimo. Qui ci sentiamo tutti a casa e siamo aiutati a trovare la relazione con i fratelli e le sorelle. Qui ritroviamo la gioia di essere concordi, di pensarci insieme, di essere fratelli tutti perché siamo con questa nostra Madre. Concordi significa anche vivere con il cuore. Cosa succede quando siamo senza pietà e senza amore? Maria ci aiuta a rispondere alla nostra vocazione di figli di Dio, “scelti per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità”.  “Se vogliamo essere cristiani, dobbiamo essere mariani”, disse Papa Paolo VI, perché Maria apre a noi la via che a Lui ci conduce. Maria è la nostra alleata che ci spinge a essere artigiani di pace. Maria, presenza consolatrice d’ogni nostro dolore. Ci insegna ad essere buoni, semplicemente buoni, forti e pieni di pietà con tutti. Maria Regina della pace ci aiuta a essere capaci di riconciliare, dando e chiedendo perdono, disarmando i cuori e le mani, e perché senza giudizi ed armi, sappiamo vedere in tutti il fratello e ci aiutiamo a riconoscerlo nel prossimo. Prendiamola con noi Maria, come fece Giovanni. Custodiamola nella preghiera e nella carità, perché è quello che abbiamo di più prezioso, e così forti di Lei rendiamo il mondo una famiglia, iniziando dal trattare con amicizia e rispetto chiunque incontriamo. Come a Gerusalemme lo Spirito ci insegnerà a parlare la lingua che tutti comprendono nel loro intimo.

Mi ha sempre commosso ascoltarla. Oggi, con voi, provo a recitarla: “Deus ti salvet, Maria, chi ses de gratia plena. De gratias ses sa vena
ei sa currente. Su Deus onnipotente cun tegus est istadu. Pro chi t’hat preservadu Immaculada. Beneitta e laudada, subra a tottu gloriosa.
Mama, fiza e isposa de su Segnore. Beneittu su fiore e fruttu de su sinu.
Gesus, fiore divinu, Segnore nostru. Pregade a Fizu ostru pro nois peccadores, chi tottu sos errores nos perdonet. Ei sa gratia nos donet
in sa vida e in sa morte. Ei sa diciosa sorte in Paradisu. Amen. Amen”.

Santuario della Beata Vergine di Bonaria, Cagliari
24/04/2026
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