Mercoledì 1 luglio

La Messa nella festa del Beato Ferdinando Baccilieri

Suor Donatella Nertempi: «Celebrare la sua festa significa raccontare ed accogliere un testimone esigente»

Alle 20.30 nella piazza antistante la chiesa di Galeazza Pepoli, la Messa celebrata dal Vescovo di Pinerolo monsignor Derio Olivero

Mercoledì 1 luglio alle 20.30 nello spazio antistante la chiesa di Santa Maria di Galeazza (via Provanone, 8510) monsignor Derio Olivero, Vescovo di Pinerolo, celebrerà la Messa nella Festa liturgica del Beato Ferdinando Maria Baccilieri.

Il 1° luglio la Chiesa di Bologna e la grande famiglia dei Servi di Maria celebrano la memoria liturgica del Beato Ferdinando Maria Baccilieri (1821-1893). Per le Suore Serve di Maria di Galeazza non si tratta semplicemente di una data sul calendario, ma di un appuntamento annuale in cui attingere alle radici stesse del proprio carisma fondativo. Quest’anno, la ricorrenza assume un significato ancora più profondo: in un’epoca di grandi trasformazioni ecclesiali, la figura di questo parroco di pianura si staglia come un modello profetico di vicinanza evangelica e di dedizione totale alle periferie esistenziali.

Nato a Campodoso di Reno Finalese il 14 maggio 1821 in una famiglia agiata, il giovane Ferdinando ricevette un’ottima formazione culturale nei collegi dei Barnabiti a Bologna e dei Gesuiti a Ferrara. Proprio in quegli anni sbocciò in lui una forte vocazione religiosa e, soprattutto, il desiderio ardente di partire come missionario verso l’Estremo Oriente, per annunciare il Vangelo nelle terre più lontane.

Tuttavia, i disegni della Provvidenza erano diversi: a causa di una salute estremamente fragile e di continui disturbi fisici, fu costretto a lasciare il noviziato e a rientrare in famiglia. Proseguì gli studi nei seminari di Modena, Finale Emilia e Bologna, venendo ordinato sacerdote nel 1844. Dopo alcuni anni di ministero a Reno Centese come predicatore e confessore stimatissimo, nel 1851 ricevette l’incarico di vicario parrocchiale – e l’anno successivo di parroco – a Galeazza Pepoli, una piccola frazione isolata nella pianura bolognese.

Quella che doveva essere una destinazione temporanea si trasformò nella sua vera “terra di missione”. Don Ferdinando comprese che non c’era bisogno di attraversare gli oceani per trovare i poveri e i lontani: la sua Cina e le sue Indie erano proprio lì, tra i braccianti e le famiglie indigenti della Bassa Bolognese. Vi rimase per ben 41 anni, rifiutando nel tempo promozioni e incarichi ecclesiastici più prestigiosi pur di non abbandonare la sua gente.

Il ministero di don Baccilieri a Galeazza fu caratterizzato da una straordinaria fedeltà ai doveri quotidiani del pastore d’anime. Chi lo ha conosciuto lo ha definito un «Curato d’Ars in compendio». Esattamente come San Giovanni Maria Vianney, don Ferdinando trascorreva ore interminabili all’interno del confessionale, diventando una guida illuminata e un balsamo per le coscienze ferite di persone di ogni estrazione sociale, che accorrevano a Galeazza anche dai paesi vicini. Promosse con vigore le missioni popolari, la catechesi sistematica per tutte le età e la cura della liturgia.

La grandezza storica e spirituale di don Baccilieri è legata a doppio filo alla nascita di una nuova famiglia religiosa. Intorno alla metà dell’Ottocento, le campagne bolognesi erano segnate da una profonda miseria materiale ed educativa, che colpiva soprattutto le giovani donne e le fanciulle, spesso lasciate a sè stesse e prive di tutele o istruzione.

Per rispondere a questa urgenza sociale e pastorale, don Ferdinando valorizzò il laicato femminile locale. Egli stesso, profondamente legato alla spiritualità dell’Addolorata, si era iscritto al Terz’Ordine Secolare dei Servi di Maria, amando definirsi nelle sue lettere ai superiori «fra Ferdinando M. Baccilieri, terziariuccio dei Servi». Coinvolse le giovani della parrocchia in un cammino di consacrazione laicale, che gradualmente, sotto la sua guida paterna e ferma, si trasformò in una vera e propria Congregazione di diritto diocesano. Nacque così il piccolo seme delle Suore Serve di Maria di Galeazza, dedite all’istruzione della gioventù femminile, alla cura dei piccoli e all’assistenza domiciliare dei malati e degli anziani soli.

Da quel piccolo nucleo nella pianura, l’opera dello Spirito Santo ha fatto moltiplicare i frutti. Oggi le Serve di Maria continuano a incarnare lo stile della compassione mariana sotto la croce dei fratelli, operando non solo in Italia ma portando il Vangelo in Germania, Brasile, Corea del Sud e Indonesia.

Don Ferdinando morì il 13 luglio 1893. La sua fama di santità, già vivissima in vita, spinse la Chiesa ad aprirne il processo di canonizzazione. Il 3 ottobre 1999, in Piazza San Pietro, San Giovanni Paolo II lo ha solennemente proclamato Beato, fissando la sua memoria liturgica al 1° luglio, giorno caro alla tradizione servitana.

Oggi le sue spoglie riposano nella chiesa parrocchiale di Galeazza Pepoli, meta costante di pellegrinaggi. Celebrare la sua festa significa per noi, sue figlie spirituali e per l’intera comunità diocesana, raccogliere un testimone esigente. In un mondo che corre veloce e che spesso emargina i più deboli, il Beato Baccilieri ci ricorda che la vera rivoluzione cristiana comincia stando vicini a chi soffre, offrendo una catechesi che tocca il cuore e vivendo il proprio ministero nell’umile ma radiosa ordinarietà di ogni giorno.

Suor Donatella Nertempi,

Suore Serve di Maria di Galeazza

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