La Messa in suffragio delle vittime della strage della Stazione Centrale di Bologna, nel 46° anniversario.
«In questa domenica di luce ci confrontiamo con una oscurità terribile, spaventosa, inquietante, che a distanza di tanti anni continua a togliere il respiro e anche a riempire di paura e di angoscia. Il ricordo della strage ci fa rivivere quel dolore personale, individuale e plurale, collettivo, e farlo insieme ci aiuta a trasformarlo e a vedere la luce che lo illumina, qui particolarmente nella luce del Signore».
È un passaggio dell’omelia dell’Arcivescovo pronunciata alla Messa in suffragio delle vittime della strage della Stazione Centrale di Bologna, nel 46° anniversario, celebrata nella mattinata del 2 agosto nella chiesa di San Benedetto a Bologna, a pochi passi dalla stazione. Numerosi i fedeli che hanno voluto partecipare alla celebrazione insieme ai familiari delle vittime e alle autorità civili e militari.
«Dobbiamo sempre ripartire dal dolore – ha proseguito ancora l’Arcivescovo – perché la speranza non è rimuovere i problemi ma attraversarli, perché l’amore vince il male, lo affronta, non lo evita, non vince perché lo evita. Gesù mette al centro la nostra umanità e ci insegna a difenderla sempre dal male, a non abituarsi a questo che al contrario dell’umanità la calpesta».
«Suggerisco a chi ancora può chiarire le responsabilità – ha aggiunto il cardinale Zuppi – di confessare le proprie colpe, di aiutare una vera giustizia riparativa, che fa bene anche a lui, e che sveli, perché questo è il vero coraggio e il resto è solo vigliaccheria, i modi con cui è stato possibile immaginare e realizzare tanto orrore».













