Nel Salone Bolognini

Per una «Vita nuova» possibile

Nei giorni scorsi si è svolto il primo Festival di Città Nuova, il gruppo editoriale fondato da Chiara Lubich 70 anni fa

Tante le tavole rotonde che hanno animato la due giorni con la presenza dei vertici dei Focolari, sociologi, studiosi di geopolitica, e giornalisti

Si è concluso domenica scorsa il primo Festival di Città Nuova, il gruppo editoriale fondato da Chiara Lubich settanta anni fa. Nella sala Bolognini ,presso il Convento di San Domenico ,tra sabato e domenica si sono alternate relazioni e tavole rotonde con la presenza dei vertici del movimento focolarino, di sociologi, studiosi di geopolitica, politici di lungo corso, giornalisti. Nel novero di questi ultimi coloro che nell’attualità, alternandosi alla direzione della rivista Città Nuova o in altre riviste del gruppo o nella produzione libraria di saggi editi dalla casa editrice omonima, contribuiscono a mantenere la relazione fra gli aderenti e marcare l’opposizione ad un presente afflitto da uno stato di guerra permanente ad intensità variabile in zone nevralgiche del mondo e segnato dalla crisi del multilateralismo e da una condizione di disordine globale.

La vocazione convintamente pacifista, protesa al dialogo e alla fraternità universale nel segno dell’unità e della prossimità (espressione riportata nell’ultimo saggio di Margaret Karram da poco rieletta alla presidenza del Movimento dei Focolari) costituisce la premessa per una “Vita Nuova” che non a caso è il titolo scelto per la kermesse bolognese dei Focolarini. La ricerca e la costruzione della pace è infatti tratto essenziale della idealità del movimento fin dalla sua nascita avvenuta a Trento nel 1943 in piena emergenza bellica. Tra i moderatori dei vari panel il giornalista Carlo Cefaloni, richiesto in tal senso, ha riassunto quanto emerso dal confronto col Vescovo di Bentu nel Sudan del Sud Christian Carlassare, il biblista ed economista Luigino Bruni, il rettore della università di Perugia Massimiliano Marianelli, la giornalista Laura Silvia Battaglia su “Disarmare la informazione per costruire la pace”, uno dei numerosi temi affrontati – ci siamo avvalsi – precisa Cefaloni-  anche della testimonianza di Nico Piro inviato del TG 3, non in presenza per altri impegni sopravvenuti ma collegato da New York, sul tema delle armi presenti  in Italia che contribuiscono ad alimentare le guerre nel mondo che Città Nuova ha fatto proprio per promuovere una economia disarmata in alternativa alla economia e alla cultura di guerra che ormai diventa pervasiva nella nostra società.

Per questo motivo è stato importante avere tra noi il Rettore della università di Perugia Massimiliano Marianelli che con i primi atti del senato accademico ha varato un provvedimento che bandisce ogni tipo di ricerca che sia legata agli armamenti e soprattutto promuovere una rete di Università per la pace in grado di dare una spinta nella direzione di decolonizzare l’immaginario e il senso comune che sta pervadendo ogni ambiente. Ciò a differenza di quanti invece si relazionano con enti che sono portatori di interessi diversi. Allo stesso modo ci ha portato la sua esperienza la giornalista Silvia battaglia operativa soprattutto nello Yemen e nel quadrante mediorientale dove i grandi conglomerati economici non stanno costruendo un disordine ma un nuovo ordine basato sulla legittimazione della guerra e delegittimazione delle istituzioni politiche internazionali. Fondamentali questi contributi di conoscenza di cui Città Nuova si giova al fine di dare un contributo per cambiare le cose-. -Spostandoci in un altro quadrante quello del Sud Sudan- chiedo ancora – quale la situazione rappresentata dal vescovo Carlassare ? – Il vescovo in questione ha riferito dell’attentato subito proprio il giorno della sua nomina e il perdono offerto ai suoi attentatori- – per questo- continua Cefaloni -è diventato un punto di riferimento per quelle comunità. Noi di città Nuova- conclude- cerchiamo queste notizie spesso escluse dalla informazione mainstream per creare un nuovo sentire-. Numerosi altri eventi si sono aggiunti a quello citato. Tra i tanti un incontro con Elena Granata sui temi della demografia e su come costruire una città a misura dei bambini; l’ambasciatore Pasquale Ferrara  insieme a sociologi, filosofi, giuristi e giornalisti, ha  trattato il tema “La violenza e le regole. Resistere alla prepotenza e ricostruire la convivenza”.

Hanno  chiuso la Kermesse “Guerre e Religioni. Prossimità via della Pace” con esperti delle diverse fedi e la partecipazione del presidente della comunità dei Focolari Margaret Karram oltre a due ulteriori  event particolarmente significativi:  una  intervista a Romano prodi a cura del giornalista Riccardo Barlaam sul tema:  “Europa ed Italia nell’era del caos” e una tavola rotonda in dialogo con i professori Stefano Zamagni e Vittorio Pelligra su: “IA ,Big Tech e rischi per la democrazia”.

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