In cattedrale con l'arcivescovo

Corpus Domini: giovedì la Messa e l’Adorazione

La celebrazione anche in streaming

BOLOGNA – Giovedì 11 giugno si celebra la solennità del Santissimo Corpo e Sangue del Signore (più nota col nome latino «Corpus Domini»).

A livello cittadino in Cattedrale l’Arcivescovo presiederà l’Eucaristia alle ore 17.30. A seguire  tre «turni» di Adorazione eucaristica per dare a tutti la possibilità di partecipare di persona: dalle 18.30 alle 19.30; dalle 19.30 alle 20.30 e dalle 20.30 alle 21.30. Non ci sarà la tradizionale processione eucaristica, a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia di coronavirus. L’evento sarà trasmesso in streaming sulle pagina sociale di 12Porte (YouTube e Facebook) o lo si potrà seguire da questo sito della diocesi.

«Lo sguardo della Chiesa è continuamente rivolto al suo Signore, presente nel Sacramento dell’Altare, nel quale essa scopre la piena manifestazione del suo immenso amore» (san Giovanni Paolo II, «Ecclesia de Eucaristia, 1»). L’Eucaristia è il centro della festa del Corpus Domini, ed eccone la storia.

In Belgio, a Liegi, nel monastero di Mont Cornillon, suor Giuliana de Rétine, oggi beata, fu priora dal 1193 al 1258. Nel 1208 ebbe, in un’estasi, la visione di un disco lunare raggiante, ma incompleto: e fu ispirata a interpretare che quella luna era immagine della Chiesa del suo tempo, che splendeva ma mancava di una festa in onore dell’Eucaristia.

Suor Giuliana si impegnò a promuovere la festa, sostenuta dalla sua guida spirituale, finché Roberto de Thorote, vescovo di Liegi, fissò la festa richiesta al giovedì dopo l’ottava della festa della Santissima Trinità, e la celebrò personalmente nel 1247. Quasi 20 anni dopo, nel 1264, si verificò il miracolo di Bolsena, quando un sacerdote pellegrino, che dubitava della realtà della transustanziazione, vide l’Ostia mutarsi in carne stillante sangue che macchiò il corporale.

La preziosa testimonianza fu portata in processione al papa Urbano IV, che era stato arcidiacono di Liegi (dove aveva conosciuto suor Giuliana) e si trovava in Orvieto: fu una spinta decisiva per l’estensione della festa del Corpus Domini a tutta la Chiesa.

La grande processione fu il modello di tutte le processioni eucaristiche, e il Duomo di Orvieto per custodire il Corporale macchiato del sangue di Cristo. La bolla di papa Urbano IV Transiturus de hoc mundo (1264), fissò la festa al giovedì dopo l’ottava di Pentecoste. L’Ufficio è attribuito a san Tommaso d’Aquino, e in esso splende la sequenza Lauda Sion Salvatorem, in cui leggiamo «quantum potes tantum aude» splendida esortazione per una Chiesa in uscita.

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