In occasione dei funerali

Il messaggio dell’Arcivescovo per la morte di Giusy Fortunato Gualzetti

Le parole del Cardinale per le esequie della madre di Chiara, uccisa due anni fa a Monteveglio

Zuppi al marito Enzo: «Chiedo tanta luce che ti asciughi le lacrime e ti faccia compagnia»

Martedì 4 luglio nella chiesa di Santa Maria di Monteveglio si sono celebrati i funerali di Giusy Fortunato Gualzetti. La figlia, Chiara, era stata uccisa due anni fa.

In occasione delle esequie, celebrate da don Franco Govoni, il cardinale arcivescovo Matteo Zuppi ha inviato un messaggio al parroco e al marito della defunta, Enzo.

Carissimo Enzo, Carissimo don Franco e carissimi tutti,

hai detto che ti sembra di “vivere un incubo”. È vero!

   Siamo fatti per la vita e vogliamo e pensiamo che questa non finisca. Poi ci scontriamo con la fine. E con tanto dolore, che sembra non ce la possiamo fare, tanto ci fa male. E quando si ama fa davvero tanto male, così che il sole si spegne e non scalda più. Proprio per questo Dio ha mandato Gesù. Dio ha fatto una pazzia d’amore, come si fa quando si ama per davvero. Manda suo Figlio perché viva la fine e la vita non finisca. Solo amando la vita non finisce. E tu hai amato tanto e sei stato amato tanto. E ti amano tanto. Ecco perché, come ti diceva sempre Giusy, hai tanto da fare, da amare, per Chiara e per lei.

La prima volta che l’ho incontrata era una leonessa ferita. Ferita a morte. Quante domande e quanta rabbia verso tutti e verso Dio! Poi siete venuti da me. Tante lacrime tue, sue, mie. Mi ha sempre colpito che anche Gesù piange. E poi ci consola, anzi dice che beato è proprio chi viene consolato, perché sente la gioia e vede una luce che illumina tutto. Ecco, Giusy aveva trovato la luce. Me lo aveva scritto e si vedeva da come affrontava la malattia, il terribile dolore, con una forza incredibile. I medici non si spiegavano come facesse a stare così bene nelle sue condizioni critiche. È fortissima Giusy, perché piena di amore e perché viveva per Chiara e per te. Adesso è tua questa forza insieme alla luce che Giusy aveva trovato.

Me lo aveva scritto. “Ho capito che Dio non litiga con nessuno e che dovevo fare io pace con me stessa, e ho sentito pace. Ho visto Chiara seduta su un muretto e mi sorrideva. Ho capito che probabilmente avevo davvero litigato da sola. Mi sentivo opportunista, sto per morire e faccio pace con Lui. Se parliamo di luce c’è luce. Ce ne dobbiamo rendere conto. Devo ringraziare per avermi dato il miracolo di mia figlia, splendida ragazza. Devo ringraziare. Credo di aver fatto pace perché tutta quella oscurità non la sento più. Mi sono messa a disposizione di Dio e voglio essere uno strumento per aiutare chi riesco ad aiutare e voglio portare avanti la luce di Chiara”. Ecco, questa luce è quella di Gesù.

Quando vi sposaste Giusy si commosse perché le avevo scritto che in pieno giorno risplendono le stelle e che ce n’era una che non riusciva a stare ferma tanto era contenta, e buttava dal cielo tanti coriandoli luminosi per farvi ancora più belli. Chiara ci teneva che voi steste assieme sempre. Il male non può spegnere la luce dell’anima. La sua luce riflette quella di Dio che move tutto e illumina la notte dei nostri cuori.

Chiedo tanta luce che ti asciughi le lacrime e ti faccia compagnia. Per quello che posso e, sono certo per quello che possiamo, ti staremo vicino anche noi. E abbiamo tante cose da spiegare ad un mondo che gioca con la vita e ha bisogno di tanta luce.

Ti abbraccio,

Matteo

 

Credit_photo: G. Schicchi

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