Durante la liturgia, il Cardinale ha celebrato il rito della Lavanda dei piedi
Giovedì 2 aprile in Cattedrale l’Arcivescovo ha presieduto la Messa nella Cena del Signore e al termine ha guidato l’Adorazione Eucaristica.
«Questa sera – ha detto l’Arcivescovo nell’omelia – celebriamo il Signore che ama fino alla fine. Il male, però, dobbiamo ricordarcelo, distrugge la casa comune e il Tempio di Dio che è ogni persona. Il male ci stordisce a tal punto che non proviamo compassione per chi muore e, qualche volta, facciamo delle vittime dei nemici. Penso a quei 19 che sono morti di freddo nel Mare Mediterraneo ieri e, tra loro anche una donna incinta. Quando l’umanitario diventa un pericolo, tanto che non si salva la vita, vuol dire che siamo induriti e accecati e questo deve preoccupare tutti».
«Tra poco lavorerò i piedi a 12 nostri fratelli – ha affermato ancora il cardinale Zuppi – ricordando la Lavanda di Gesù. Chi si nutre del Corpo del Signore si fa lui stesso nutrimento di amicizia per tutti, ad iniziare dai suoi fratelli più piccoli. Ecco la grandezza di questa Cena. Gesù che dona se stesso lava i piedi, perché sa che abbiamo sempre bisogno di un fratello che ci aiuti e ci insegni anche ad accorgerci del bisogno degli altri, a servirli anche quando non chiedono niente».
Poi la ripresa di una frase di don Primo Mazzolari: «L’amore vede la povertà; chi ha poca carità vede pochi poveri; chi ha molta carità vede molti poveri; chi non ha nessuna carità non vede nessuno, solo se stesso».
Durante la liturgia, il Cardinale ha celebrato il rito della Lavanda dei piedi che quest’anno ha coinvolto alcuni rappresentanti della Comunità greco-cattolica Ucraina di Bologna e persone fragili, assistite dalla Comunità di Sant’Egidio e dalla «Piccola Nazareth» delle Piccole Suore della Sacra Famiglia.








