Il Cardinale Zuppi ha celebrato la Messa nella chiesa dell’istituto San Giuseppe delle Piccole Sorelle dei Poveri.
Con la celebrazione si è voluto esprimere il ringraziamento per i 130 anni di attività e il saluto, poiché le religiose fondate da Jeanne Jugan, sono costrette a chiudere la casa per la mancanza di vocazioni.
“Le Piccole Sorelle – ha detto Zuppi – sono state sorelle, ma soprattutto madri per i più fragili, offrendo accoglienza, protezione e dignità a tanti anziani. Un’opera che interpella oggi tutta la Chiesa di Bologna, chiamata a raccoglierne l’eredità“.
Di fronte alla chiusura, il Cardinale ha espresso anche una preoccupazione: in una società dove aumentano le persone sole e senza risorse, come continuare a garantire quella stessa cura? È una domanda che riguarda tutti, credenti e comunità civile. Al centro resta lo stile lasciato da Jeanne Jugan: fare della casa una famiglia, dove gli ospiti non sono utenti, ma “dei nostri”, fratelli e sorelle.
“Un patrimonio che – ha concluso Zuppi – non deve andare perduto, ma trasformarsi. Perché ciò che conta non è conservare le forme del passato, ma custodire lo spirito: un amore capace di trovare sempre nuove strade per farsi prossimo“.
Una storia che si chiude, dunque, ma che affida alla Chiesa e alla città una responsabilità: continuare a essere casa per i più piccoli, perché nessuno resti senza amore, senza cura, senza speranza.


