La prolusione sarà affidata all’avvocato rotale Graziano Mioli
Giovedì scorso è stato inaugurato l’Anno giudiziario del Tribunale ecclesiastico interdiocesano Flaminio. Sono intervenuti: monsignor Massimo Mingardi, vicario giudiziale che ha illustrato l’attività del Tribu nale nel 2025 e Graziano Mioli, avvocato rotale che ha tenuto la prolusione sul tema «L’Intelligenza artificiale nella riflessione ecclesiale e nel contesto giudiziario matrimoniale canonico»; ha concluso il cardinale Matteo Zuppi, moderatore del Tribunale.
Monsignor Mingardi ha spiegato che «Il Tribunale Flaminio si occupa soltanto di cause di nullità matrimoniale per nove diocesi della nostra regione: un’attività che dopo diversi anni in cui c’era stato un progressivo calo delle cause, le ha viste leggermente aumentare». Il Vicario spiega che il Tribunale apre la possibilità, per chi ha avuto un matrimonio dall’esito infelice, di verificare l’eventuale nullità di tale matrimonio e, in tal caso, di celebrare un nuovo matrimonio canonico. «Nel Tribunale – ha sottolineato – è attivo un servizio di consulenza
che consente gratuitamente di fare una prima verifica per capire se ci sono i presupposti per arrivare alla nullità». «Il dato forse più interessante e preoccupante della nostra attività – ha proseguito – è che si conferma la grande fragilità psichica delle persone: la maggior parte delle nostre cause, infatti, ha come motivo di nullità precisamente la fragilità psichica. Non necessariamente una vera e propria
psicopatologia, però situazioni che rendono difficile all’uno o all’altra, o a entrambi, il creare una comunione di vita positiva, arricchente e che possa funzionare».
Mioli, nella sua relazione, ha parlato di come l’intelligenza artificiale possa essere «auxili instrumenta», «strumento di aiuto» nei processi di nullità matrimoniale. «Ho fatto alcune sperimentazioni – afferma l’avvocato – e ho concluso che può essere certamente interessante, relativamente utile, sicuramente non indispensabile. Può avere un senso usarlo nei tribunali, perché la Chiesa ha il dovere di imparare e insegnare ad usare questi strumenti. Concretamente, ha dimostrato una notevole utilità, per esempio, nella comparazione e analisi dei fatti, permettendo così di creare delle tabelle». Ha concluso dicendo che l’Ia «non sostituisce il lavoro del giudice, ma lo sostiene».
Zuppi ha lanciato un messaggio di accoglienza di «tutte le sofferenze, difficoltà e problemi che inevitabilmente coinvolgono le persone e anche la Chiesa. L’attività del Tribunale è sanare le ferite, applicare la giustizia ma anche trovare la misericordia; quindi le cause di nullità sono percorsi importanti perché possono riconciliare con se stessi e con la Chiesa. Quello che fa il Tribunale non è mai secondario nella vita della Chiesa perché la giustizia è importante anche all’interno di essa».
Nel suo intervento finale, il Cardinale, dopo aver ringraziato monsignor Mingardi e tutta la «squadra» del Tribunale per il suo assiduo e importante lavoro, si è soffermato sul tema dell’Intelligenza artificiale, trattato da Mioli nella sua prolusione. «È uno strumento che ci aiuterà dando ci tante possibilità in più, anche nel lavoro del Tribunale – ha sottolineato -. Resta il problema di avere una morale, una “moral-algo” che ci deve aiutare a capire come utilizzare questo strumento con responsabilità, cooperazione ed educazione».
Chiara Unguendoli e Federica Marchiselli

