Bartolomeo a Bologna

San Domenico, il G20 delle religioni, la custodia del creato

Il testo dell'intervento del patriarca alla Tre giorni i del Clero in San Domenico

Lunedì 13 settembre nella basilica di San Domenico Sua Santità Bartolomeo, arcivescovo di Costantinopoli – Nuova Roma e patriarca ecumenico, è intervenuto all’annuale Tre giorni del clero bolognese.

In occasione del Giubileo per gli 800 anni dalla morte di San Domenico, i lavori dell’annuale Tre Giorni del Clero si sono aperti lunedì eccezionalmente nella Basilica patriarcale che custodisce le spoglie del Santo. Sua Santità Bartolomeo di Costantinopoli, presente in città per partecipare ai lavori del G20 InterFaith, ha colto l’occasione per un saluto fraterno ai sacerdoti e diaconi bolognesi e per rendere omaggio a San Domenico. Il Patriarca era accompagnato da Emanuil, metropolita di Calcedonia, Nikitas di Thyateira, metropolita di Gran Bretagna e Policarpo metropolita d’Italia. Erano presenti a questo momento anche il Cardinale Giuseppe Betori arcivescovo di Firenze e mons. Giuseppe Sciacca, segretario della Segnatura apostolica.

L’incontro si è aperto con la preghiera dell’Ora Terza nella memoria di san Giovanni Crisostomo a cui è seguito il saluto del Patriarca ecumenico. «Predicazione, studio, povertà mendicante, vita comune, spedizioni missionarie – ha detto il Patriarca – restano elementi qualificanti di tutta l’opera di San Domenico e certamente suggeriscono anche oggi a tutte le Chiese, atteggiamenti di comprensione e di guarigione della malattia spirituale della umanità e aprono gli orizzonti per una evangelizzazione del mondo, con uno spirito tutto nuovo». Bartolomeo ha condiviso l’impegno del recente Sinodo generale del Patriarcato che proprio in questi giorni si è interrogato sulle sfide della nuova evangelizzazione nel XXI secolo, e anche per «verificare le conseguenze pastorali nei tempi della pandemia e offrire la parola di salvezza ad ogni uomo e donna di questa nostra epoca, con un linguaggio a tutti comprensibile e allo stesso tempo radicato della Tradizione vivente della Chiesa», impegno analogo a quello di Domenico nel suo tempo, chiamato a elaborare nuovi metodi di predicazione per una azione pastorale viva e feconda.

Riguardo ai temi dell’incontro interreligioso di Bologna, Bartolomeo ha affermato che se le Chiese cristiane si rinchiudessero solo in qualche forma di relazione intercristiana e non in un vero ecumenismo farebbero un cattivo servizio non solo all’umanità, ma al Cristianesimo stesso, anche se questo richiede un lavoro teologico duro e non sempre facile; «il dialogo – ha affermato – non indebolisce la certezza della propria fede, la tradizione patristica e l’insegnamento evangelico, al contrario, l’incontro con le altre fedi, in uno spirito di collaborazione per la salvezza della umanità dai tanti e troppi conflitti che l’affliggono, diviene strumento di evangelizzazione nel senso più profondo del termine».

Ricordando poi il suo recente messaggio congiunto con Papa Francesco e l’Arcivescovo di Canterbury Welby, il Patriarca ha accennato al tema della salvaguardia del creato: «La nostra dimensione ecologica – ha detto – non è una moda dei tempi o una delle tante scienze dello scibile umano, ma è una azione spirituale che esige discernimento, autocontrollo, capacità di sacrificio. (…) se dimentichiamo l’umanità, con le sue sofferenze, se offendiamo con le nostre azioni la creazione “assai bella”, se la nostra dimensione cosmica diviene dimensione egoistica, allora abbiamo tradito Cristo». Il Patriarca e il Cardinale Zuppi, si sono poi recati all’Arca di San Domenico per rendere omaggio al fondatore dell’Ordine dei Predicatori. I frati dello studentato hanno fatto corona con il canto al breve momento di preghiera concluso dal Patriarca con la benedizione. Una breve visita al Convento è stata l’occasione per visitare la Cella dove frate Domenico rese l’anima a Dio, lasciando in eredità una grande passione per la predicazione del Vangelo.

Vedi qui il discorso integrale del patriarca Bartolomeo.

 

Nella tarda mattinata di lunedì, il Patriarca Bartolomeo ha partecipato ad una seduta solenne del G20 Interfaith nel Salone del Podestà di Palazzo Re Enzo. Il Patriarca – conosciuto per il suo impegno a protezione dell’ambiente – ha passato in rassegna le drammatiche conseguenze che il cambiamento climatico sta causando nel mondo e alle popolazioni e ha fatto riferimento in particolare ai rifugiati climatici, per lo più donne e bambini, costretti a lasciare le loro case e a diventare vittime di sfruttamento. “Abbiamo bisogno di mettere in campo le nostre migliori idee per riuscire nella corsa decisiva verso l’obiettivo globale di zero emissioni e verso una cultura della solidarietà”. La giornata di martedì è stata dedicata alla Festa della Esaltazione della Santa Croce, una ricorrenza importante del calendario liturgico. Sua Santità ha presieduto la Divina Liturgia nella parrocchia di san Demetrio, introdotta dal rito dell’innalzamento della Croce verso i quattro punti cardinali. Bartolomeo ha manifestato la sua gioia di essere di nuovo a Bologna, presso una comunità vivace e amica e ha distribuito ai presenti il ramo di basilico, caratteristico di questa festa. Terminata l’ufficialità del programma, Bartolomeo ha voluto onorare il patrimonio UNESCO della nostra città con una passeggiata sotto i portici.

Galleria di immagini di Elisa Bragaglia e Antonio Minnicelli

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