Dalle 17.30 la diretta della Messa in Cattedrale con l’istituzione di sei nuovi Lettori
Mons. Silvagni: «Papa Francesco nell’istituire questa Domenica ci ha dato una chiave importante di comprensione: non una volta all’anno, ma una volta per tutto l’anno»
«Domenica 25 gennaio, Terza del Tempo Ordinario, celebriamo la Domenica della Parola istituita da papa Francesco nel 2019. È un’iniziativa pastorale per far comprendere quanto sia importante nella vita quotidiana della Chiesa e delle nostre comunità il riferimento alla Parola di Dio, una Parola non confinata in un libro, ma che resta sempre viva e si fa segno concreto e tangibile. L’espressione biblica con la quale si intende celebrare la VII edizione della Domenica della Parola di Dio è tratta dalla lettera di san Paolo ai Colossesi: “La parola di Cristo abiti tra voi” (3,16)». Così don Pietro Giuseppe Scotti, direttore della Commissione diocesana per il Diaconato permanente, spiega il significato della Giornata odierna.
Alle 17.30 in Cattedrale il cardinale Matteo Zuppi celebrerà la Messa nel corso della quale conferirà il ministero permanente del Lettorato a Michele Ferrari, della parrocchia di Santa Maria Lacrimosa degli Alemanni in Bologna. Inoltre saranno istituiti altri 5 Lettori in cammino verso il diaconato: Giovanni Dal Ferro, della parrocchia di San Luca Evangelista in San Lazzaro di Savena; Alessio Lorenzi, della parrocchia di Santa Maria Assunta di Monghidoro; Fabio Pizzi della parrocchia dei Santi Andrea e Agata in Sant’Agata Bolognese e Alessandro Rampino della parrocchia di Santa Maria Assunta in Castelfranco Emilia.
«Solitamente – ricorda monsignor Adriano Pinardi, direttore Ufficio diocesano Ministeri istituiti – l’istituzione a livello diocesano prevede un numero maggiore di candidati: quest’anno la presenza di un candidato non è dovuta a una mancanza di iscritti al corso per i Ministeri, quanto ad un cambiamento del percorso di preparazione dei Lettori. Per ricevere il Ministero di Lettore o Accolito occorre, dopo la presentazione del proprio parroco, frequentare due anni di preparazione che si svolgono in Seminario il lunedì sera. Il primo anno è chiamato “Corso per operatori pastorali”, in cinque moduli, da ottobre a maggio, e in esso si studiano le quattro costituzioni del Concilio Vaticano II e il significato della ministerialità nella Chiesa. In un secondo anno si prepara il Ministero specifico, con incontri appropriati».
«Abbiamo pensato di proporre un ritmo quindicinale anziché settimanale per le lezioni di quest’anno – prosegue monsignor Pinardi -. Per questo, in questo anno non abbiamo tanti Lettori istituiti, perché il percorso terminerà a Marzo, anziché pochi giorni prima della domenica della Parola, come avveniva fino all’anno scorso. Il gruppo che si sta formando ora, riceverà l’istituzione il prossimo anno». «Ringraziamo questi fratelli e sorelle – conclude – per la loro fedele e generosa disponibilità, e le loro comunità parrocchiali e zonali che li sostengono e che riceveranno le cure del loro servizio».
«Papa Francesco nell’istituire questa Domenica ci ha dato una chiave importante di comprensione: non una volta all’anno, ma una volta per tutto l’anno – sottolinea monsignor Giovanni Silvagni, moderatore della Curia -. La Parola di Dio è il nostro pane quotidiano e sempre più ce ne rendiamo conto. Più cresce il nostro amore per la Parola di Dio, più ci rendiamo conto di come quella Parola ci governa e ci indirizza ed è la “colonna vertebrale” della nostra vita personale e comunitaria».
«La nostra diocesi sta vivendo l’Anno dedicato al pane della Parola, indetto dall’arcivescovo Zuppi con la Nota pastorale “Sua madre disse ai servitori: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela” (Gv 2,5)“ – prosegue Silvagni -. In essa si chiede che il popolo dei cristiani si nutra sempre più largamente della Parola di Dio e trovi in essa la fonte della vita». «I credenti – afferma Zuppi nella Nota – sono come quei “servi” che “fanno” ciò che il Maestro dice loro: lo ascoltano e mettono in pratica la sua Parola. La fanno entrare nella concretezza della vita personale e nella storia. Solo così la Parola non viene ridotta a un codice o a qualcosa di ineffabile, un auspicio generico, che non si umilia nella concretezza della vita e quindi resta sempre attraente per questo. Maria è stata la prima a dire: “Avvenga a me secondo la tua parola” (Lc 1,38), a “fare” secondo quanto ha ascoltato, rendendo carne la Parola. La Parola la capiamo solo se la accogliamo nella terra del nostro cuore, perché è questa la terra buona che può dare il suo frutto».
L’Ufficio liturgico diocesano offre, sul proprio sito https://liturgia.chiesadibologna.it/ , numerose indicazioni e sussidi per l’animazione della Domenica della Parola nelle parrocchie e nelle comunità cristiane.
Chiara Unguendoli



