Sabato 7 novembre

Verso la Sessione di apertura dell’inchiesta diocesana su Padre Faccenda

All 20.30 al Cenacolo Mariano di Borgonuovo la celebrazione presieduta dal cardinale Zuppi

La liturgia sarà trasmessa anche in diretta streaming sulla pagina Facebook e sul Canale YouTube delle Missionarie dell’Immacolata Padre Kolbe

Sabato 7 novembre 2026 alle 20.30 nel Cenacolo Mariano di Borgonuovo, si terrà la Sessione di apertura dell’Inchiesta diocesana sulla vita, le virtù e la fama di santità e di segni del Servo di Dio padre Luigi M. Faccenda OfmConv., presieduta dal cardinale Matteo Zuppi.

Dopo aver ottenuto il nulla osta della Santa Sede, si giunge ora all’apertura ufficiale dell’Inchiesta diocesana, un momento particolarmente significativo nel cammino della Causa di beatificazione e canonizzazione di padre Luigi Faccenda.

L’Inchiesta ha lo scopo di raccogliere ed esaminare con attenzione le testimonianze, i documenti e gli scritti riguardanti padre Luigi, per ricostruirne in modo serio e fedele la vita e verificare l’esercizio delle virtù cristiane, nonché la consistenza e la diffusione della sua fama di santità e di segni.

«L’apertura dell’Inchiesta  – spiega Mauro Spina, postulatole della Causa – non costituisce un riconoscimento ufficiale della santità di padre Luigi, né anticipa in alcun modo il giudizio della Chiesa. Segna, piuttosto, l’inizio di un percorso di ricerca, verifica e discernimento ecclesiale, nel quale la sua vita e la sua testimonianza vengono sottoposte a un esame attento e rigoroso. Il titolo di Servo di Dio esprime questa particolare tappa del cammino. I fedeli possono chiedere a Dio grazie per la sua intercessione nella preghiera privata, senza tuttavia anticipare quelle forme di culto pubblico che la Chiesa riserva ai Beati e ai Santi. La Sessione di apertura assume quindi un significato non soltanto canonico, ma anche profondamente ecclesiale e spirituale: è un momento di gratitudine per il dono della vita e della testimonianza di padre Luigi Faccenda e, insieme, un invito ad accompagnare con la preghiera e con fiducia il cammino che ora ha inizio, affidandolo al Signore e al discernimento della Chiesa».

È un segno per la Famiglia francescana in questo ottavo centenario della morte di san Francesco, di cui padre Luigi è stato un fedele figlio e seguace; ed è un segno particolarmente eloquente per la Famiglia delle Missionarie e dei Volontari dell’Immacolata Padre Kolbe che, nel solco di una ricca eredità spirituale, si sentono chiamati a un passo in più nella fedeltà al carisma mariano missionario ricevuto in dono, come ha ben espresso la direttrice generale, Elisabetta Corradini: «L’apertura della causa di beatificazione di padre Luigi è per tutti noi una conferma della sua fedeltà alla voce dello Spirito, che lo ha spinto a rispondere alle esigenze del suo tempo attraverso l’attualizzazione della spiritualità mariana e missionaria di san Massimiliano Kolbe. E al tempo stesso risuona al nostro cuore come un invito ad osare passi nuovi per abitare le strade dell’uomo e della donna di oggi e custodirne la “magnifica umanità”».

È possibile partecipare a questo importante momento in presenza o attraverso la diretta in streaming sul canale YouTube e sul profilo Facebook delle Missionarie dell’Immacolata Padre Kolbe.

Per approfondire la conoscenza di padre Luigi M. Faccenda, la sua vita e missione: www.kolbemission.org

 

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La Biografia

Luigi Maria Faccenda nasce il 24 agosto 1920 a San Benedetto Val di Sambro (Bologna). Figlio di Augusta e Olimpio. I suoi fratelli Cristina, Bice, Maria e Bruno.

1932: a 12 anni entra nel Seminario dei Frati Minori Conventuali a Faenza.

1934: si consacra all’Immacolata come il più grande aiuto per essere fedele alla voce del Signore.

1937: inizia il Noviziato ad Assisi.

1938: il 12 agosto emette la Professione semplice.

1941: emette la Professione solenne a Faenza.

1944: il 18 maggio è ordinato sacerdote a Fognano, insieme ad altri due giovani, da mons. Giuseppe Battaglia. Da quell’anno, solo gli interventi chirurgici o le malattie gravi non gli hanno permesso di celebrarla.

1945: è nominato Direttore regionale della Milizia dell’Immacolata per l’Emilia – Romagna, fino all’anno 1979. Anni in cui si reca spesso alla cella e al bunker dove Massimiliano Kolbe ha dato la vita. Da Auschwitz, dalla Città dell’Immacolata, nasce il suo amore alla Madonna, la consacrazione a Lei e tutto il suo ardore missionario.

1946: da vita ad una fiorente attività editoriale con la pubblicazione della rivista Milizia Mariana, mensile di formazione e informazione mariana e missionaria, e con lo sviluppo della casa editrice Edizioni dell’Immacolata.

1954: insieme ad alcune giovani appartenenti alla Milizia dell’Immacolata da inizio all’Istituto secolare “Missionarie dell’Immacolata – Padre Kolbe”, che presto riceve la benedicente approvazione dei pastori della Chiesa bolognese: Cardinale Giacomo Lercaro, Cardinale Antonio Poma e Giacomo Biffi.

1969: «America latina: questa è la tua ora», diceva Paolo VI; e proprio dall’ Argentina arrivano le richieste…. Padre Luigi si reca in quei posti più poveri e bisognosi e dopo un po’ invia la prima comunità di missionarie. Con amore e dedizione accompagna passo dopo passo la missione. E dopo l’Argentina si apre ad altri campi missionari: California, Lussemburgo, Bolivia, Brasile, Polonia.

1982: il 10 ottobre Giovanni Paolo II canonizza il Padre Massimiliano Kolbe.

1988: da inizio alla realtà dei “Volontari dell’Immacolata Padre Kolbe”, fedeli laici o chierici che condividono la spiritualità e la missione dell’Istituto. Il Padre si reca in Bolivia dove vede il bisogno urgente di una presenza stabile delle Missionarie con un Centro Medico e un Centro sociale, che si realizza in settembre dello stesso anno.

1992: Riceve da parte del Papa Giovanni Paolo II l’approvazione definitiva dell’Istituto (secolare di diritto pontificio).

1995: il 17 maggio, la Pontificia Facoltà Teologica «San Bonaventura» in Roma, con l’approvazione della Congregazione per l’Educazione Cattolica, gli conferisce la laurea ad Honorem in sacra teologia, per il contributo offerto all’approfondimento e alla diffusione del pensiero mariano di San Massimiliano Kolbe.

1997: 11 febbraio, in Brasile, insieme al confratello Padre Sebastiano Quaglio, da inizio all’Istituto dei “Missionari dell’Immacolata Padre Kolbe”.

2000: Assemblea generale. Udienza con Giovanni Paolo II.

2004: Con grande gioia celebra il 60° anniversario di Ordinazione sacerdotale e il 50° di vita dell’Istituto delle Missionarie.

2005: la mattina del 9 ottobre, nel Villaggio dell’Immacolata di Borgonuovo di P. M. (Bologna), entra nell’eternità.

Innamorato della Eucaristia

L’Adorazione fu una espressione luminosa della sua spiritualità. Era difficile che passando davanti alla Cappella non si fermasse a fare una visita a Gesù esposto sull’Altare… e poi, prima della celebrazione della S. Messa, dava sempre la benedizione.

La Messa:

«Un momento che sa spezzare le barriere del tempo e dello spazio per sentirmi una cosa sola con la Chiesa che esulta su nei cieli, con quella che soffre e spera in purgatorio, e con la Chiesa che con me cammina: il piede stanco, piagato, vacillante, ma con lo sguardo sempre fisso in alto.

Un momento in cui mi nutro di quel vero cibo che non si deteriora e non si corrompe, perché possiede in sé l’Autore stesso della vita.

E’ un momento grande, la mia Messa: una Messa che non è solo mia, ma di tutti noi, di tutti voi, perché ad uno ad uno vi ricordo, vi offro, vi presento al Cuore di Colui che è misericordia, perdono e ricompensa, poiché è la stessa essenza dell’amore».

Seguace di San Massimiliano Kolbe

14 agosto 1941: il corpo di Padre Kolbe veniva portato al forno crematorio, nel campo di sterminio di Auschwitz, mentre le sue polveri e le sue ceneri venivano disperse al vento. Poteva sembrare che nulla fosse rimasto di lui, e che gli uomini futuri non avrebbero venerato nulla del suo corpo. Ma quelle ceneri e quelle polveri varcarono gli orizzonti, si sparsero un po’ dovunque e, fecondate dal profondo e insuperabile amore alla Madonna, hanno dato vita a tante anime, che soprattutto attraverso il Movimento della Milizia dell’Immacolata (M.I.) continuano a diffondere il suo Ideale in tutte le nazioni. «Auschwitz è la tomba che non racchiude i resti mortali di San Massimiliano, ma che rimane sempre aperta per indicare al mondo di oggi e di domani il celeste messaggio dell’amore».

 

 

 

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