Meditazione al Rosario del 8 aprile

Bologna, arcivescovado

Siamo alla vigilia dei giorni della nostra salvezza. La passione di Gesù non è una memoria lontana nel tempo ma è viva, nell’oggi e ci aiuta a vivere e capire il nostro presente, illumina di speranza il futuro. La capiamo di più in questo confronto con il male così concreto. Esercitiamo la nostra anima per seguire il Signore nel suo amore e vincere con Lui.

Oggi un ragazzo mi ha chiesto: ma perché l’uomo deve essere così egoista? E sentivo in questo interrogativo l’ingenuità trasparente che non riesce proprio ad accettare il male. Ha ragione infatti! Perché sciupiamo tante opportunità per la nostra considerazione, dissipiamo l’enorme capitale di anima che abbiamo e anche le possibilità economiche per paura, per pigrizia, per personalismi autistici?

Quante volte i problemi si complicano semplicemente perché non andiamo d’accordo e non andiamo d’accordo per orgoglio! Sembra così difficile cercare il denominatore del bene comune, che pure dovrebbe avere essere condiviso, oggettivo, certo, sempre interpretato a seconda delle sensibilità, ma se l’interesse è davvero di tutti e per tutti le differenze si riducono di tantissimo.

Invece sembra così difficile remare insieme, sentirci sulla stessa barca, qualche volta anche nella stessa Chiesa dove, non dimentichiamolo, il Signore ci ha generati fratelli e se non lo siamo è un tradimento della sua parola e del suo comandamento. E il fratello maggiore pensava di difendere la giustizia mentre anche lui offendeva il padre! 

Gesù dona tutto se stesso solo per amore e solo aprendoci all’amore capiamo la sua passione. Il suo amore è il mistero che si rivela pienamente in questi giorni. E’ un mistero di gioia che passa per la sofferenza. Gli uomini pensano che la felicità sia nello scappare da ogni croce, ossessionati dal benessere che ci rende disumani. La felicità consiste nel possedere molte cose?

Sembra proprio la condanna di Giuda che vende l’amore per un po’ di benessere. L’uomo in realtà ha bisogno solo della gratuità dell’amore, che o si vende e non si compra. Solo se amiamo senza interesse l’uomo trova la via della felicità. 

Gli uomini cercano la felicità anche nel moltiplicare le emozioni, con dei distributori di emozioni come le infinite possibilità di internet. Questa, che alcuni chiamano emo-crazia, ci trascina in passioni superficiali, coinvolgenti ma senza sforzo, che si possono cambiare a nostro piacimento, che non scendono nel profondo della nostra vita e non diventano vita vera. Le tante emozioni senza cuore e senza testa si impongono su tanti aspetti della vita, anche sulla politica che a volte le genera e le subisce. 

Viviamo questi giorni con tanta emozione vera, diversa perché è una storia, un fatto, una presenza che possiamo fare nostra. Come non piangere davanti un amore così grande? Come restare freddi davanti a tanta sofferenza?  Seguiamo l’amore che ci ama fino alla fine.

E’ lui la verità e non è un libro o una sensazione, ma un uomo, una storia che illumina tante storie, un dolore, una solitudine. E’ una storia viva, di amore, emozionante perché ci rende umani e ci restituisce cuore. Il Vangelo è emozione che fa entrare nella storia degli uomini. Restiamo con Maria, sotto la croce e con Giovanni, il discepolo che Gesù amava. Perché Gesù affronta il male perché ama la vita e ci insegna a viverla perché non finisca. 

08/04/2020
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